<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572</id><updated>2011-07-07T16:03:02.481-07:00</updated><category term='Forum'/><category term='Animatori'/><category term='Il Sito...'/><title type='text'>Live Together</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>staffBlog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06474456840632402624</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SSQkBdYtPKI/AAAAAAAAAEI/AuUXKy2up-Y/S220/staff.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7804925101031248728</id><published>2010-05-24T00:46:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T00:47:57.595-07:00</updated><title type='text'>MESE DI MAGGIO 2010 19a puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_ovJh0JqXI/AAAAAAAAAFY/i9hlXKKbxXA/s1600/100_1755.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_ovJh0JqXI/AAAAAAAAAFY/i9hlXKKbxXA/s400/100_1755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474740137764694386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 24 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo di Giovanni cap. 19 vv. 28-29&lt;br /&gt;Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La sete di Cristo è il suo desiderio di amarci, di “riversare” su di noi tutto il suo amore. Egli non soltanto ci accoglie con il suo amore, ma ci CERCA. Il suo amore è RICERCA (eros) e contemporaneamente Dono (agape). Così scrive Benedetto XVI nella sua prima enciclica “Deus Caritas est”: “L’unico Dio in cui Israele crede, invece, ama personalmente. Il suo amore, inoltre, è un amore elettivo: tra tutti i popoli sceglie Israele e lo ama – con lo scopo però di guarire, proprio in tal modo, tutta l’umanità. Egli ama, e questo suo amore può essere qualificato senz’altro come eros, che tuttavia è anche totalmente agape”. La sete di Cristo è anche il “grido” di tanti fratelli che vivono ai margini della nostra società, che dobbiamo imparare ad ascoltare e a cui siamo chiamati a dare una risposta. Ascoltiamo la testimonianza di Giovanna, che ci aiuterà ad aprire occhi e cuore sulla sete di tanti intorno a noi ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ehi voi, ehi noi, avete ascoltato?  HA SETE…&lt;br /&gt;L’Amore ha sete, l’Amore più puro ha una necessità, ha un bisogno vitale..Gesù ha sete di ognuno di noi, ha necessità di noi! e noi siamo disposti a dissetarlo? noi siamo disposti ad “alimentarlo”? io credo che ad ognuno di noi chieda qualcosa di preciso e concreto, eppure una goccia fondamentale per far sopravvivere l’Amore in un Mondo dove spesso non trova disponibilità e accoglienza, dove incontra cuori chiusi … io credo che ognuno di noi ha sete, il cuore di ognuno di noi ha bisogno di alimentarsi d’Amore, altrimenti si avvizzisce e muore..&lt;br /&gt;Io posso dire ad ognuno di voi che nel mio piccolo ho sperimentato “il ciclo dell’acqua” pensando di restituire la mia piccola goccia d’Amore alla richiesta d’aiuto che  Gesù fa in croce “HO SETE”, mi sono ritrovata a ricevere fiumi d’acqua, ho scoperto di avere sete e non lo sapevo, non me ne accorgevo in questo mondo fatto di impegni spesso più stressanti che altro..&lt;br /&gt;Ho scoperto che quest’acqua purifica il cuore e rende limpidi gli occhi..&lt;br /&gt;Io ho la fortuna di collaborare con il progetto DREAM, della Comunità di Sant’Egidio, che si occupa della lotta alla Malnutrizione e all’AIDS in 10 paesi africani (per ora..) Ho avuto ed ho il dono di trascorrere diversi mesi all’anno in Africa in luoghi dove acqua potabile da far bere alle nostre bocche ce n’è poca..ma vi assicuro che di acqua per il cuore ce n’è tanta … ci sono sorrisi di bambini che commuovono il cuore, sguardi di donne adulte che entrano nel profondo, l’abbraccio e il grazie di un carcerato per un’ora trascorsa con loro, che ti fanno vibrare l’anima … e potrei parlare all’infinito..eppure voglio dire che non bisogna arrivare in Africa per comprendere che il nostro cuore ha sete … Basterebbe , con una predisposizione d’animo differente dal solito , passeggiare per la bella Sorrento e penisola e invece di “mollare con indifferenza” una monetina, guardare negli occhi quella persona, bianco, nero o immigrato che sia, provargli a chiedere il nome e offrirgli un sorriso e scopriremmo che qualcosa in noi accade, comprendiamo che non siamo noi a dissetare qualcuno, ma quel qualcuno, quel gesto d’amore che disseta noi..Possiamo così pensare a tutti coloro che sono meno fortunati, i più poveri del nostro paese, nelle nostre famiglie … ai nostri amici …. Non sono forse i poveri tutti, in qualsiasi paese, vicini e lontani gli amici, o meglio i fratelli più cari di Gesù?&lt;br /&gt;Mi è piaciuto pensare all’idea del ciclo dell’acqua paragonato all’Amore: piove dal cielo, riempie i mari, lava lo sporco e ritorna al cielo. Così l’Amore: Gesù viene e ci disseta, si dona a noi ed è in ognuno di noi..ma ci chiede poi di “liberare” la goccia d’Acqua che è in noi, affinchè completi il ciclo, si diffonda nel Mondo sino a ritornare al cielo …. anche l’Amore ha sete, ha bisogno di ognuno di noi.&lt;br /&gt;Gesù è concreto e pratico, ci insegna che accanto a ciò che ascoltiamo e proclamiamo dobbiamo testimoniare con la vita..come? &lt;br /&gt;“Aiuta il prossimo … Ama il prossimo tuo come te stesso … C’è più gioia nel donare che nel ricevere”&lt;br /&gt;Non ci dice altro che DISSETA E SCOPRIRAI CHE TU STESSO SEI STATO DISSETATO … e allora auguro ad ognuno di noi di poterci dissetare dell’acqua dell’Amore … e soprattutto adesso che Gesù chiede di noi … possiamo tirarci mai indietro? &lt;br /&gt;L’esercizio di oggi è questo: “Guardo alla sete intorno a me ... e dentro di me ...”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7804925101031248728?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7804925101031248728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7804925101031248728&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7804925101031248728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7804925101031248728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/mese-di-maggio-2010-19a-puntata.html' title='MESE DI MAGGIO 2010 19a puntata'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_ovJh0JqXI/AAAAAAAAAFY/i9hlXKKbxXA/s72-c/100_1755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-2010187375070533917</id><published>2010-05-21T23:59:00.000-07:00</published><updated>2010-05-22T00:00:58.735-07:00</updated><title type='text'>MESE DI MAGGIO 2010 18a puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_eBIvFd49I/AAAAAAAAAFQ/sTqBlVAs0oU/s1600/100_1755.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_eBIvFd49I/AAAAAAAAAFQ/sTqBlVAs0oU/s400/100_1755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473985859170460626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato 22 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo di Giovanni cap. 19 vv. 28-29&lt;br /&gt;Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La precedente parola – “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? – è l’attacco del salmo 22, che Gesù sceglie di fare suo per comunicare al Padre quello che sente nel cuore. Il salmista descrive la sofferenza che patisce ingiustamente con immagini molto concrete. Ha sete, soffre di una terribile arsura, tant’è che la sua lingua si è incollata al palato (cfr. v.16). Il v. 22 del salmo 69 è ancora più preciso nella descrizione: “...quando avevo sete mi hanno dato aceto ...”. Gesù ha sete. E’ assolutamente normale, visto la terribile pena a cui è stato sottoposto, la difficoltà a respirare, il lento e penoso movimento sulla croce per cercare di “rubare” ancora un attimo di vita. Ed è anche “normale” per certi verso il gesto di alcuni presenti, che gli accostano alla bocca una spugna imbevuta di aceto. Potrebbe essere un gesto di misericordia – una bevanda offerta allo scopo di “offuscare” la coscienza e lenire il dolore – oppure di scherno – provate a bere aceto quando siete assetati e vi renderete conto che non è una bella sensazione! -. &lt;br /&gt; Superando il livello della “normalità”, cerchiamo di vedere qualcosa in più. Tutti i commentatori di Giovanni, a cominciare dai padri della Chiesa, evidenziano che la sete di Gesù non è soltanto “fisica”, ma “spirituale”. Egli cita questa frase per donarci un ulteriore sfumatura del grande significato della morte di Cristo. Tra l’altro, Gesù dice: “Ho sete!” per adempiere le Scritture, per esprimere con più chiarezza qualcosa che nella storia della salvezza era stato già preannunciato. E’ una frase-chiave, una parola-simbolo che ci permette di rispondere alla domanda: “Cos’è l’amore?”. L’amore o è una SETE, una esigenza profonda, direi “viscerale” – per la Bibbia la sede dei sentimenti è nelle viscere, Dio ha viscere di misericordia – oppure non è vero amore. O è un fiume in piena che ti nasce dentro e vuole rompere gli argini per uscire fuori oppure è solo apparenza, come un pacco bel rivestito, con carta colorata e fiocco, che dentro non ha nulla. Di cosa l’amore vero ci fa avere sete? Vincenzo Paglia risponde con queste parole che trovo straordinarie: “L’amore consiste dunque nell’avere sete degli altri e non soltanto di se stessi, nell’essere capaci di dissetare gli altri perché non abbiano più sete”. &lt;br /&gt; Spesso utilizziamo tutto il tempo a colmare la “sete” di cose che riguardano esclusivamente il nostro benessere, i nostri equilibri, il nostro tornaconto. Non riusciamo a guardare aldilà del nostro naso e facciamo di tutto per portare soltanto acqua al nostro mulino. Amare significa “avere sete” degli altri, della loro gioia, di un cammino entusiasmante da fare insieme, di una meta verso cui guardare in comune da raggiungere ognuno con le proprie gambe ed il proprio passo. Questa è la “sete del servizio”, quel “fuoco interiore” che ti porta a farti piccolo con i piccoli, ultimo con gli ultimi, consapevole non soltanto di “fare un piacere” ad un altro, ma di soddisfare la tua sete di felicità, perché c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Questo modo di pensare, ma soprattutto di “fare”, è contagioso: educa gli altri a non avere soltanto sete di se stessi, ma di mettersi in ascolto delle arsure degli altri. Gesù, assetato di averci accanto a sé, con Lui “cittadini” del cielo, ha chinato il capo sulla nostra sete e, dalla croce, ci ha donato l’acqua viva che, come aveva già detto alla Samaritana, zampilla per la vita eterna. Lui, che è la Sorgente, accetta di farsi “sete” per “dissetarci” del suo amore a invitarci, a nostra volta, a “dissetare” i nostri fratelli.&lt;br /&gt; Immaginiamo che Gesù ci scriva una lettera, che potrebbe iniziare così: “Caro Tonino, ho sete di te, lasciati dissetare ...”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-2010187375070533917?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/2010187375070533917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=2010187375070533917&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2010187375070533917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2010187375070533917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/mese-di-maggio-2010-18a-puntata.html' title='MESE DI MAGGIO 2010 18a puntata'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_eBIvFd49I/AAAAAAAAAFQ/sTqBlVAs0oU/s72-c/100_1755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-1130197638799852220</id><published>2010-05-21T00:29:00.001-07:00</published><updated>2010-05-21T00:30:36.927-07:00</updated><title type='text'>MESE DI MAGGIO 2010 17a puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_Y2hduBd9I/AAAAAAAAAFI/TDOo1GClf7Y/s1600/100_1755.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_Y2hduBd9I/AAAAAAAAAFI/TDOo1GClf7Y/s400/100_1755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473622345656661970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 21 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 15 vv. 33-36&lt;br /&gt;Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: "Eloì, Eloì, lemà sabactàni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Ecco, chiama Elia!". Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: "Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Secondo Matteo e Marco, Gesù sulla croce prega prendendo a prestito le parole del salmo 22. E’ una preghiera “forte”, nella quale l’orante confessa a Dio tutta la sua disperazione per le sofferenze che è costretto a subire, il male che altri, senza motivo, gli fanno. Non mancano espressioni molto dure, che, a prima vista, sembrano essere senza speranza: “Ma io sono un verme e non un uomo, rifiuto degli uomini, disprezzato dalla gente ... mi circondano tori numerosi, mi accerchiano grossi tori di Basan, spalancano contro di me le loro fauci ... arido come un coccio è il mio vigore, la mia lingua si è incollata al palato, mi deponi su polvere di morte ... hanno scavato le mie mani e i miei piedi ... si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte ...”. Sono il segno evidente che Gesù, salendo sulla croce, è sceso nel fondo più estremo delle nostre povertà, “ha toccato il fondo” della nostra sofferenza. Ha “capito” cosa vuol dire, almeno per un attimo, rimanere sospesi nel vuoto della propria solitudine, solo con una domanda: “perché?” e senza uno straccio di risposta. Si può dire che Egli ha PIENAMENTE assunto la nostra natura umana, non si è soltanto “vestito” di carne, ma ha portato su di sé tutta la debolezza della nostra carne, della nostra natura ferita dal male fatto e subito.&lt;br /&gt; Ma il salmo 22 non è la preghiera di un uomo disperato completamente chiuso nelle sue sofferenze. E’ il gemito di un povero che, caduto in un pozzo profondo, ha la “fiducia” di guardare in alto, “provare a guardare” quel Dio che è talmente lontano che non si riesce a scorgere neppure come un puntino luminoso nella notte. Troviamo frasi di questo tipo: “Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto ... Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea ... si parlerà del Signore alla generazione che viene, annunceranno la sua giustizia, al popolo che nascerà diranno: Ecco l’opera del Signore ...”. Qual è l’opera del Signore in questo momento? Pur non sminuendo la nostra sofferenza, evitando di dirci “parole banali” che non ci consolano affatto, elevando anche Lui una domanda al cielo che non ottiene risposta, ci insegna, anche in questi frangenti, a non restare prigionieri di una arida solitudine. In questa quarta parola di Cristo, sono contenuti tre fondamentali appelli:&lt;br /&gt;1) Alza gli occhi verso l’alto, non guardare solo il tuo orizzonte di difficoltà. Anche se non vedi nulla, c’è un Dio che ti ascolta, che forse non ti risponde, ma ti ascolta. Non lascia correre le tue forti domande. Con il tuo sguardo, comincia a preparare la tua risalita.&lt;br /&gt;2) Apri le porte del cuore, permetti a tutto quello che hai dentro di uscire. Tenersi tutto dentro equivale a rimanere in balia di un mare in tempesta con una nave molto danneggiata, cioè con la prospettiva a breve termine di affondare. Fai uscire questo mare, fai defluire dal tuo animo queste correnti negative; potranno diventare la forza per uscire “a riveder le stelle”.&lt;br /&gt;3) Dai voce a quello che hai dentro. Non ti preoccupare della forma. Se esce una protesta, una “ramanzina” rivolta a Dio, non preoccuparti. Lui si “renderà conto” della situazione, vedrà nelle tue parole un segno di fede, sentirà che stai cominciando a FIDARTI di Lui. E diventerà per te presenza forte, stabile come la roccia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Completiamo, in qualche istante “rubato” al tran tran di questo giorno, la riflessione di ieri: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ... alzo gli occhi verso Te ... ti apro il cuore ... do voce a ciò che ho dentro ...”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-1130197638799852220?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/1130197638799852220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=1130197638799852220&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1130197638799852220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1130197638799852220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/mese-di-maggio-2010-17a-puntata.html' title='MESE DI MAGGIO 2010 17a puntata'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_Y2hduBd9I/AAAAAAAAAFI/TDOo1GClf7Y/s72-c/100_1755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-4022195367338079057</id><published>2010-05-20T00:27:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T00:31:14.016-07:00</updated><title type='text'>MESE DI MAGGIO 2010 4a-16a puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_Tk_o6tz_I/AAAAAAAAAFA/q9qjGFx4pWo/s1600/100_1755.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_Tk_o6tz_I/AAAAAAAAAFA/q9qjGFx4pWo/s400/100_1755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473251229128577010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 6 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 15 vv. 9-11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:&lt;br /&gt;«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.&lt;br /&gt;Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.&lt;br /&gt;Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quando per noi è più semplice ascoltare, apprezzare e mettere in pratica i consigli di una persona? Cosa dobbiamo “vedere” nell’altro affinché scatti in noi il desiderio di fidarsi, di seguire le sue indicazioni? Perché a volte diventa “facile” (di solito è molto difficile!) ammettere i propri errori, dire ad un fratello “Ho sbagliato” e poi dopo “aiutami a recuperare”? Tutto sta nel modo in cui “percepiamo” il nostro interlocutore. Se pensiamo che intervenga nella nostra vita soltanto per offenderci o umiliarci, potrà dire anche cose sacrosante, aderenti alla verità della nostra vita: non lo ascolteremo, alzeremo contro di lui una potente barriera. Se invece ci rendiamo conto che vuole il nostro bene, che ci vuole bene veramente, allora accetteremo anche il rimprovero più duro, la correzione più “difficile” da “ingoiare”, perché si è certi che l’altro vuole il nostro bene. Questo vale senza ombra di dubbio per Gesù: si rivolge a noi, a volte duramente, affinché la sua gioia diventi la nostra in tutta la sua pienezza. La sua intenzione è chiara, il suo amore per noi concreto. Continuiamo il nostro cammino sapendo di ascoltare una Persona di cui potersi fidare totalmente, che ci dice ogni cosa solo per il nostro bene. Per questo, disponiamoci ad un ascolto “simpatico”, cioè aperto a tutte le sollecitazioni, anche le più urticanti.&lt;br /&gt; Stiamo per partire. L’icona del nostro viaggio, il “Trionfo della croce”, ci aiuta ad avere qualche idea in più sulla meta – le sette parole di Cristo sulla croce - che poi, giorno dopo giorno, “toccheremo” con le nostre mani. Apriamo una piccola parentesi. Forse molti si stanno domandando: ma quali sono le sette parole di Cristo sulla croce? In realtà questa espressione – è divenuta famosa perché oggetto di riflessione di tanti grandi uomini spirituali e anche ispirazione per tanti musicisti, tra i più importanti Haydn – indica le “sette frasi” che, secondo i vangeli, Cristo ha pronunciato dopo essere stato crocifisso. Le ripetiamo, così, nella nostra meditazione quotidiana se abbiamo un po’ di tempo in più, possiamo ricercarle nella Sacra Scrittura: &lt;br /&gt;1) “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34); &lt;br /&gt;2) “Oggi con me sarai nel paradiso” (Lc 23,43); &lt;br /&gt;3) “Ecco tuo figlio ... Ecco tua Madre” (Gv 19,27); &lt;br /&gt;4) “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27,46); &lt;br /&gt;5) “Ho sete!” (Gv 19,28); &lt;br /&gt;6) “E’ compiuto” (Gv 19,30); &lt;br /&gt;7) Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46).&lt;br /&gt; Ieri siamo arrivati a questa prima importante conclusione: queste sette parole ci aiuteranno a vedere la croce non soltanto come “occasione di condivisione” da parte di Dio del nostro dolore, ma soprattutto come creazione, per tutta l’umanità, di un nuovo giorno, lo splendore, per tutti noi, di una nuova luce. Contempleremo la croce nel suo essere “albero fiorito” che Lui ha “piantato” nei nostri deserti. Fermiamoci ancora a riflettere sulla “croce fiorita”. Simbolicamente “pigiamo” questa immagine nei nostri tini interiori, in modo da poter avere nella cantina del cuore abbondante “mosto spirituale” che, fatto fermentare con la preghiera e la carità concreta, diventerà vino per il banchetto del Regno. La croce viene raffigurata come “prolungamento” di un cespo d’acanto. Nella simbologia medievale, questa pianta indica la verginità, per il fatto che cresce spontaneamente in terre non coltivate. Cristo è salito sulla croce con un cuore vergine, innocente. Non si è fatto “travolgere” dal male, lo ha subito senza perdere la sua interiore purezza. Le sue sette parole sulla croce sono, in fondo, un grande monito a mantenere un cuore puro anche quando il male ci tocca, ci ferisce, “vorrebbe buttarci” nel suo circolo vizioso. Non si può rispondere al male con il male. Il cuore di Cristo, anche sulla croce, ha continuato ad essere una cascata d’amore, un grido di pace, un invito ad “abbassare le armi” per rimettere al centro la necessità di un dialogo vero e sincero per risolvere qualsiasi problema. Come l’acanto cresce in terreni incolti, così Gesù crede che l’amore possa fiorire in qualsiasi cuore, anche il più lontano dal suo volto. Non dimentichiamo le grandiose parole di Isaia: “Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana” (1,18). Le sette parole sono la “prova concreta” che Dio crede nella conversione di chiunque. &lt;br /&gt; Riflettiamo oggi con l’aiuto di questa provocazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come rendere vergine il mio cuore? Metto a fuoco i miei “sentimenti negativi” ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 7 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 15 vv. 12-17&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:&lt;br /&gt;«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.&lt;br /&gt;Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.&lt;br /&gt;Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Paolo, nell’epilogo della lettera ai Galati, dice chiaramente: “Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (6,14). Sono anche le parole dell’antifona d’ingresso della Messa “In cena Domini”, dove si fa memoria dell’istituzione dell’Eucarestia. Il mondo “è stato crocifisso”, cioè salvato, purificato, trasfigurato dalla croce di Cristo. L’universo, grazie alla sua resurrezione, è rinato in tutte le sue componenti, piante, animali ed esseri umani. Sempre Paolo ci ricorda che in Cristo, “mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi” (Ef 1,7-8). Il Padre ha voluto fortemente questo progetto d’amore per “ricondurre al Cristo, unico Capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra” (Ef 1,10). La forza rinnovatrice che sgorga dalla croce è veramente “popolare”, rivolta al “restauro” di ogni creatura. L’opera che ci sta guidando nella riflessione in queste prime mattine di questo maggio 2010, il “Trionfo della croce”, esprime con chiarezza l’universalità della croce di Cristo. Troviamo raffigurate piante (l’acanto), animali (le colombe sulla croce) e uomini (Gesù, Maria e Giovanni ai piedi della croce). Dopo aver messo sotto la nostra “lente spirituale” il regno vegetale (l’acanto), passiamo a quello animale e meditiamo sulle colombe, che troviamo su tutta la superficie della croce non occupata dal corpo di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Contandole, ci accorgiamo che sono dodici, un numero non casuale nel “mondo” della Sacra Scrittura. Dodici sono le tribù d’Israele, ma soprattutto gli apostoli. La parola “apostolo” deriva da un termine greco che significa “inviato”. Gesù ha inviato i dodici in tutto il mondo, perché il suo messaggio, soprattutto la sua “presenza vivente”, potesse raggiungere ogni creatura. Ha fatto loro, prima di morire, una raccomandazione importante: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Questo è l’unico modo per vivere l’autentica bellezza della comunione e soprattutto il solo mezzo per infiammare i cuori degli altri della sua santa fiamma. Le sette parole di Gesù, che la prossima settimana gusteremo ad una ad una per sentirne tutto il loro fragrante sapore, sono in fondo sette lettere d’amore, sette messaggi che Cristo, ogni giorno, lascia nella nostra buca della posta. Non sono parole vuote o di circostanza. Vengono dalla cattedra della croce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Anche noi possiamo essere apostoli, cioè “inviati”, suoi messaggeri. In che modo? Tenendo presente che, come le colombe del nostro caro mosaico, la croce deve essere il nostro nido, il punto di partenza di qualsiasi impegno, la motivazione di ogni sforzo. Ma anche la “pista” da cui decollare per andare dove c’è bisogno e portare l’annuncio della sua vittoria sulla morte. Penso alla colomba che, nel libro della Genesi, diventa il segno chiaro della fine del diluvio e dell’inizio di un nuovo tempo di pace tra Dio e l’uomo: infatti “Noè fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò da lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia d’ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspetto altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui” (Gn 8, 10-12). Se impareremo a “decollare” dalla croce e tornare ad essa ogni giorno, come in un nido sicuro, riusciremo ad essere per tutti suoi messaggeri, “portaparola” del suo essere Novità, splendore ieri, oggi e sempre. Oggi, in un po’ di tempo da dedicare alla meditazione, scriviamo un messaggio ad una persona in particolare. Diventiamo concretamente “inviati” di Cristo, dalla croce di Cristo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ecco un messaggio per te ... dalla croce di Cristo ...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 8 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 15 vv. 18-21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:&lt;br /&gt;«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.&lt;br /&gt;Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Un servo non è più grande del suo padrone”. Questa parola – SERVIZIO – ci dice tanto, anzi tutto di questo nostro cammino di preghiera. Perché siamo qui? Perché facciamo il sacrificio di anticipare l’orario della sveglia? Perché, durante la giornata, cerchiamo di riservarci un po’ di tempo per la riflessione personale? Solamente per mostrare a Dio e alla Vergine Maria la nostra fedeltà? Per “ottenere” qualche “vantaggio spirituale” per noi o una persona cara? Siamo qui per riconoscere la voce del “padrone”, che è anche pastore, padre ed amico. Siamo qui per ascoltare questa voce e metterci al suo servizio. Siamo qui perché metterci al servizio del suo amore, per “lavorare” nella sua vigna ed essere i suoi messaggeri di pace. Il mondo, la grande famiglia dell’umanità, per poter crescere nella vera unione, ha bisogno di “operai” qualificati (anche se dell’ultima ora!) e appassionati. Non si possono sempre chiedere miracoli a Dio, come se tutto dipendesse da Lui. I veri miracoli sono quelli che, nel “silenzio” di una semplice quotidianità, si realizzano con un appassionato servizio. Dio, in queste mattine, vuole insegnarci ad essere “servi”, cioè “autori di miracoli” in questo mondo che possiamo trasformare con il nostro apporto. Mi viene in mente la frase di un film comico, ma adatta a queste riflessioni fatte: “Vuoi vedere un miracolo? Sii il tuo miracolo ...”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questa mattina concludiamo la contemplazione del nostro affresco-guida, il “Trionfo della croce”. Dopo piante (acanto) e animali (colombe), passiamo alle raffigurazioni di uomini. Vediamo, naturalmente, Gesù in croce e ai lati Maria (sinistro) e Giovanni (destro). Mettiamo in luce il “movimento d’amore”, il “torrente di grazia” che scorre tra le storie di questi tre importantissimi personaggi della storia della salvezza. Gesù, morendo sulla croce e donando lo Spirito (le colombe sulla croce possono essere anche simbolo dello Spirito Santo che, come dice Giovanni nel suo Vangelo, Gesù dona nello stesso atto del morire), diventa quel “fiume” che permette all’amore del Padre di “scorrere” sulla terra e di essere “acqua” a disposizione di tutti. Adesso ci chiediamo: siamo tutti capaci di attingere a quest’acqua? Siamo in grado di andare alle rive di questo fiume che è Cristo e di dissertarci della sua acqua viva? Riusciamo nello svolgersi delle nostre storie a trovare occasioni per fare questa esperienza di salvezza? A queste domande non si può rispondere con un “sì” convinto. Anzi, spesso il nostro problema più grande è quello di non riuscire a “vedere” Cristo, “passeggiare” sulla sua “riva”, attingere in Lui l’acqua che purifica e dà vita. Sentiamo il bisogno di essere educati ad incontrarlo. Questo è il compito che Gesù ha affidato alla Chiesa, rappresentata da Maria. S. Bernardo, vedendo in lei anche il suo essere immagine della Chiesa, dice che “è stata data al mondo affinché, per mezzo di lei coma da un canale arrivassero continuamente da Dio agli uomini i doni celesti”. La definisce ancora “un acquedotto sempre pieno, perché tutti ricevano dalla sua pienezza”. E chi rappresenta Giovanni, che troviamo sotto la croce di fronte a Maria? Ognuno di noi che, per ricevere l’amore del Padre donato da Cristo nello Spirito, non può che guardare a Maria, cioè alla Chiesa, cercando di diventarne parte attiva, con la preghiera e la carità concreta. In questo modo riusciremo a far diventare la nostra vita un’offerta gradita a Cristo, rispondendo al suo amore e contribuendo a “farlo circolare” per il bene di tutti. Dio vuole che il suo amore “circoli”, scorra perché possa bagnare le terre più aride. Noi siamo chiamati a non frenare questo scorrere, anzi a favorirlo, come dice una canzone di Ligabue che adesso ascoltiamo, “Metti in circolo il tuo amore” ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai cercato di capire &lt;br /&gt;e non hai capito ancora &lt;br /&gt;se di capire di finisce mai. &lt;br /&gt;Hai provato a far capire &lt;br /&gt;con tutta la tua voce &lt;br /&gt;anche solo un pezzo di quello che sei. &lt;br /&gt;Con la rabbia ci si nasce &lt;br /&gt;o ci si diventa &lt;br /&gt;tu che sei un esperto non lo sai. &lt;br /&gt;Perché quello che ti spacca &lt;br /&gt;ti fa fuori dentro &lt;br /&gt;forse parte proprio da chi sei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore &lt;br /&gt;come quando dici "perché no?" &lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore &lt;br /&gt;come quando ammetti "non lo so" &lt;br /&gt;come quando dici "peché no?" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante vite non capisci &lt;br /&gt;e quindi non sopporti &lt;br /&gt;perché ti sembra non capiscan te. &lt;br /&gt;Quanti generi di pesci &lt;br /&gt;e di correnti forti &lt;br /&gt;perché 'sto mare sia come vuoi te. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore &lt;br /&gt;come fai con una novità &lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore &lt;br /&gt;come quando dici si vedrà &lt;br /&gt;come fai con una novità &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ti sei opposto all'onda &lt;br /&gt;ed è li che hai capito &lt;br /&gt;che più ti opponi e più ti tira giù. &lt;br /&gt;E ti senti ad una festa &lt;br /&gt;per cui non hai l'invito &lt;br /&gt;per cui gli inviti adesso falli tu. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore &lt;br /&gt;come quando dici "perché no?" &lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore &lt;br /&gt;come quando ammetti "non lo so" &lt;br /&gt;come quando dici perché no&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traccia per questa mattina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Chiesa mi sono abbeverato di Te, unica acqua viva ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 10 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Luca (23, 33-38)&lt;br /&gt;Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: "Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto". Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso". Sopra di lui c'era anche una scritta: "Costui è il re dei Giudei".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Dopo un’intensa settimana di preparazione, “utilizzata” per motivarci a questo viaggio nell’amore di Dio, le cui “onde” sono le sette parole di Cristo sulla croce, finalmente possiamo “levare le ancore”, “issare le vele”, puntare il timone al largo e dare inizio al nostro viaggio. Mi viene in mente, a questo proposito, il verso di una canzone: “Prima di partire per un lungo viaggio, devi portare con te la voglia di non tornare più, prima di non essere sincera, pensa che ti tradisci solo tu ...”. Noi stiamo lasciando la nostra condizione attuale – il nostro essere oggi – per conquistarne una migliore. Partiamo con la voglia di non disperdere i progressi che faremo, di non tornare sui vecchi passi. Prendiamo il largo mettendocela tutta per non cedere alle nostalgie, alle lusinghe della vita di prima. Arriveremo ad un altro porto, ad una condizione migliore di quella attuale. E’ da quel porto che dovremmo ripartire per gli ulteriori viaggi che il Signore ci chiederà, mai più da quello in cui siamo adesso. Su questo punto dobbiamo essere pienamente sinceri, altrimenti non facciamo altro che tradire noi stessi. Iniziamo a navigare con la evidente certezza interiore che in questo porto non dovremmo più entrare: altri lidi ci aspettano, altri “traguardi spirituali” attendono di essere conquistati.&lt;br /&gt; La prima parola di Cristo sulla croce è questa: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. Prima di ogni reazione, della divisione delle sue vesti da parte dei soldati, delle frasi ironiche a Lui rivolte dai capi, Gesù ha parole di perdono per tutti coloro che hanno decretato la sua ingiusta condanna. Questo dice già tanto del perdono, che deve venire prima di tutto, che dice tutto del vero amore, che tutto può trasformare perché “figlio primogenito” dell’amore senza confini. &lt;br /&gt; Questa mattina vogliamo essere un po’ critici nei confronti di Gesù. Vogliamo fare l’avvocato del diavolo. Ma è proprio giusto perdonare tutti, sempre? E’ opportuno “passare sopra” ad un crimine del genere? Non si corre il rischio “di fare di tutta l’erba un fascio”? Non si rende invisibile la linea di demarcazione tra il bene e il male? Timothy Radcliffe, commentando questa prima parola di Gesù, segnala: “Tutto ciò sembra molto bello, ma non potrebbe essere anche un po’ condiscendente? Può sembrare che renda i nostri atti irrilevanti”. Gesù, sulla croce, non ha detto: “Non vi preoccupate, in fondo non avete fatto nulla!”. Ha chiesto il perdono per il male fatto, quindi è ben consapevole – lo sente nel suo corpo martoriato – del male che ha subito. Anche la Chiesa, che si fa “voce” e “presenza reale” di Gesù nella storia di ogni tempo, non ha cancellato il venerdì santo, non cessa di dire che Egli è stato ingiustamente condannato, che ha “portato su di sé” il peso dei nostri peccati. Però annuncia con gioia che c’è stata una resurrezione, la morte è stata sconfitta, le catene del male sono state distrutte. Gesù, offrendo la sua misericordia dal trono della croce, non ha “cancellato” il male subito, ma ha offerto a tutti una “via d’uscita”, ci ha fatto capire che, se siamo animati dall’impulso di un amore vero e disinteressato, il male non è per noi un gorgo profondo che ci inghiotte, ma una caverna buia dalla quale si può uscire e ritrovare la luce. Se oggi possiamo “reggere” il racconto della Passione di Cristo, è perché Egli ci ha perdonato, ha cioè disinnescato la sua forza distruttiva e ci ha offerto, in contraccambio, la forza costruttiva della sua misericordia. Il perdono non cancella il male, ma è l’unica strada per liberarsi dalla sua morsa e lasciarsi andare nel dolce abbraccio dell’amore di Dio.&lt;br /&gt; Il male fatto e subito non va cancellato, ma AMMESSO per essere “superato” con il “valore aggiunto” del perdono. Facciamo un accurato esame di coscienza, cerchiamo di indicare senza censure tutto il male di cui siamo stati responsabili. Quello che scriveremo non sarà una prigione senza uscita, ma alla luce del perdono di Cristo, troveremo la via della conversione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 11 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Luca (23, 33-38)&lt;br /&gt;Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: "Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto". Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso". Sopra di lui c'era anche una scritta: "Costui è il re dei Giudei".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdonare non equivale assolutamente a “passare sopra” al male fatto o subito. Non significa, come dice la famosa canzone napoletana, che &lt;br /&gt;“Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto... &lt;br /&gt;chi ha dato, ha dato, ha dato... &lt;br /&gt;scurdámmoce 'o ppassato,&lt;br /&gt;simmo 'e Napule paisá!...”&lt;br /&gt;Gesù, perdonando dalla croce tutti coloro che a diverso modo hanno contribuito alla sua morte, non intende “condonare” il loro male, sminuirlo nella sua portata, ma “disinnescarlo”, impedirgli di dettare l’ultima parola alle nostre vite. Egli, se anche volesse, non potrebbe testimoniare: “In fondo, non è successo nulla! Non è avvenuto niente di particolarmente grave!” perché sulla sua pelle, nelle mani e nei piedi trapassati dai chiodi, ha sentito la forza del male, il suo “esserci” nella storia dell’umanità. Però, mosso dalla piena libertà che nasce dal vero amore, subito ha voluto offrirci un modo per non rimanere “risucchiati” dal male fatto, una via di conversione. Per questo, prima di tutto, ci ha donato dalla croce parole di perdono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come imparare a perdonare? Come, in questo aspetto così delicato, essere imitatori di Gesù? Domani cercheremo di evidenziare anche un percorso pratico di educazione al perdono. Oggi ci soffermiamo su quella che dovrebbe diventare la nostra idea di fondo, quel terreno ben arato dallo Spirito sul quale i semi del perdono possono attecchire, spuntare e fruttificare. Con decisione siamo chiamati a dire “No” ad un’idea di società dove gli uomini si possono suddividere il due categorie ben definite: i buoni da una parte e i malvagi dall’altra. E’ opportuno iniziare a rifiutare questa concezione della famiglia umana, nella quale se sono cattivo non potrò mai essere buono; quindi, se mi ritengo buono, devo evitare qualsiasi contatto con il cattivo. Dice Vincenzo Paglia: “Una società fatta così è rassegnata al male; diviene disumana e crudele. La cattiveria, ben radicata nel cuore di ciascun uomo, anche di quelli che si ritengono buoni, resta salda e continua indisturbata la sua triste opera di distruzione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale pensiero invece crea i presupposti per il germogliare del perdono? Nessun uomo è interamente buono o malvagio. Tutti noi sperimentiamo, nel nostro cuore, una compresenza di male e bene, una tensione alla bellezza ed un'altra alla bruttezza, una spinta al dono disinteressato e un'altra a “catturare” quante più cose o persone per i propri fini. Certo, in alcuni una delle due tendenze è più forte dell’altra - nei santi la tendenza al bene diventa così più forte di quella al male che gli effetti di quest’ultima diventano quasi del tutto irrilevanti -, ma in nessuno una delle due può annientarsi del tutto. Chi sbaglia non si può mai totalmente identificare con i propri errori. Come ci ricorda Giovanni XXIII, nella sua enciclica “Pacem in terris”, l’errante non si può ridurre agli errori fatti, è “di più”. Sempre Vincenzo Paglia, dice che in alcuni uomini l’amore è come una debole scintilla che si trova sotto la cenere. Se togliendo la cenere si fa arrivare un po’ d’aria, la scintilla si irrobustisce e, poco per volta, può diventare un fuoco ardente. Gesù, donandoci il perdono, si mette alla ricerca di quella scintilla d’amore che è sicuramente presente in ognuno di noi, le dà aria, la rende sempre più forte, la fa diventare il vero fuoco della nostra vita. E anche noi, perdonando i nostri fratelli, possiamo fare lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina, appena abbiamo un minuto libero, ci chiediamo: “Sotto la cenere che copre il cuore di un mio fratello, vedo una scintilla d’amore; è ...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 12 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Luca (23, 33-38)&lt;br /&gt;Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: "Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto". Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso". Sopra di lui c'era anche una scritta: "Costui è il re dei Giudei".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Spero che queste parole stiano diventando per noi non la “frase famosa” di un eroe che si può soltanto ammirare, ma l’esperienza di un fratello che potrebbe diventare anche la nostra, la strada tracciata da un Amico che potrebbe essere calpestata anche dai nostri passi. Il perdono di Gesù ai suoi crocifissori non è come il lieto fine di una fiaba – una fiaba deve sempre terminare con un lieto fine, in un modo o in un altro il “cattivo” deve soccombere e il “buono” avere il giusto premio; questa idea di società dove si dividono le persone in buoni o cattivi l’abbiamo ieri nettamente rifiutata! -, ma il frutto maturo di un percorso finalizzato a non farsi inghiottire dalla logica del male per invece “consegnarsi” al “dolce abbraccio” dell’amore vero, che è riflesso dell’amore tra il Padre e il Figlio nello Spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il perdono è il frutto maturo di un cammino. Proviamo, questa mattina, a scoprire insieme alcune tappe molto concrete per EDUCARSI a perdonare e poter gustare un giorno i frutti maturi del suo rigoglioso albero. Vi propongo un percorso elaborato da mons. Giancarlo Maria Bregantini, attuale vescovo della diocesi di Campobasso-Boiano. Nasce dalla sua esperienza diretta di apostolato in “luoghi” profondamente “toccati”, potremmo dire “spaccati” dall’azione del male e quindi bisognosi, per poter rinascere, soltanto del perdono di Cristo. Pensiamo ad un carcere, dove non conta soltanto un giorno uscire dalle sbarre, ma anche dalla prigione del male fatto per entrare nella certezza di essere “riaccolti alla vita” da Dio e dai fratelli. O ad uno dei tanti paesi del nostro caro Sud-Italia, dove la presenza camorristica o mafiosa si fa più sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo percorso è come una scala composta di cinque gradini**:&lt;br /&gt;1) Per prima cosa, dopo un’offesa, usa la testa. Contestualizza il fatto, scarica la violenza, inizia a capire, opera una rilettura serena di quanto è accaduto. Non lasciarti trascinare dalla forza dei tuoi sentimenti. Fa come un bravo medico: tira fuori la spina che brucia e purifica la ferita dalle impurità [...]&lt;br /&gt;2) Poi usa il cuore ed inizia a pregare. Cioè non fermarti alla faccia di chi ti ha offeso. [...] Guarda invece il volto di Cristo sulla croce [...]&lt;br /&gt;3) Poi confessati; trova un prete bravo che ti capisca, ti comprenda, che faccia con te un percorso d’amore. Come ha fatto Gesù con il Padre. [...]&lt;br /&gt;4) Non basterà però nemmeno il singolo prete. Ti auguro di trovare una buona comunità, un gruppo, un movimento che ti possa accompagnare. Con tenerezza, con misericordia infinita. Pronti a capirti, a scusarti, a restituirti dolcezze nel cuore e luce negli occhi [...].&lt;br /&gt;5) Ed infine, percorsi questi quattro gradini del perdono, diverrai anche tu, con pace e gioia immensa, un ministro di consolazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non devo fare altro che cominciare ad applicare questo schema a qualche zona d’ombra della mia vita dove ho bisogno di perdonare o di essere perdonato ... o di entrambe le cose ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;** Estratto da: GIANCARLO MARIA BREGANTINI, Le 7 parole di Cristo sulla croce, Messaggero, Padova 2010, 23-24. E’ un piccolo libro che consiglio vivamente, per il tentativo di proporre il Vangelo come “lievito” per la vita di tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 13 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo di Luca cap. 23 vv. 39-43&lt;br /&gt;Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!". L'altro invece lo rimproverava dicendo: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male". E disse: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Immagina di essere a casa tua. Vai a controllare, come sei solito fare almeno una volta alla settimana, la cassetta della posta. In mezzo a bollette e proposte di acquisto dei più svariati generi, trovi una misteriosa busta. Non c’è il nome del mittente. La apri e all’interno trovi qualcosa di ancora più sorprendente. E’ un biglietto d’invito o meglio un “pass” per assistere, in piazza s. Pietro a Roma, ad una cerimonia di canonizzazione. All’interno della Messa, presieduta dal santo Padre, sarà elevato agli onori degli altari un nuovo santo, di cui non si conosce il nome ma la cui storia è veramente straordinaria. “Digerisci” la sorpresa iniziale, viene in te la tentazione di buttare tutto nella spazzatura. Poi ci ripensi, nasce in te un senso di curiosità che ti spinge ad accettare il bizzarro invito. Organizzi il viaggio e, nel giorno fissato, sei a Roma. Entri in piazza s. Pietro e, insieme a migliaia di persone, ti lasci abbracciare dal colonnato del Bernini. Arriva il papa, saluta la folla dalla sua papamobile. Comincia l’Eucarestia. Dopo il Vangelo, l’omelia. Si racconta un po’ la vita di questo “anonimo” e “nuovo” santo della Chiesa. Ti aspetti il racconto di una vita spesa nel bene, al servizio dei fratelli, sopportando con pazienza tutte le difficoltà e trovando in esse la strada per ringraziare sempre Dio. Ed invece il papa racconta che quest’uomo ha rubato a tanta povera gente, ha commesso omicidi, ha istigato e partecipato a rivolte in cui c’è stato tanto spargimento di sangue, ha “calpestato” la dignità di tante persone in nome dei suoi illeciti guadagni. “Come è possibile” pensi nel cuore “che un uomo così possa diventare santo? Mi sembra che il papa abbia preso un granchio! Come onorare un uomo così? Se questo è santo, io cosa sono? Su quale altare dovrebbero sistemarmi? E’ proprio assurdo ...”. L’elenco del male fatto da questo delinquente che si vuole spacciare per santo e il tuo sbigottimento crescono sempre di più. Poi il papa, dopo una breve pausa – si ferma per prendere fiato come dopo una corsa “a tutta birra” – dice con voce chiara: “Quest’uomo è santo perché glielo ha assicurato lo stesso Gesù. A lui, solo a lui nel Vangelo, ha rivolto queste parole: “Oggi sarai con me nel paradiso”. E’ santo perché, negli ultimi istanti della sua vita, ha riconosciuto la vicinanza di Cristo e ha creduto nella possibilità di salvarsi, perché questo dono, più che una conquista, è un dono da accettare. E si può accettarlo quando si riconosce la propria fragilità, i propri peccati. Quest’uomo, che per tutta la vita ha fatto “cose grandi” nel male, alla fine ha scoperto la cosa più importante, il passaporto per il cielo: che Gesù gli era accanto, aveva parole per Lui, era Forza per rialzarlo dalla sua debolezza”. Il tuo senso di sorpresa arriva alle stelle. Però senti anche una fitta al cuore, perché stai riflettendo su qualcosa che comincia ad apparirti in tutta la sua verità. Forse ti rendi conto che stai perdendo tempo in tante cose, hai la sensazione di camminare verso la salvezza, di aver già guadagnato il Paradiso, mentre invece sei ancora lontano, stai perdendo di vista l’essenziale, accogliere Cristo che ti è accanto per quello che sei, sempre pronto a rialzarti. E’ tempo di darsi una mossa, per entrare al più presto in quell’OGGI di Cristo, che è amicizia infinita con Lui, compagnia indissolubile. &lt;br /&gt; Tornato a casa, prendi carta e penna e cominci a scrivere una preghiera: “Signore, tu mi sei accanto quando sono fragile ...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 14 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo di Luca cap. 23 vv. 39-43&lt;br /&gt;Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!". L'altro invece lo rimproverava dicendo: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male". E disse: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Oggi sarai con me nel Paradiso”. Con queste parole Gesù ha inaugurato il “catalogo” dei santi della Chiesa, “ha firmato” la prima dichiarazione di canonizzazione della storia della salvezza. Motivo? Il “buon ladrone”, nonostante la sua vita costellata di delitti di vario genere, ha riconosciuto, negli ultimi istanti della sua vita, la vicinanza di Gesù e ha creduto in questa “prossimità” – pensiamo alla parabola del buon samaritano, che nasce da una domanda fatta a Gesù: “Chi è il mio prossimo?” – come fonte della sua personale salvezza. E’ l’unico, nel vangelo di Luca, che chiama Gesù per nome, che ha l’ardire di chiamarlo “Gesù”. Questa sua capacità di osare si fonda totalmente sulla sua grande fiducia nella misericordia di Dio. I santi sanno osare, pur coscienti della loro debolezza, sanno chiedere e ottenere cose grandi. Come madre Teresa, che ha saputo “osare” pur di realizzare il progetto d’amore che Dio le chiedeva di realizzare. Così scrive in una lettera al suo vescovo, una delle tante per chiedergli di autorizzarla a iniziare il cammino delle missionarie della carità: “La mia debolezza, il mio peccato, la mia incapacità, la mia inadeguatezza in molte cose devono intimorirla, lei come me. Ma sono talmente sicura di Dio. Confido nel suo amore. Spero tante cose, o, meglio, tutto da Lui: è questo che mi ha fatto osare fino a questo punto. In Lui e con Lui posso fare tutto ciò che Lui vuole io faccia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ma c’è un’altra grande verità da mettere in luce questa mattina: se io credo in queste parole, se “accetto l’offerta” in esse contenuta, allora divento santo anch’io, o meglio, sperimento la santità di Dio che rende santo anche me. Il Padre mi offre ogni giorno – oggi -, in ogni momento, attraverso lo Spirito Santo che riattualizza per me l’esperienza di salvezza di Gesù, la possibilità di “stare” con Lui, di vivere in sua stretta compagnia. La parola “Paradiso” ci fa immaginare un giardino rigoglioso, pieno di piante e fiore, dove è piacevole trascorrere qualche ora di relax. E’ quel giardino di cui ci parla la Genesi, dove all’inizio dei tempi, prima del peccato, l’uomo viveva una serena e stabile relazione con Dio: “Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a Oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato [...] Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse “ (Gn 2,8.13). E’ il simbolo di quella condizione di gioia che ogni giorno, anche in questo preciso istante, Gesù continua ad offrire ad ognuno di noi. Se un amico mi dice sinceramente: “La porta di casa mia è sempre aperta! Vieni quando vuoi, anche senza avvisare! Anche per mangiare, tanto un posto si può aggiungere sempre!” ed io non ci vado mai, non accolgo questo caloroso invito, chi si trova in difetto? Di chi è la colpa se l’incontro non avviene? Ovviamente mia, perché non ho voluto rispondere alla costante disponibilità dell’amico. Lo stesso ragionamento si può applicare al rapporto tra noi e Dio. Egli mi dice: “Oggi sarai con me in paradiso”, cioè: “Sono sempre disponibile a stare in comunione con te, ad averti alla mia mensa, ad accoglierti nel giardino rigoglioso del mio amore”. Se non vado, se non varco la porta del suo Paradiso, è mia la responsabilità di questo rifiuto, di una scelta importante per il mio futuro che non ho voluto fare. E’ importante riconoscere che nella mia vita, negli istanti che adesso sto trascorrendo, ci sono tante porte per entrare nel Paradiso, che aspettano solo di essere attraversate ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina rifletto e prego così: “Il mio Paradiso, oggi ...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 15 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo di Luca cap. 23 vv. 39-43&lt;br /&gt;Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!". L'altro invece lo rimproverava dicendo: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male". E disse: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Concludiamo questo nostro brevissimo ma intenso percorso sulla seconda parola di Cristo sulla croce con una piccola riflessione ma soprattutto con un gesto. Ci siamo resi conto che Dio ci tiene davvero alla nostra salvezza. La sua è un’offerta sempre valida, che non muta in relazione alla nostra condotta morale. E’ una porta a cui si può sempre bussare ed entrare, anche nell’ultimo istante della nostra vita. Siamo alla vigilia dell’Ascensione, festa importante del tempo di Pasqua. Cristo, dopo essersi incarnato sulla terra, si “incarna” in cielo, porta nella luce del Padre anche il nostro corpo. Mette sotto la nostra lente d’osservazione il “destino” a cui siamo chiamati, la salvezza che raggiungeremo se avremo il coraggio e la fede per accogliere la sua offerta sempre disponibile. Il suo desiderio è quello di averci tutti con lui, di essere una cosa sola: “Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo” (Gv 17,24). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per imprimere nel nostro cuore il desiderio di Cristo e ad esso rispondere con il nostro, ci facciamo aiutare da un gesto. Seguendo un’antica tradizione presente nelle nostre famiglie collegata proprio all’Ascensione, laveremo il nostro viso nell’acqua profumata da petali di rose. Per ricordare che il nostro corpo è caro agli occhi di Dio, che ci chiama alla salvezza in corpo e anima, che rispondendo alla sua offerta rendiamo tutta la nostra vita profumata, che il nostro volto è il primo “specchio” della sua luce ed il primo “fiore” che può espandere il suo profumo ... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 17 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 19 vv. 25-27&lt;br /&gt;Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Riprendiamo il nostro cammino, sapendo di aver percorso già una metà del nostro viaggio. Se fino a questo momento abbiamo esplorato le meraviglie dell’amore, che Cristo con le sue due prime parole sulla croce ci ha aiutato a risentire nel profondo, con poca convinzione o scarso entusiasmo; se il nostro cuore è rimasto freddo o si è perso spesso nella distrazione, allora è veramente urgente attuare un’inversione di tendenza, perché, a conti fatti, non manca molto alla conclusione. Se invece nella nostra memoria sono già stati “immagazzinati” tanti “attimi propizi” nei quali abbiamo guardato negli occhi, ascoltato, “lottato” con il nostro Signore Gesù ricavandone un grande arricchimento del cuore, allora è il caso sicuramente di perseverare, ma soprattutto di “aumentare” ancora il “livello” della nostra disponibilità, perché Egli ha da suggerirci ancora tante cose importanti.&lt;br /&gt; Terza parola di Cristo sulla croce. Terza “occasione” che Cristo ci dona per considerare la scelta di seguire Gesù prendendo sulle nostre spalle la sua croce non come una follia senza senso, ma come una folle scelta d’amore, che ci fa diventare sorgente di acqua viva per i terreni arsi delle nostre storie. Terzo “gradino” di una scala che, se pur faticosa da percorrere, ci permette di allargare l’orizzonte del nostro sguardo, trascurare ciò che alla lunga è insignificante e scegliere invece, come Maria, la “parte migliore” che resterà per sempre in nostro possesso. &lt;br /&gt; Oggi, come sempre, guardiamo il crocifisso. Allarghiamo lo sguardo: chi c’è sotto la croce? Maria, la Madre di Gesù e Giovanni, il “discepolo che Egli amava”. Vincendo un quasi naturale “maschilismo” della Chiesa, oggi non posso non fare un elogio delle donne. Tutti gli uomini, apostoli e discepoli, nel tempo della Passione sono scappati, hanno lasciato Cristo al suo destino. Le donne, invece, sono rimaste accanto a Lui sempre, lungo la via dolorosa, sotto la croce. Giovanni è arrivato solo in un secondo momento, come spinto dal rimorso, per aver lasciato solo il Maestro che tanto lo amava. La primissima Chiesa, radunata sotto la croce del suo Dio crocifisso, era composta quasi esclusivamente da donne. Tra queste, spicca Maria, sua Madre. Cercheremo di meditare questo momento “cruciale” della vita di Cristo da una prospettiva “femminile”. Una preghiera di benedizione nuziale, tratta dal nuovo rito del matrimonio, così recita: “Dona a questa sposa benedizione su benedizione: perché, come moglie e madre, diffonda la gioia nella casa e la illumini con generosità e dolcezza”. La luminosità di una donna sta, in particolare (ma non solo!) nell’essere madre.&lt;br /&gt; Un teologo, K. Rahner, per mettere in evidenza che la nostra fede non è soltanto un sistema di idee, ma l’assenso della nostra libera volontà a Dio, che in Gesù si è fatto uomo, dice: “Le idee non hanno una madre”. Cristo ha una madre, Dio ha voluto nascere da una donna, poter chiamare una donna con il dolcissimo appellativo di “mamma”. Questo ci aiuta a mettere a fuoco due cose importanti: 1) Dio ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, il nostro percorso di vita. Ha sperimentato l’esigenza di avere una madre, una persona che custodisce la tua crescita e che resta un punto di riferimento per tutta la tua vita, che ti trovi accanto nei momenti bui, pronta a farti forza con la sua dolcezza. Gesù, morente in croce, sa di poter contare su Maria, sua Madre, che, anche nel tempo dell’abbandono, resta (“Stabat” come dice la famosa lauda) una presenza su cui poter contare. 2) Dio vuole accoglierci e proteggerci come una madre premurosa. Come dicevano anche i profeti, e Giovanni Paolo I ha ribadito, Egli è Padre e Madre. In Cristo, questa sua premura materna, si esprime al massimo. Per questo ha detto: “Perdona loro perché non sanno quello che sanno”, scusando i suoi crocifissori. E sempre per questo ha detto al buon ladrone: “Oggi sarai in Paradiso con me”, mostrando come l’onda del suo amore può raggiungere qualsiasi cuore, anche nell’ultimo istante della vita. &lt;br /&gt; Oggi semplicemente scriviamo una lettera alla nostra mamma, anche se vive nella gloria di Dio: “Cara mamma ...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 18 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 19 vv. 25-27&lt;br /&gt;Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I vangeli non ci raccontano tutto quello che Gesù ha detto e fatto. Sarebbe stato impossibile comprimere in un libro tanti anni di intenso servizio a favore di tutti noi, mostrando concretamente la vicinanza del Padre e la “costante compagnia” dello Spirito. Giovanni così conclude il suo Vangelo: “Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere”. Per questo, dovendo fare una cernita, gli evangelisti ci hanno lasciato “per iscritto” i fatti e le parole di Gesù che ritenevano più importanti, sintesi di tutto il resto. Le sette parole di Cristo sulla croce sono la sintesi di come “ha vissuto” la sua morte, di ciò che con essa ha voluto trasmetterci. Tra le sette parole più importanti – è possibile che Cristo abbia detto anche altre cose sulla croce – non poteva mancare il dialogo “a tre” tra Gesù, sua madre e Giovanni, il discepolo amato. Non poteva mancare questo delicato “quadretto familiare”, che oltre a dire la semplicità e la bellezza di un sentimento – l’amore di una madre per un figlio e viceversa, il legame tra un maestro e il suo fedele discepolo – si apre a “nuovi scenari” che coinvolgono una famiglia molto più grande, quella che raduna tutti i popoli della terra.&lt;br /&gt; Continuiamo, come ieri, a penetrare in questo grandioso affresco d’amore puro, attraverso un’angolatura tipicamente femminile. La bellezza dell’essere donna, ricordavamo, si esprime particolarmente nel suo essere madre. Per mettere al mondo una nuova vita e gustare la gioia della maternità, è necessario passare attraverso lo snodo doloroso del parto. Sempre Giovanni dice: “La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo” (16,21). Sul Calvario la morte di Cristo è stato un dolorosissimo parto, ma che ha avuto come frutto una grande gioia. Chi, che cosa Gesù ha fatto nascere? La sua famiglia sulla terra, tutti noi che, “sedimentati” dal suo amore sgorgato dalla croce, diventiamo il suo Volto, il suo essere luce che le tenebre non possono vincere, il suo essere resurrezione che mette in scacco perfino la morte.&lt;br /&gt; Gesù dice a Maria: “Donna, ecco tuo figlio”. Maria, in questo frangente, è di più della sua semplice persona: è la Chiesa, la nuova famiglia partorita da Gesù. Maria ha partorito Gesù a Betlemme, adesso Gesù “partorisce” Maria, figura della nuova comunità dei credenti. Comprendiamo allora la grandezza dei versi di Dante, che nel Paradiso (XXXIII canto, v. 1), fa iniziare così a s. Bernardo la sua preghiera alla Vergine Maria: “Vergine Madre, figlia del tuo figlio ...”. La Chiesa, madre universale, è chiamata ad aiutare tutti (Giovanni rappresenta tutta l’umanità) a riconoscersi come suoi figli e perciò come figli di Dio. E tutti noi, se “favoriamo” questo riconoscimento, se ci sentiamo attivamente e non soltanto formalmente parte di questa famiglia, se ci sentiamo “partoriti” ogni giorno dalla Chiesa che è madre, riusciremo a “partorire” Gesù in tanti cuori stanchi, in tante storie “scheggiate” dalla violenza del peccato, in tante anime risucchiate nel gorgo dell’indifferenza... ad aiutare tanti altri a riconoscersi come figli ...&lt;br /&gt; Nel tempo dedicato alla riflessione in questo giorno, scrivo una lettera alla mia madre Chiesa: “Cara Chiesa ...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 19 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 19 vv. 25-27&lt;br /&gt;Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questa mattina ci ha fatto visita il nostro vescovo Felice. Ha “imbandito” per noi la “tavola” di Gesù, sulla quale è sempre presente il “pane” della sua Parola e della sua “Presenza reale”. Ha voluto condividere con noi l’alba di questo giorno, essere presente alla nostra semplice Eucarestia mattutina, vissuta sulla scia del cammino di Maria. In realtà, il nostro vescovo è sempre presente, lo “rendiamo presente” durante la preghiera eucaristica: “Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro papa Benedetto, il nostro vescovo Felice e tutto l’ordine sacerdotale ...”. Ma questa mattina, vedendo il suo volto e ascoltando la sua voce, abbiamo compreso ancora di più il mistero di quel dialogo sotto la croce tra Gesù, Maria e Giovanni ...&lt;br /&gt; Chi è il vescovo? Chi rappresenta? La Chiesa-sposa del suo Signore, Cristo-sposo. Il vescovo è colui che, sotto la croce di Cristo in ogni istante, “nei panni” di Maria, ascolta le parole del figlio-padre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Cosa fa il nostro vescovo? Mette tutta la sua volontà a disposizione di Gesù per aiutare la “porzione” di popolo che gli è stata affidata a riconoscersi figlo della Chiesa e quindi figlo di Dio. Cerca di avvicinarsi ad ognuno per trasmettergli l’amore della Madre-Chiesa, che si propone come riflesso di Gesù, “luce delle genti”. Va in cerca delle tante “pecorelle smarrite” per riportarle alla Chiesa-ovile, in quella comunità d’amore che deve mostrare a tutti con quanta passione Dio vuole la salvezza di ogni uomo. Vedere il vescovo, averlo in mezzo a noi, equivale a “vedere” concretamente la nostra Chiesa, “donna di Cristo”, che attaccata a Lui può conservare sempre la sua fecondità, che da Lui viene invitata a radunare i figli, a chiamare tutti per il grande banchetto delle nozze eterne.&lt;br /&gt; E noi chi siamo? Cosa possiamo fare? Sulla croce Gesù ci ha detto che siamo figli. Sempre, aldilà dei nostri peccati. E’ importante riconoscere questo nostro “essere” lasciandoci radunare nella Chiesa-Madre, dando il nostro contributo per il consolidamento della Chiesa-famiglia di Dio sulla terra, vivendo pienamente il nostro essere, come corpo di cui il nostro vescovo Felice è il capo, Chiesa-sposa di Cristo. Si tratta di non tirarsi fuori da questo triangolo d’amore che sulla croce si è formato, di farsi trascinare dalla corrente di grazia che sul Golgota è sgorgata per inondare la storia. Cogliamo la presenza amorevole del nostro vescovo, questa mattina, come un pressante invito a restare nel raggio d’azione di queste parole: “Donna, ecco tuo figlio ... ecco tua Madre ...” ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 20 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 15 vv. 33-36&lt;br /&gt;Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: "Eloì, Eloì, lemà sabactàni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Ecco, chiama Elia!". Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: "Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere".&lt;br /&gt;Padre nostro (O.R.O.)&lt;br /&gt;Quando sei venuto giù questo mondo non capì &lt;br /&gt;ti coprirono di spine in un lontano venerdì &lt;br /&gt;molti risero di te e di chi ti accompagnò &lt;br /&gt;ma il potere di ogni re la tua parola cancellò &lt;br /&gt;tra l'amore e la pietà questa certa verità &lt;br /&gt;è rimasta dentro l'anima con noi &lt;br /&gt;ora guardaci se puoi e ricordati di noi &lt;br /&gt;dove sei stanotte tu se la gente adesso va &lt;br /&gt;in un mare non più blu per elemosine in città &lt;br /&gt;dove sei adesso tu se nel buio di una via &lt;br /&gt;c'è chi vende e c'è chi compra il niente che ti porta via &lt;br /&gt;devi dirci dove sei perché vivere vorrei &lt;br /&gt;quanto male si è fermato adesso qui &lt;br /&gt;dove sei finito? &lt;br /&gt;mentre qui combattono mentre tutti scappano &lt;br /&gt;mentre qui calpestano la dignità degli uomini &lt;br /&gt;tu dicci come vivere &lt;br /&gt;dove sei stanotte che queste lunghe malattie &lt;br /&gt;han lasciato cicatrici grandi come quelle tue &lt;br /&gt;dove sei ritorna qui perché il debole non sia &lt;br /&gt;una vittima lasciata sola al freddo per la via &lt;br /&gt;devi dirci dove sei perché dirtelo vorrei &lt;br /&gt;che la vita non è facile per noi &lt;br /&gt;come siamo soli &lt;br /&gt;Mentre qui combattono Mentre tutti scappano &lt;br /&gt;Mentre qui calpestano La dignità degli uomini &lt;br /&gt;Tu dicci cosa scegliere &lt;br /&gt;Dove sei stanotte io ti cercherò &lt;br /&gt;dove sei se non ci sei io non ci sto &lt;br /&gt;dove sei adesso tu dove sei stanotte tu &lt;br /&gt;dove sei che questa luce adesso &lt;br /&gt;non ritorna più &lt;br /&gt;devi dirci dove sei perché vivere vorrei &lt;br /&gt;e la vita non è facile per noi siamo tutti soli &lt;br /&gt;mentre qui combattono mentre tutti scappano &lt;br /&gt;mentre qui calpestano la dignità degli uomini &lt;br /&gt;dove sei adesso tu dove sei stanotte tu &lt;br /&gt;dove sei che questa luce deve accendere &lt;br /&gt;e non spegnere mai più &lt;br /&gt;dove sei adesso tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ieri sera, tornando in motorino da Castellammare, mentre il vento mi accarezzava il viso e la sera mi donava la sua sempre affascinante tranquillità, pensavo al cammino che stiamo facendo insieme. Cercavo un “titolo” da dare a questo mese, una frase in cui riassumere tutto, poche battute nelle quali “condensare” tutta la tensione positiva che stiamo mettendo in campo per rendere migliori le nostre vite. Hanno fatto capolino alla finestra del cuore diverse idee, ma alla fine una mi ha convinto. Questo maggio 2010 si intitolerà così: “Carezze di luce nel buio della notte”. E come sottotitolo: “Le sette parole di Cristo sulla croce”. Riflettendo poi sulla parola da commentare oggi, “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, mi è venuta in mente questa canzone degli O.R.O., a me particolarmente cara. E poi una importante considerazione. Fino a questo momento Cristo, dall’alto della croce, ha perdonato i suoi uccisori e ci ha chiesto di fare altrettanto. Ha donato all’ultimo momento il Paradiso ad un delinquente, facendoci comprendere che la salvezza è sempre disponibile – la forza sta tutta in quell’OGGI – e tutti noi possiamo “conquistarla” anche “nei minuti di recupero”, se il nostro desiderio è sincero. Ha aperto i nostri occhi sulla vera realtà della Chiesa, che nasce sul Calvario come Madre invitata dal suo figlio-padre Gesù a radunare tutti noi, figli-fratelli, in una sola famiglia. &lt;br /&gt; Possiamo veramente mettere in pratica tutto questo? Gesù è anche Dio, noi siamo soltanto uomini! Lui conosce la verità, noi cerchiamo di farla nostra poco a poco, passo dopo passo, lungo l’arco di tempo della nostra intera esistenza. Lui è certo dell’amore del Padre, della vicinanza dello Spirito, noi, spesso, non ci accorgiamo della sua presenza, ci sentiamo abbandonati anche da lui. Non è così! Anche Gesù, uomo come noi fino in fondo, fin nei “fondi” nei quali noi uomini precipitiamo, ha sperimentato cosa vuol dire sentirsi – sulla pelle, nelle fibre più interne del cuore, nel rimuginare dei pensieri che ti abbatte – abbandonato. Ha vissuto il tempo del dubbio, dove si chiede e non si ottengono risposte, dove urli al cielo e dall’altra parte Dio sembra non esserci o non sentire. Mi affiorano alla mente le parole di un racconto di Paolo Di Stefano, intitolato: “La catastròfa”: “Anche se ti metti a pregare e pregare come facevano per tanti giorni le donne sedute davanti alla mina, i miracoli non vengono se non devono venire, e bon. Perché in certi momenti delicati, quando vede che le cose si mettono troppo male, Gesù Cristo si ritira e non vuole saperne di niente e di nessuno. Così si passano le cose più orribili della storia umana e Dio fa orecchie da mercante, siccome si ritira per i fatti suoi, e bon. Questa è la mia modesta morale che ho appreso dopo del desastro al Cazier. Voilà”. Quando viviamo tempi difficili, quando il male sembra averci circondato e non c’è via d’uscita, non ci resta che gridare al cielo, chiedere a Dio aiuto. Spesso non risponde, o almeno noi non riusciamo a comprendere la sua risposta. In questi momenti è importante ricordare, per sentirlo veramente fratello come Dio-uomo, che anche Gesù ha gridato al Padre e non ha avuto risposta.&lt;br /&gt; Questa mattina proviamo a “ridire” il grido di Gesù a parole nostre: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? ...”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-4022195367338079057?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/4022195367338079057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=4022195367338079057&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/4022195367338079057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/4022195367338079057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/mese-di-maggio-2010-4a-16a-puntata.html' title='MESE DI MAGGIO 2010 4a-16a puntata'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S_Tk_o6tz_I/AAAAAAAAAFA/q9qjGFx4pWo/s72-c/100_1755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-6355014434881391339</id><published>2010-05-04T20:26:00.000-07:00</published><updated>2010-05-04T20:28:47.561-07:00</updated><title type='text'>MESE DI MAGGIO 2010 3a puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S-Dl6DhiL9I/AAAAAAAAAE4/elPD7H1ccWI/s1600/100_1755.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S-Dl6DhiL9I/AAAAAAAAAE4/elPD7H1ccWI/s400/100_1755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467622733168914386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 5 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 15 vv. 1-8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:&lt;br /&gt;«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.&lt;br /&gt;Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.&lt;br /&gt;Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ieri ci siamo soffermati un po’ sul significato di questo nostro viaggio, che è il mese di maggio 2010. La Parola di Gesù, appena proclamata, ci permette di approfondire ancora le motivazioni del nostro itinerario mariano. Paradossalmente, ci mettiamo in viaggio per imparare a “star fermi”, “fissare” la nostra volontà in quella di Dio. Affinché la nostra vita sia fruttuosa, prima di FARE tante cose, è necessario confidare in Lui; dopo AVER FATTO tante cose, è opportuno ricordare che Lui è stato la nostra forza. Un verso del Deuteronomio ammonisce: “Guardati dunque dal dire nel tuo cuore: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze. Ricordati invece del Signore, tuo Dio, perché Egli ti dà la forza per acquistare ricchezze, al fine di mantenere, come fa oggi, l’alleanza che ha giurato ai tuoi padri” (8,17-18). Archimede, facendo riferimento al meccanismo della leva, disse: “Datemi un punto di appoggio e vi solleverò in mondo”. Parlando della vita spirituale, Gesù dice la stessa cosa con queste parole: “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto”. &lt;br /&gt; Chiarito ancora di più il traguardo di questa nostra “carovana” mattutina, cerchiamo di comprendere cosa aspettarsi da questa esperienza. Se andiamo in un agenzia di viaggi e manifestiamo il desiderio di voler visitare un determinato posto, l’addetto sicuramente, oltre a darci qualche spiegazione a voce, ci farà consultare qualche volume o qualche depliant, dove ci sono foto del posto che abbiamo intenzione di visitare, qualche riga di commento, i prezzi di alberghi ed escursioni e tanto altro ancora. E’ un modo per farsi una prima idea e decidere meglio modi e tempi della vacanza. Per avere una sorta di anteprima del nostro viaggio, facciamo riferimento all’immagine che, in formato grande vedete al posto del quadro di s. Agnello e in formato ridotto avete tra le vostre mani. E’ la riproduzione di un mosaico che si trova nell’abside della chiesa di san Clemente a Roma. E’ un’opera del XII secolo e si intitola “Trionfo della croce”. Cos’ha di diverso dai tradizionali crocifissi che possiamo ammirare nelle nostre chiese? Già il titolo dell’opera ci mette sulla buona strada. Non ci “racconta” soltanto la sofferenza di Gesù in croce, con ai lati Maria e l’apostolo Giovanni, ma anche la forza redentrice del suo sacrificio. Egli ha condiviso la nostra sofferenza, come ci ricorda Isaia ha portato su di sé i nostri peccati, ma ha dato inizio alla nuova creazione, ha rinnovato il nostro modo di “sentire” e pensare, ha fatto rifiorire le nostre vite. La croce, come si può osservare, poggia su un cespo d’acanto le cui volute occupano l’intero spazio della raffigurazione. E’ una “croce fiorita”. Del resto è lo stesso Giovanni che, nel suo vangelo, ci racconta che “nel luogo dove [Gesù] era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo nel quale nessuno era stato ancora posto” (19,41). Gesù viene crocifisso e sepolto in un giardino, perché la sua passione ha “trasformato” la nostra terra da deserto in giardino rigoglioso. Le sette parole di Cristo sulla croce, che diventeranno il nostro “pane spirituale” nei prossimi giorni, non sono soltanto le parole di un uomo che soffre, ma i “raggi di sole” di una nuova aurora donata dal Padre all’umanità. In questo viaggio ci sentiremo capiti nelle nostre debolezze e sofferenze, ma soprattutto incoraggiati ad un continuo e fruttuoso rinnovamento. Ci soffermeremo ancora domani sulla bellezza di questa immagine, icona del nostro cammino. Questa mattina, appena abbiamo un minuto libero, proviamo a riflettere stimolati da queste parole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono i frutti della mia vita? (Non è possibile che la mia esistenza sia soltanto un deserto!) &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-6355014434881391339?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/6355014434881391339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=6355014434881391339&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/6355014434881391339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/6355014434881391339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/mese-di-maggio-2010-3a-puntata.html' title='MESE DI MAGGIO 2010 3a puntata'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S-Dl6DhiL9I/AAAAAAAAAE4/elPD7H1ccWI/s72-c/100_1755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-469216090161555738</id><published>2010-05-04T01:05:00.000-07:00</published><updated>2010-05-04T01:07:29.121-07:00</updated><title type='text'>MESE DI MAGGIO 2a puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9_VtE70uAI/AAAAAAAAAEw/YWgzy8VjpSs/s1600/100_1755.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9_VtE70uAI/AAAAAAAAAEw/YWgzy8VjpSs/s400/100_1755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467323443046561794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Martedì 4 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 14 vv. 27-31&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.&lt;br /&gt;Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Stiamo per iniziare un viaggio. Prima di puntare con decisione alla nostra meta – la “contemplazione” delle sette parole di Cristo sulla croce -, è bene fermarsi ancora un po’ a riflettere sul senso di questo viaggio. Perché mettersi in cammino? Ci possono essere tanti motivi che spingono un uomo a mettersi in viaggio. Uno di questi è il desiderio di visitare posti nuovi, incontrare persone con usi e costumi diversi dai propri, emozionarsi di fronte a capolavori della natura o dell’arte, soddisfare il proprio desiderio di allargare continuamente il proprio orizzonte di conoscenza e mentalità. Noi ci mettiamo in viaggio per incontrare Colui che è la Novità in persona, che può rendere la nostra vita come un giardino sempre fiorito. Vogliamo “migliorare” la conoscenza di Colui che, come ci ricorda l’Apocalisse, fa nuove tutte le cose (cfr. 21,5). Non una conoscenza “dottrinale” ma concreta, alimentata da un incontro vivo, vissuto “faccia a faccia”: infatti mentre Lui ci conosce profondamente – ci ricorda il salmo 139: “Signore, tu mi scruti e mi conosci,/ tu conosci quando mi seggo e quando mi alzo, / intendi da lontano i miei pensieri, / osservi il mio cammino e il mio riposo, / ti sono note tutte le mie vie. / La mia parola non è ancora sulla lingua / ed ecco, Signore, già la conosci tutta. / Alle spalle e di fronte mi circondi / e poni su di me la tua mano” (vv. 1-5) – mentre noi lo conosciamo poco, spesso non c’è con Lui un rapporto veramente intimo. E’ questa scarsa conoscenza la radice di tanti nostri peccati, insicurezze, incapacità di perdonare, guardare avanti, credere sempre nella vittoria dell’amore. Invece un rapporto profondo con Lui, costruito con il “faccia a faccia” della preghiera, ci permette di sperimentare che, come ci ricorda il Vangelo oggi, soltanto Lui è la fonte della vera pace e ci stimola a non accontentarci della pace falsa del mondo, che può offrirci tranquillità ma non pienezza di gioia. Ci mettiamo in viaggio perché non ci accontentiamo della gioia che attualmente fa vibrare il nostro animo, vogliamo esultare di più, cantare con tutta la voce del cuore, sprizzare fuori tutta la letizia che ancora in noi è rimasta prigioniera. &lt;br /&gt; Questa mattina vivremo un piccolo segno alla fine della Messa. Ognuno di voi si avvicinerà all’altare e prenderà un quaderno: sarà il suo “diario di bordo” per questo mese. E’ dietro l’angolo il rischio di dimenticare presto le meraviglie dell’amore di Dio che “toccheremo”. Certi momenti di grazia vanno fissati, perché possano continuare ad essere “fertilizzante” del terreno del cuore. La nostra memoria, spesso, non riesce a custodire tutte le ricchezze che Dio mette nelle nostre mani. Allora è importante scrivere, lasciare un segno, fare in modo che i passi del cammino possano essere riscoperti e messi a disposizione del cammino futuro. In questo “diario di bordo” potrete scrivere qualsiasi cosa: preghiere, riflessioni, sfoghi ... l’importante è che siano parole che vengano dal cuore, dal desiderio di incontrarsi/scontrarsi con la Parola che mediteremo ogni giorno. Potrete portarlo ogni mattina per prendere appunti oppure utilizzarlo soltanto a casa. In ogni modo, fatelo diventare uno strumento prezioso di “registrazione” in modo che nulla vada perduto. Questa mattina, come faremo nelle prossime, vi lascio una traccia di riflessione, da “utilizzare” in un momento libero della giornata, anche cinque minuti. La trovate già scritta nei vostri diari. Ci serve per fare il punto sulla nostra situazione attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In viaggio con te ... dove mi stai portando, Signore?&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-469216090161555738?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/469216090161555738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=469216090161555738&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/469216090161555738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/469216090161555738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/mese-di-maggio-2a-puntata.html' title='MESE DI MAGGIO 2a puntata'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9_VtE70uAI/AAAAAAAAAEw/YWgzy8VjpSs/s72-c/100_1755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-8471095234185561739</id><published>2010-05-02T20:35:00.000-07:00</published><updated>2010-05-02T20:37:22.314-07:00</updated><title type='text'>MESE DI MAGGIO 2010 1a puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S95E6ZALhFI/AAAAAAAAAEo/8SSngcKyJts/s1600/100_1755.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S95E6ZALhFI/AAAAAAAAAEo/8SSngcKyJts/s400/100_1755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466882767609103442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;S. Agnello, 3 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cara Maria, &lt;br /&gt;prima di iniziare questo viaggio insieme a questi cari amici della comunità di s. Agnello, sento dentro di me l’esigenza, forte come le onde di un mare in tempesta, chiara come la luce della luna piena a mezzanotte,di rivolgermi a te, per chiedere coraggio, indicazioni di percorso, “parole buone” per affrontare i momenti difficili e saper gustare quelli di “pura grazia”. Busso al tuo cuore, perché so che sei una donna “esperta nel viaggiare”. Dopo aver detto il tuo “Sì” all’angelo che, a nome di Dio, ti chiedeva di diventare la madre del Salvatore, ti sei messa in viaggio per donare ad Elisabetta il tuo semplice servizio ma soprattutto la gioia dello Spirito accolto nel “grembo” della tua totale disponibilità alla sua azione. Durante gli ultimi mesi della tua gravidanza, ti sei messa in viaggio con Giuseppe, per “salire” da Nazareth a Betlemme, dove hai dato alla luce Gesù, luce-guida delle nostre esistenze. Lo hai portato a Gerusalemme nel tempio, per offrirlo al Signore. Lo hai smarrito e poi ritrovato tra i dottori durante un tradizionale pellegrinaggio alla città santa. Lo hai seguito durante la sua vita pubblica, fin sotto la croce. Hai viaggiato tanto, Maria, e hai compreso il senso vero del viaggiare, il modo per non rendere i nostri passi inutili, camminando non solo con i piedi ma anche con i passi del cuore. &lt;br /&gt; Ti affido, prima di tutto, il viaggio di questo mese. Aiutaci ad essere fedeli, disponibili alla Parola proclamata e commentata, desiderosi di condividere la mensa del tuo Figlio, per avere quel pane così importante per non rimanere senza voglia e forze davanti alle sfide dell’amore. Proveremo a navigare in quel mare d’amore che sono le sette parole di Cristo sulla croce. Le conosci bene, le hai ascoltate in diretta, una è stata rivolta direttamente a te. Non sono soltanto parole, ma un “concentrato” del suo cuore di Figlio che ha condiviso tutto se stesso con noi, fino alla fine. Voglio che non restino soltanto parole, ma che diventino il carburante per la corsa della nostra vita. Possano aprire nei nostri cuori nuovi spiragli alla potenza dello Spirito, perché sulla pista di una preghiera sincera ed intensa, possiamo decollare e raggiungere l’universo di luce del nostro Padre, meta di ogni nostro sforzo, inizio di ogni nostro serio impegno nel mondo a servizio del vero amore. &lt;br /&gt; Il mese di maggio è un viaggio nel viaggio. Può essere una grande occasione per dare una scossa al percorso ordinario nel tempo della nostra comunità. Non dovrà essere un’esperienza chiusa in se stessa, con un inizio ed una fine. Aiutaci, Maria, ad iniziare con la consapevolezza che, come te, non dovremmo fermarci mai. Questa particolare esperienza di grazia tra un mese finirà, ma sarà sempre davanti ai nostri occhi quella realtà – le nostre famiglie, in particolare i giovani, il mondo del lavoro, gli anziani e gli ammalati, i tanti poveri – che chiede di essere servita secondo la “logica” di Cristo, cioè farsi piccoli con i più piccoli, portare luce dove c’è buio, costruire pace dove c’è disunione, annunciare la speranza dove si scrivono soltanto sentenze di morte. Tra un mese saremo sempre parte di questa comunità, fatta di tante ricchezze da consolidare, ma anche di tante contraddizioni da risolvere. Insegnaci, Maria, a riversare l’entusiasmo di questo mese, la forza della fede che accumuleremo, nella vita concreta della nostra comunità, per aiutarla a diventare sempre di più “casa del Padre”, giardino fiorito per gustare il profumo di Cristo.&lt;br /&gt; Metto nel tuo cuore di madre premurosa anche un altro viaggio, che si intreccia con quelli di questa comunità e del mese di maggio. Quattro anni fa iniziava il viaggio del mio sacerdozio. Dopo circa sette anni e mezzo di preparazione, passati a cercare di capire la bellezza di una chiamata diversa rispetto a quella della vita familiare, il Signore mi ha detto, attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione del mio vescovo Felice:”Vai! Comunica ai tuoi fratelli, dove io ti manderò, la bellezza della tua Parola e aiutali a gustare la fragranza di quel pane che è il mio Corpo! Così diventeranno, insieme con te, un vangelo vivente!”. In questi quattro anni ho provato a fare la mia parte, tante volte ho disatteso queste parole, scontrandomi con le mie fragilità e i miei peccati. Ma ancora arde dentro di me la voglia di seguirlo, di imitare i suoi passi, diventando un suo semplice “portavoce”. E ti chiedo di aiutarmi a trasformare questo desiderio, sempre, in un concreto “essere servo” ...&lt;br /&gt; Ti chiedo, infine, la semplice grazia di continuare ad essere nostra compagna di viaggio, perché in ogni istante abbiamo bisogno della tua esperienza. Sorvegliaci con amore, puntando a perfezionare sempre la qualità del nostro correre ... verso di Lui ...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;tuo, Tonino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-8471095234185561739?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/8471095234185561739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=8471095234185561739&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8471095234185561739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8471095234185561739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/mese-di-maggio-2010-1a-puntata.html' title='MESE DI MAGGIO 2010 1a puntata'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S95E6ZALhFI/AAAAAAAAAEo/8SSngcKyJts/s72-c/100_1755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-4822690334957430622</id><published>2010-05-01T01:48:00.000-07:00</published><updated>2010-05-01T01:50:57.323-07:00</updated><title type='text'>Dallo scandalo alla gratitudine ... tre vie ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9vray-KjFI/AAAAAAAAAEg/90YZUdPr3X8/s1600/san+giuseppe.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 98px; height: 126px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9vray-KjFI/AAAAAAAAAEg/90YZUdPr3X8/s400/san+giuseppe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466221418335865938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1 maggio 2010, Festa di s. Giuseppe lavoratore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Matteo cap. 13 vv- 54-58&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: "Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? &lt;br /&gt;Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?". E si scandalizzavano per causa sua. &lt;br /&gt;Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua". &lt;br /&gt;E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamo a fuoco il sentimento che invade il cuore dei compaesani di Gesù. Perché scandalizzarsi dopo aver fatto esperienza della sua sapienza e dei suoi miracoli? Non sarebbe più naturale essere CONTENTI, GRATI per un dono così grande? Proviamo ad andare alle radici di una reazione così “inspiegabilmente” negativa ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... la difficoltà a riconoscere il BENE che viene dall’altro ... &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;... quando io faccio qualcosa di buono – sia quando è veramente così sia quando io penso di aver agito bene ma in realtà non è così! – ci tengo ad essere apprezzato dagli altri, lodato, se necessario anche “messo su un piedistallo” perché proprio tutti possano rendermi omaggio. Sono contento di aver fatto qualcosa di utile, accolgo la gioia degli altri. Se qualcuno non riconosce il mio successo, se dice che in fondo non ho fatto nulla di importante, mi convinco che è l’invidia a farlo parlare e non ci penso più di tanto. Mi godo la bellezza del momento. Se invece qualcun altro, soprattutto una persona a me molto vicina, realizza qualcosa di importante nella vita, sento una certa difficoltà a gioire della sua stessa gioia. Mi congratulo, sorrido, cerco di mostrare la mia soddisfazione ma il mio cuore è come un auto che cammina sempre di prima marcia. Non riesco ad essere pienamente contento per l’altro perché forse, in fondo, per quella cosa volevo essere lodato io, oppure perché il suo successo – almeno così mi sembra – offusca un po’ il mio. Se poi addirittura mi prende l’invidia, allora comincio a trovare mille argomentazioni per sminuire, demolire o addirittura distruggere ciò che l’altro ha fatto, rovinando anche la sua soddisfazione ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... la difficoltà a comprendere che il BENE è immediatamente condivisibile ... &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;... la precedente difficoltà si innesta su quest’altra distorsione che spesso aleggia in noi. Non mi rendo conto che il bene che l’altro compie, per il quale giustamente gioisce, diventa immediatamente patrimonio del mio cuore. Divento proprietario di qualcosa di prezioso senza compiere nessuna spesa. Un fratello che compie opere grandi nell’amore, come Gesù ha fatto, mette nelle mie mani germi di bene che posso seminare nel mio terreno interiore. Essi diventeranno un albero rigoglioso che donerà al mio futuro frutti dolci e nutrienti. Se il mio fratello contribuisce alla bellezza della mia vita senza nulla chiedermi in cambio, mettendo gratuitamente a disposizione il bene fatto, non posso vederlo come un avversario o un “ladro” di un certo riconoscimento che spetta a me. E’ invece un collaboratore della mia crescita, al quale è giusto essere grato ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... la difficoltà a sperimentare che il BENE, prima di tutto, viene da Dio ...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;... la madre di tutte le difficoltà la troviamo strettamente nel campo della fede, cioè del nostro rapporto “ a tu per tu” con Dio. Lui è il Bene, Lui è la fonte di ogni bene, Lui è da lodare e ringraziare prima di tutto per i beni che diffonde sulla terra per noi, suoi figli. Noi siamo soltanto strumenti, “trasmettitori” del suo amore. Lui è la goccia che cade nell’acqua scatenando un movimento, noi soltanto le onde riflesse. Invece di perdere tempo a coltivare risentimenti, desiderare inutili riconoscimenti, cercare lodi a destra e a manca, è più importante ringraziare Colui che è l’origine di qualsiasi parola o nostro gesto buono. Chi è il mio fratello che compie il bene? Un strumento nelle Sue mani, come me. Gioire con lui, per quello che ha fatto, equivale a gioire della presenza di Dio in noi, che ci unisce ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe ha “vinto” queste difficoltà: ha saputo riconoscere il bene che viene dall’altro (pensiamo al suo rapporto con Maria), ha capito che il bene è immediatamente condivisibile (è il primo “fruitore” della salvezza portata da Gesù!), ha sperimentato che il bene prima di tutto viene da Dio (si è fidato e affidato sempre a Lui!). E’ diventato per questo un SANTO ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esercizio quotidiano: metto a fuoco le mie personali difficoltà che ho quando vedo il bene fatto dai miei fratelli ... prego per loro ... Gli chiedo di aiutarmi a percorrere la via della vera gratitudine ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-4822690334957430622?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/4822690334957430622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=4822690334957430622&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/4822690334957430622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/4822690334957430622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/05/dallo-scandalo-alla-gratitudine-tre-vie.html' title='Dallo scandalo alla gratitudine ... tre vie ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9vray-KjFI/AAAAAAAAAEg/90YZUdPr3X8/s72-c/san+giuseppe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7543187422163491040</id><published>2010-04-30T07:33:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T07:34:28.789-07:00</updated><title type='text'>Dove andare? ... la nostra VIA è Gesù da incontrare ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9rqb1i9XgI/AAAAAAAAAEY/Uphlz8kBG7Q/s1600/Via.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 108px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9rqb1i9XgI/AAAAAAAAAEY/Uphlz8kBG7Q/s400/Via.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465938861718593026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;30 aprile 2010, venerdì della 4ª di Pasqua&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 14 vv. 1-6&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». &lt;br /&gt;Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra vita le cosiddette “domande fondamentali”, le “domande sul senso profondo della vita” ci procurano non pochi turbamenti. Perché ci “costringono” a pensare a quel “pezzo” della nostra vita – il futuro – di cui sappiamo poco o niente, che ci sembra più incerto che certo, che ci appare spesso più negativo che roseo. Dove andare? A cosa sono chiamato? Qual è la strada da percorrere per raggiungere la vera gioia e non di essa un semplice surrogato, un miraggio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù entra nella discussione, pone la sua “soluzione” al problema. Prima di tutto, ci INCORAGGIA, vuole farci comprendere che l’aspetto del turbamento non è e non deve coprire l’intera gamma delle nostre emozioni. “Non sia turbato il vostro cuore!”. Bisogna LOTTARE contro quel senso di negatività che ti fa credere di non essere in grado di affrontare i problemi e risolverli, di cambiare il mondo a cominciare da te stesso, di “nutrire” la famiglia umana con il tuo apporto unico ed originale. Il turbamento non è il “porto” a cui Gesù ci chiama ad attraccare. E’ un momento, un passaggio della vita, magari a volte molto lungo, ma non il nostro destino. Come LOTTARE? Bisogna avere fede in Gesù, Figlio del Padre. La fede, cioè la certezza interiore e profonda di avere una Persona Amica che ti guarda sempre con amore infinito, in ogni momento e in ogni luogo, si “conquista” con un INCONTRO PERSONALE con Dio. Bisogna DEDICARE del TEMPO ad un incontro “faccia a faccia”, nel quale dirsi le cose senza peli sulla lingua. Tutto questo, oltre a distruggere le prese del turbamento, ti aiuta a conoscere la VIA, ad avere indicazioni per rispondere alle domande fondamentali che prima abbiamo messo in evidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un PASSAGGIO IMPORTANTISSIMO: Gesù, in persona, è la VIA. Egli non dà indicazioni per la salvezza, è la VIA della salvezza. Non si può incontrarlo una volta nella vita o una volta tanto, ricevere un po’ di informazioni e poi andare per la propria strada. Ci vuole un INCONTRO COSTANTE, per ricevere in ogni momento le indicazioni necessarie,  per evitare di passare giorni, mesi o anni ad andare fuoristrada o a restare bloccati in valli o deserti senza sapere come e dove andare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rifaccio insieme con tutti voi alcune domande, per concludere: perché andare a Messa ogni domenica? Perché farlo sempre, anche quando “non ci si sente”? Perché essere fedeli a questo appuntamento, anche quando è dura svegliarsi o sembrano esserci cose da fare più importanti? Perché è un vero PECCATO non partecipare al raduno domenicale dei cristiani? Noi abbiamo bisogno di una VIA da percorrere per portare la nostra vita nel porto della gioia. La VIA è Cristo. Per avere le informazioni necessarie è indispensabile INCONTRARLO spesso, almeno ogni settimana, per avere indicazioni sicure e pane per reggere la fatica ... non perdiamo più neppure un’occasione di incontro con Lui, almeno la domenica, per essere sempre bene orientati alle nostre mete ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7543187422163491040?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7543187422163491040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7543187422163491040&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7543187422163491040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7543187422163491040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/04/dove-andare-la-nostra-via-e-gesu-da.html' title='Dove andare? ... la nostra VIA è Gesù da incontrare ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S9rqb1i9XgI/AAAAAAAAAEY/Uphlz8kBG7Q/s72-c/Via.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-2327082244964888868</id><published>2010-04-12T03:52:00.000-07:00</published><updated>2010-04-12T03:54:11.051-07:00</updated><title type='text'>VANGELO GIOVANE  2° puntata: Internet</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S8L7zNMIRZI/AAAAAAAAADs/_szxW8OLFXQ/s1600/Internet.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 118px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S8L7zNMIRZI/AAAAAAAAADs/_szxW8OLFXQ/s400/Internet.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459202555458897298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caro giovane, anche se non avrei bisogno di presentazioni – ci conosciamo già da tempo, ci “frequentiamo” molto tempo, so di essere diventato presenza fissa del tuo tempo! -, comincio col darti le mie generalità. Nome: Internet. Anzi, presumendo al 99% che tu sei di nazionalità italiana, uso un termine della tua lingua: Rete. Più specificamente – prendo una definizione da enciclopedia, però telematica! -  sono l’unica ( al momento, per il futuro chissà, non mi azzardo a fare previsioni!) “rete di computer mondiale ad accesso pubblico attualmente rappresentante uno dei principali mezzi di comunicazione di massa”. Data di nascita: a livello progettuale, già nel 1962, in realtà ho mosso i primi passi solo nel 1991. Luogo di nascita: Stati Uniti d’America. Segni particolari: sono senza ombra di dubbio insostituibile. Sono certo che anche per te, come per la stragrande maggioranza dei tuoi coetanei, sono diventato il “mare più navigato”. Sono certo di averti tra le mie “prede”. Monopolizzo il tuo tempo, ti offro la possibilità di scaricare la tensione della giornata. Quando non hai nulla da fare, “in me” trovi sempre un modo – intelligente o no questo ha poca importanza – per metterti alle spalle secondi, minuti ed ore che, senza la mia esistenza, sarebbero fossati difficili da scavalcare. Ma il più grande dei regali è questo: racchiudo tutto il mondo in un clic. Tutto quello che succede nel tuo paese, nella tua nazione ma anche all’estero, puoi saperlo in pochi secondi. Se hai bisogno di sapere qualcosa, di acquisire conoscenze nei più diversi campi del sapere, basta un colpo di mouse e qualcosa sicuramente trovi. Puoi trovare tutto il mondo grazie ad un pc. Le distanze si sono accorciate, le possibilità di comunicare notevolmente aumentate, le diverse dislocazioni geografiche non sono più un problema per il passaggio di informazioni anche importanti. Però una cosa non riesco a spiegarmi: perché nonostante queste facilitazioni nella possibilità di comunicare, ci sentiamo comunque tutti più lontani? Perché anche tu, caro giovane, non vedi i tuoi rapporti personali migliorati, visto che “parlare” è diventato più semplice? Se in pochi secondi si può mandare informazioni da un capo all’altro della terra, perché sperimenti la brutta sensazione di sentirti più lontano dal tuo vicino di casa, dall’amico con cui hai passato tutta l’adolescenza, dai genitori che ti hanno dato la vita ed educato, da coloro che hai la possibilità di incontrare spesso “faccia a faccia”? Come spiegare questa grande contraddizione? Forse essere vicini, prossimi, collegati veramente “con tutto il cuore” non è soltanto una questione di distanze. C’è bisogno di una scelta, di un desiderio che scenda dal livello delle “buone intenzioni” per trasformarsi in azioni concrete e quotidiane. E’ necessario imparare ad essere “custodi” degli altri, curando la comunicazione, in modo che ci sia uno scambio di cose importanti, sentimenti veri, fatti decisivi della vita e non soltanto discorsi generici del tipo “Come stai? Tutto bene!”. E’ più che mai urgente imparare l’arte di “pescare”, “pescarsi” a vicenda. Questa particolare espressione non è mia. Si può trovare “in me” ma non ne sono l’autore. Qualcuno un giorno, rivolgendosi a persone incontrate lungo la riva di un lago, intenti al loro mestiere di pescatori, ha detto ad uno di loro di nome Pietro: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca” (Luca 5,4). E subito dopo: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (Luca 5, 10). “Pescare” vuol dire ritrovarsi veramente, entrare l’uno nella vita dell’altro, farsi da specchio per conoscersi in profondità. Io, anche se capace di “accorciare le distanze”, non posso darti tutto questo così, automaticamente. Un altro, invece, Gesù di Nazareth, è disposto ad insegnarti l’arte del pescare. In quel “d’ora in poi” c’è tutta la sua volontà di seguirti, correggerti, fare di tutto per te, anche morire. Non devi fare altro che seguirlo, ascoltarlo, farlo diventare il fulcro dei tuoi pensieri e dei tuoi sentimenti ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-2327082244964888868?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/2327082244964888868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=2327082244964888868&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2327082244964888868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2327082244964888868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/04/vangelo-giovane-2-puntata-internet.html' title='VANGELO GIOVANE  2° puntata: Internet'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S8L7zNMIRZI/AAAAAAAAADs/_szxW8OLFXQ/s72-c/Internet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-3537542760246036550</id><published>2010-04-04T12:33:00.000-07:00</published><updated>2010-04-04T12:35:22.217-07:00</updated><title type='text'>APPUNTI DI VIAGGIO ... DALLA MORTE ALLA RESURREZIONE DI GESU' ... TRIDUO PASQUALE 2010 ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S7jp7tzUTAI/AAAAAAAAADk/LdIRGqaXheA/s1600/Ges%C3%B9+risorto.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 124px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S7jp7tzUTAI/AAAAAAAAADk/LdIRGqaXheA/s400/Ges%C3%B9+risorto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456368160675744770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La settimana che oggi si conclude è stata per me molto intensa. Condivido con voi qualche riflessione che ha accompagnato i diversi momenti di preghiera, le celebrazioni del triduo, le processioni. Uno "spaccato" del mio cuore per dirvi, sinceramente, "Buona Pasqua" o meglio "Cristo è risorto, è veramente risorto!". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI PIEDI DELLA CROCE (mercoledì santo sera) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La croce è come una "navicella spaziale", è l'unico mezzo per visitare un "pianeta" molto conosciuto, nominato, ma poco frequentato: il "pianeta del vero amore". Siamo qui ai piedi della croce: come su una pista di decollo. Prepariamoci allora al decollo con il silenzio, la volontà di ascoltare, la fiducia in Lui. Tutto questo sia il nostro carburante, per "dare fuoco" ai "motori" dei nostri cuori ... allacciate le cinture di sicurezza e buon viaggio! &lt;br /&gt;************************************************************************************ &lt;br /&gt;Perché siamo qui stasera ai piedi della croce? Per guardarla in tutta la sua grandezza, per "misurare" la grandezza dell'amore, di cui è segno e strumento ... per capire che l'Amore accetta tutte le sfide della vita, per cercare di risolverle nel solco della luce di Dio. Spesso situazioni disperate, dove si parte sconfitti già in partenza, dove tutti i "sondaggi" sono contro, dove già si è perso sempre in passato ... Però l'amore che la croce ci trasmette resiste. Chi ama, paradossalmente, conquista ancora più forza per amare, l'amore vissuto è come una continua autoricarica. L'amore della croce resiste perché la morte può metterlo in crisi ma non distruggerlo ... &lt;br /&gt;************************************************************************************ &lt;br /&gt;Signore Gesù, guardando stasera le nostre mani “sporche”, ti chiediamo di insegnarci a “sporcarci” le mani per amore. Non possiamo amare noi stessi, se non ci “sporchiamo” le mani con i nostri limiti, i peccati, i talenti ancora da mettere in gioco, le ombre del nostro animo da trasformare in oasi di luce. Non possiamo amare gli altri, se non ci “sporchiamo” le mani con il loro carattere, le prese di posizione, le parole che ci hanno ferito, l’aiuto che hanno saputo offrirci, i sorriso speciali con i quali hanno riportato calore alla nostra vita. Non possiamo amare Dio, se non ci “sporchiamo” le mani nel tempo della preghiera, della celebrazione dell’Eucarestia, nella “lotta” con Lui per capire la sua volontà. Aiutaci a vedere stasera nelle nostre mani un futuro di amore tutto da spendere ... &lt;br /&gt;************************************************************************************ &lt;br /&gt;Signore Gesù, tu sei l’acqua viva che scorri dentro di noi e ci dai la forza di compiere gesti che annunciano la bellezza della vita. Sei l’acqua che purifica i nostri cuori, perché siano rimossi quegli ostacoli che ci impediscono di vedere qualsiasi uomo come un fratello bisognoso del nostro amore. Sei l’acqua pura che lava le nostre mani, rendendole capaci di stringere, accarezzare, incoraggiare, spingere a sempre nuovi traguardi. Sei l’unica acqua che può dissetare la profonda sete di felicità che ognuno di noi ha nell’animo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTRODUZIONE AI PARTECIPANTI DELLA PROCESSIONE DEL CRISTO ORANTE (giovedì santo sera) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissimo, che anche quest’anno vuoi essere una goccia di questo fiume in piena che è la processione di Gesù orante nel Getsemani, voglio “rubare” ancora qualche istante del tuo tempo per accendere in te una sincera voglia di partire e di lasciare in questa Chiesa un desiderio debole, sciatto, che ti farebbe “fare la processione” perché ogni anno hai sempre fatto così. Cosa, al contrario, portare con te? Ti ricordo che non sei semplicemente un uomo e una donna che HA SCELTO di fare la processione. Se ti metti in cammino, è perché sei STATO SCELTO, sei un “MANDATO”, un inviato di Gesù. Perché ti invia? “Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino” (Mt 10,7). Sei chiamato a comunicare la “bella notizia” con la voce del tuo silenzio, con la sagoma del tuo corpo coperto dal saio e dal cappuccio, con il segno della sua Passione che sostiene con le tue mani, con il tuo canto che ripercorre in sentieri di note i percorsi dell’ unico amore del nostro Maestro. Devi quindi portare con te un cuore disposto a FARSI AFFASCINARE e ad AFFASCINARE. Poniti come obbiettivo quello di “tagliare” il buio di questa notte con la luce del suo sacrificio, aiutando i tuoi fratelli a “imprimerla” nel cuore e diventare così luce del mondo. Metti più legna nel “forno” della tua fede: che questa processione diventi un grande fuoco al quale ogni donna e uomo di questa comunità possa scaldarsi, sentendo una presenza viva e concreta di Dio. Non lasciare che questa processione “arda” soltanto per questa notte: scopri e fai scoprire stanotte un calore infinito al quale far dileguare i nostri “freddi” non soltanto adesso, ma per tutta la vita. &lt;br /&gt;************************************************************************************Un giorno Giosuè, continuatore della missione di Mose, pose al popolo una domanda fondamentale: “Sceglietevi oggi chi servire” (Gs 24, 14-15). All’epoca c’erano due possibilità: seguire “con integrità e fedeltà” il Signore, oppure affidarsi “agli dei degli Amorrei”. Giosuè, in attesa della risposta degli israeliti, afferma con chiarezza: “Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore”. Oggi il Signore Gesù ti pone la stessa domanda: “Chi vuoi servire, oggi?”. Se desideri incamminarti sulla stessa strada di Gesù, se vuoi stasera “fare la processione” come un “esercizio” per imparare a percorrere nella vita di tutti i giorni questa strada, allora sei chiamato a “sporcarti” le mani, portare amore nelle situazioni più difficili, essere una goccia di luce negli oceani oscuri di questo nostro mondo. Non puoi più, come Pilato, “lavarti le mani” nell’acqua dell’indifferenza, ponendo tra te e le autentiche situazioni di bisogno una muraglia insormontabile. Sceglierai di andare ai piedi della croce, restando in ammirazione di quel torrente di acqua pura che sgorga dal costato di Cristo trafitto dalla lancia. In quell’acqua viva e pura laverai le tue mani, rifiutando con decisione il bacile di Pilato. In quel gesto di purificazione non soltanto “scaricherai” il peso dei tuoi peccati, ma soprattutto troverai la forza per “sporcarti” le mani per amore. Vivi la processione questa sera come un pellegrinaggio a questa sorgente infinita d’amore, alla quale consegnare delusioni e paure e prendere, al contrario, energia per un sincero itinerario di condivisione con chi ha bisogno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MESSA DI PASQUA (Domenica mattina) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La resurrezione di Gesù ci ha “toccato” veramente? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 20, vv. 1-9 &lt;br /&gt;Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. &lt;br /&gt;Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». &lt;br /&gt;Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. &lt;br /&gt;Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. &lt;br /&gt;Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le parole del Vangelo, Pietro e Giovanni “non avevano compreso la Scrittura”. La loro fede in Gesù risorto nasce e cresce poco per volta. Bisogna superare tanti dubbi e incertezze, è necessario far entrare nel segreto dell’animo la meravigliosa novità della resurrezione di Gesù. Questo vale anche per noi. E’ più “semplice”, se così si può dire, immedesimarsi nella passione di Cristo, “comprendere” cosa è stato capace di fare per amore nostro. Più difficile è credere nella sua resurrezione, cioè convincersi profondamente che per Cristo la morte non ha avuto l’ultima parola, il suo sacrificio non è stato inutile, anzi, è stato il prologo di un oceano di luce che ha invaso la storia dell’umanità. La resurrezione, per i discepoli ed anche per noi, non è un evento prevedibile, calcolabile a partire dal modo di svolgersi dei fatti. Quando Gesù è morto, immagino che gli apostoli abbiamo pensato più o meno così: “Con Gesù abbiamo vissuto un bel sogno. Pensavamo che Lui fosse il Messia tanto atteso, il liberatore, l’iniziatore del nuovo Regno di Dio. Con la sua condanna e la sua morte in croce tutto è finito, la sua vita e con essa i nostri sogni. Non ci resta che tornare ai nostri cammini di prima, perché tutti i nostri progetti sono crollati come la pula che il vento disperde”. Ed invece ecco l’inaudito, l’impossibile che bussa alla porta del cuore e ti chiede di essere “accolto”, “creduto”. Un “passaggio” che pensavi irrealizzabile è diventato realtà, vita di tutti i giorni, presenza sperimentabile. &lt;br /&gt;Penso che oggi la nostra principale preoccupazione debba essere quella di aprirci a questa novità – Gesù è veramente risorto – che non ci aspettavamo, che ci sembra “impossibile”, che “fa saltare” tutti i nostri schemi. E’ fondamentale “fare nostra” la certezza della resurrezione, per essere CERTI che la traccia del vero amore non può essere mai totalmente cancellata, come un’orma sulla battigia. Seguire Cristo sulla via della croce non vuol dire soltanto affrontare con pazienza le avversità della vita – già questo è un grande passo in avanti! -, ma anche donare alla propria vita la luce della resurrezione, l’esperienza di una rinascita non programmata ma reale, una abbondante e inebriante fioritura. Oggi prima di pensare a cosa fare per Gesù, è bene verificare se la novità della sua resurrezione ha veramente toccato il nostro cuore. Solo da questo “tocco” potrà nascere un vero cambiamento ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-3537542760246036550?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/3537542760246036550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=3537542760246036550&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3537542760246036550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3537542760246036550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/04/appunti-di-viaggio-dalla-morte-alla.html' title='APPUNTI DI VIAGGIO ... DALLA MORTE ALLA RESURREZIONE DI GESU&apos; ... TRIDUO PASQUALE 2010 ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S7jp7tzUTAI/AAAAAAAAADk/LdIRGqaXheA/s72-c/Ges%C3%B9+risorto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-1078181652931729281</id><published>2010-03-27T23:30:00.000-07:00</published><updated>2010-03-27T23:31:41.555-07:00</updated><title type='text'>SCHIACCIATO PER DARE SPESSORE AL NOSTRO AMORE ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S673wcsPDVI/AAAAAAAAADc/8RXWPvK9GIc/s1600/Ges%C3%B9.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 129px; height: 97px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S673wcsPDVI/AAAAAAAAADc/8RXWPvK9GIc/s400/Ges%C3%B9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453568610499759442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;28 marzo 2010, Domenica delle Palme e della Passione del Signore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Luca cap. 19, 28-39&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: "Perché lo slegate?", risponderete così: "Il Signore ne ha bisogno"». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo qui, come ogni anno, con i nostri rami d’ulivo, “per benedire la palma” come si dice nel linguaggio corrente. Ma il vangelo ascoltato, “l’anima” della prima parte della celebrazione odierna, non parla di rami d’ulivo. Gesù entra in Gerusalemme su un puledro. La gente stende per terra i propri mantelli. L’espressione “rami d’ulivo” è assente, come nel brano parallelo di Giovanni. In realtà la troviamo nelle versioni di Matteo e Marco. Siamo nei pressi del monte degli Ulivi, come lo stesso Luca ci racconta. Vedendo passare Gesù, la gente taglia i rami d’ulivo dagli alberi e li getta a terra, affinché Egli ci possa passare sopra. Le “palme” non vengono usate per tenerle in mano, per alzarle in alto e sventolarle come bandiere, ma per essere “calpestate” da Gesù che cavalca un semplice asino. Dobbiamo allora anche noi gettare a terra le nostre palme? Abbiamo fatto male ad alzarle per “farle benedire”? No, perché ricevere una benedizione è sempre importante, è un grande gesto di incoraggiamento che Dio compie nei nostri confronti. Ma a cosa ci incoraggia? Ad avere “gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” (Fil 2,5) che, come quei rami gettati a terra dal popolo, si è fatto “calpestare”, “schiacciare”, come ci ricorda Isaia: “Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di Lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Is 53,5). Tra poco ascolteremo il racconto della Passione di Gesù, cioè la cronaca del suo “farsi schiacciare” per amor nostro, per ridarci la forza di amare, perché si stabilisca una sincronia tra lo scorrere del nostro tempo ed i battiti del suo cuore. Le palme che abbiamo tra le mani, benedette da Dio cioè divenute “strumento” per la trasmissione del suo messaggio, devono essere per noi il simbolo del vero amore, che non ha paura di farsi “schiacciare” pur di arrivare in ogni angolo di cuore, pur di dare ancora una possibilità a qualcuno che sembra del tutto perso, per aiutare tutti a rispondere all’invito al grande banchetto della resurrezione. Il consegnarsi di Gesù non è semplicemente una “resa”, un arrendersi alle dinamiche del male. E’ una IMMISSIONE di FORZA nel nostro mondo, la “proposta vivente” di un nuovo modo di affrontare i problemi. Sì, Gesù è stato schiacciato sotto il peso della croce, ma per dare spessore al nostro amore ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-1078181652931729281?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/1078181652931729281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=1078181652931729281&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1078181652931729281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1078181652931729281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/schiacciato-per-dare-spessore-al-nostro.html' title='SCHIACCIATO PER DARE SPESSORE AL NOSTRO AMORE ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S673wcsPDVI/AAAAAAAAADc/8RXWPvK9GIc/s72-c/Ges%C3%B9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-8942607386662207000</id><published>2010-03-25T14:51:00.000-07:00</published><updated>2010-03-25T14:54:01.522-07:00</updated><title type='text'>CELEBRAZIONI PASQUALI 2010</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S6vbbcrfTmI/AAAAAAAAADU/clEpfyYUln8/s1600/Programma+Pasqua+2010.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S6vbbcrfTmI/AAAAAAAAADU/clEpfyYUln8/s400/Programma+Pasqua+2010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452693038463667810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tanti momenti per sentire la presenza di Gesù ... morto per noi ... principio di resurrezione ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-8942607386662207000?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/8942607386662207000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=8942607386662207000&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8942607386662207000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8942607386662207000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/celebrazioni-pasquali-2010.html' title='CELEBRAZIONI PASQUALI 2010'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S6vbbcrfTmI/AAAAAAAAADU/clEpfyYUln8/s72-c/Programma+Pasqua+2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-5971419707470414192</id><published>2010-03-14T00:17:00.000-08:00</published><updated>2010-03-14T00:20:55.433-08:00</updated><title type='text'>PASSI SCELTI Momenti di adorazione in preparazione alle processioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5ycYERiCLI/AAAAAAAAADM/fMgjLDif_90/s1600-h/martello.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 69px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5ycYERiCLI/AAAAAAAAADM/fMgjLDif_90/s400/martello.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448401586489526450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5ycSi8u1wI/AAAAAAAAADE/nL-99VlH1xI/s1600-h/chiodi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 50px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5ycSi8u1wI/AAAAAAAAADE/nL-99VlH1xI/s400/chiodi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448401491644569346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;11 marzo 2010&lt;br /&gt;Meditazione introduttiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà" (Guido Piovene)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché i nostri padri, molti anni fa, hanno cominciato a fare le processioni? Perché non faticavano abbastanza? Oppure c’erano poche occasioni per camminare? O ancora perché il tempo bisognava in qualche modo occuparlo e perché non farlo attraverso un’esperienza di ispirazione religiosa? Evidentemente, nessuno di questi motivi. I nostri padri si mettevano in cammino, facevano questi pellegrinaggi spirituali come occasione di conversione. Si sentivano peccatori, cioè bisognosi di far entrare l’amore di Dio nei loro pensieri, nelle loro parole, nelle scelte di ogni giorno. Erano consapevoli che questo radicale cambiamento di vita poteva avvenire gradualmente, “passo dopo passo”, sofferenza dopo sofferenza, impegno dopo impegno. Questa è la vera umiltà: la forte convinzione interiore di non essere capaci di cambiare improvvisamente e soltanto con le proprie forze, ma della necessità di dover fare riferimento ogni giorno all’unico Maestro, il Signore Gesù, ascoltando la sua Parola, mettendo in pratica i suoi consigli, cercando di seguire la rotta che Lui ci propone. In altre parole, umiltà significa fare, poco alla volta, i nostri passi verso di Lui, riconoscendo che Lui per primo si è messo in cammino verso di noi, si è fatto vicino. Se la processione si fa con questa idea di fondo, mettersi umilmente in cammino per imparare a convertirsi, allora può essere un’esperienza spirituale molto fruttuosa. Altrimenti si riduce ad un grande “ingranaggio”, una spettacolare manifestazione, che forse molti guarderanno con stupore, ma che non avrà nessuna ricaduta sulla vita concreta di chi vi partecipa e di chi la guarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono i “passi immediati” che il Signore ti chiede di compiere per iniziare o continuare il grande viaggio della tua conversione? Falli diventare spunto per la preghiera quando ti metterai in processione ...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meditazione sui segni: chiodi e martello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vangelo di Luca, cap. 23 vv. 33-34&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cammino della nostra vita ...&lt;br /&gt;Pensando ai chiodi e al martello, al loro utilizzo pratico, mi vengono in mente tre verbi: FISSARE, UNIRE, RINFORZARE. Ad essi collego tre possibili esperienze. &lt;br /&gt;FISSARE ... anche se non sono un muratore o un falegname, anche se non faccio un “mestiere” in cui sono “costretto” ad usare spesso chiodi e martello, la prima esperienza posso trarla anche dalla mia vita. Quando mi capita di aver bisogno di chiodi e martello? Quando, per esempio, ho la necessità di FISSARE alla parete di una stanza della mia canonica un quadro, una foto, un particolare ricordo. Perché lo faccio? Non soltanto per abbellire le pareti, per farle sembrare meno vuote, ma per avere sempre, sotto gli occhi, quella foto o quel particolare oggetto che mi ricorda una persona, una parola importante ascoltata in un momento decisivo, una sofferenza che mi ha insegnato la bellezza dell’amore, una gioia che mi ha fatto assaporare il gusto dell’esistenza. Sento questa esigenza di FISSARE, di non perdere nei meandri del cuori questi “passi del passato”, perché attraverso di essi Dio mi ha lasciato tracce importanti che sono indispensabili per il mio cammino. Tutti noi sentiamo l’esigenza – se non la sentiamo “a pelle”, è il caso di riscoprirla, di farla emergere dal cumulo dei tanti nostri desideri superficiali e spesso inutili -, in questa società che è stata definita “liquida”, in questo nostro mondo contrassegnato dalla velocità con cui bisogna fare le cose (A. Giddens parla di “mondo in fuga”), di avere dei punti FISSI, di FISSARE per ricordare, cioè tornare con il cuore ogni volta che ne abbiamo bisogno, ciò che veramente ci tiene in vita, che è indispensabile come l’aria. I momenti in cui siamo stati amati e abbiamo amato ...&lt;br /&gt;UNIRE ... un falegname utilizza chiodi e martello per unire due pezzi di legno, per arrivare a costruire nuove forme, oggetti che possano essere utili alla vita di tutti i giorni. Non esiste in natura il legno a forma di sedia, di tavolo o di guardaroba. E’ indispensabile tagliare il legno, ricavarne un certo numero di parti e poi, chiodi e martello in mano, unirli per realizzare l’oggetto progettato. I pezzi devono essere uniti saldamente tra loro, in modo che la durata del manufatto possa durare un lungo numero di anni. Tutto sta nell’arte dell’UNIRE. In questo verbo ritrovo un’altra grande esigenza della mia vita e spero anche della vostra. Essere un prete semplicemente a servizio dell’unico Maestro, cercare di portare unità, insegnare ad abbattere i muri che si costruiscono con le incomprensioni e gli immediati chiarimenti, far capire che il segreto della vera gioia è un cuore pacificato, capace di diffondere a tutti la grande bellezza dell’unità. Non credo nelle traversate solitarie, non desidero gesti eroici dove sia soltanto io il protagonista, non aspiro a personali riconoscimenti. Voglio provare a fare tutto in UNITA’, insieme a fratelli e sorelle che sono parte essenziale della mia vita, anche se questo significa aspettare i ritardatari, incoraggiare gli sfiduciati, perdonare coloro che hanno sbagliato. Credo con forza in queste parole di don Lorenzo Milani: “O ci salviamo tutti o non si salva nessuno!” ...&lt;br /&gt;RINFORZARE ... ma il falegname non costruisce soltanto manufatti “ex novo”. Gli capita anche di riparare mobili già usati, di dover fare un’opera di restauro. Ed anche in questo caso eccolo con chiodi e martello, per RINFORZARE quei pezzi di legno che sono ancora uniti ma non saldamente come prima. Il mobile è ancora utilizzabile, ma c’è bisogno di rinforzare qualche parte, per evitare che accada un danno non più riparabile. Anche questa semplice operazione di falegnameria mi fa venire in mente un’importante esigenza della mia vita. Mi sento unito a molte persone, credo di avere tanti amici, mi fido di tante persone, che conosco più o meno bene. Questa unità, però, ha bisogno sempre di essere RAFFORZATA. A volte sono determinati momenti difficili che allentano l’unità, altre volte una certa trascuratezza del rapporto interpersonale, altre ancora un certo affievolirsi del legame d’amore. In questi casi, se l’UNITA’ è un’esigenza VITALE, si interviene per RAFFORZARE, per custodire quel legame che attraversa un momento difficile, per non perdere il bene fatto e difendersi dal male che avanza e distrugge. L’amore non è mai un progetto a termine, continuamente deve essere custodito e rafforzato ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali parole, momenti, gioie, difficoltà sono FISSATI nel nostro cuore e, ricordandoli, riusciamo a vivere meglio? Siamo consapevoli che il nostro destino è quello di essere UNITI, una cosa sola? Chiediamo al Signore la forza di costruire questo destino e di RAFFORZARLO quando c’è bisogno ...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla scuola del Vangelo ...&lt;br /&gt;Chiodi e martello sono il frutto dell’ingegno dell’uomo. Nascono come strumenti per aiutarlo a far diventare realtà i suoi progetti, affinché la sua vita possa essere migliore. Ma il cuore dell’uomo, quando si chiude alla via del bene, può utilizzare anche questi stessi strumenti in un “contesto di morte”, per esempio per inchiodare alla croce un uomo. Per Gesù chiodi e martello, da strumenti inventati per il bene dell’uomo, sono stati “ridotti” a “fiori del male”. Egli però non ha soltanto subito la crocifissione. L’ha scelta. Non si è andato a cercare questo terribile supplizio, anzi nel Getsemani ha tentato di evitare “il doloroso calice”, ma dopo aver obbedito alla volontà del Padre, ha attraversato quella “porta stretta” come un grande gesto d’amore per gli uomini di ogni tempo, terra e stirpe. Con la morte in croce, supplizio destinato ai più poveri dei poveri, ha inciso nel cuore di tutti un fondamentale messaggio. Quale? Torniamo ai verbi di prima ...&lt;br /&gt;FISSARE ... Gesù, inchiodato alla croce, ha FISSATO per sempre, per tutti noi viaggiatori nella storia, il modo con cui si ama veramente. Il male non si combatte con il male. Se necessario, si subisce, si porta in sé e lo si combatte con la forza contraria del bene. Il male non può essere subito e ribattuto, ricevuto e rimesso in circolo nella storia. Una volta che ci ha toccato, che è entrato nella nostra carne, deve essere vinto con la potenza dell’amore, essere distrutto con il fuoco di un donarsi sincero. Così il male si distrugge, non torna ad essere seminato nella storia e a portare cattivi frutti. Gesù, inchiodato alla croce, ci ha insegnato un metodo per “purificare” la storia dai suoi egoismi e dalle sue inutile lotte o prese di posizione ...&lt;br /&gt;UNIRE ... Cosa ti può dare il coraggio di esporti indifeso al male, di portarlo, come una croce, sulle tue spalle, e di vincerlo, battaglia dopo battaglia, con la forza del bene che Lui riversa in te? Soltanto la speranza di un traguardo da raggiungere, una meta da toccare. Tutto si fa per l’unità, per essere, nella nostra unicità, un solo corpo. Gesù ha nel suo cuore una profonda convinzione: l’umanità è un corpo che va salvato totalmente, non solo alcune sue parti. In un modo o in un altro, tutti dobbiamo ritrovarci al “tavolo della salvezza”, tutti dobbiamo portare a compimento quella vocazione iniziata con il Battesimo, la chiamata alla santità. Gesù non ha paura, anzi è convinto, che sia meglio sacrificare un bene personale, anche quello della propria vita, pur di rendere un servizio alla concreta unità di tutti ...&lt;br /&gt;RAFFORZARE ... La forza della croce è anche un nuovo collante per tutti quei legami che rischiano di sfaldarsi, che sembrano non reggere allo scorrere del tempo. Il suo amore FISSATO per sempre sulla croce, rimesso al centro dei propri pensieri, è un ottimo ricostituente dell’unità, di quei rapporti che si sono raffreddati, di quelle relazioni che sono ferme a rancori e dissensi non risolti. Sul piano dell’UNITA’ c’è tanto da costruire, ma forse ancora di più da ricostruire. Forse tante amicizie ormai le consideriamo ormai morte, irrecuperabili. Ed invece c’è soltanto bisogno di ritornare alla forza rinnovatrice della croce, alla sua eterna novità. E qualcosa che ti appare morto potrebbe non solo “tornare in vita”, ma ridiventare una delle grandi ricchezze della tua vita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiedo con insistenza al Signore inchiodato alla croce di insegnarmi ad amare come Lui ... è questo il giro di boa da fare per essere veramente cristiani ...&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-5971419707470414192?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/5971419707470414192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=5971419707470414192&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5971419707470414192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5971419707470414192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/passi-scelti-momenti-di-adorazione-in_14.html' title='PASSI SCELTI Momenti di adorazione in preparazione alle processioni'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5ycYERiCLI/AAAAAAAAADM/fMgjLDif_90/s72-c/martello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-788022505079428261</id><published>2010-03-05T09:42:00.000-08:00</published><updated>2010-03-05T09:44:58.358-08:00</updated><title type='text'>C'E' ANCORA TEMPO ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5FDEEO7VgI/AAAAAAAAAC8/E0blHMCJrwc/s1600-h/Clessidra.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 124px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5FDEEO7VgI/AAAAAAAAAC8/E0blHMCJrwc/s400/Clessidra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445207161602528770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;5 marzo 2010, venerdì della 2° di Quaresima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Matteo cap. 21 vv.33-43.45&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: &lt;br /&gt;«Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. &lt;br /&gt;Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. &lt;br /&gt;Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. &lt;br /&gt;Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». &lt;br /&gt;Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». &lt;br /&gt;E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:&lt;br /&gt;"La pietra che i costruttori hanno scartato&lt;br /&gt;è diventata la pietra d'angolo;&lt;br /&gt;questo è stato fatto dal Signore&lt;br /&gt;ed è una meraviglia ai nostri occhi"?&lt;br /&gt;Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».&lt;br /&gt;Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio Padre, il grande ed amorevole vignaiolo di quella vigna che è la nostra storia, ma anche la storia del mondo, di tutto l’universo, si affida a coloro che veramente credono in Lui – un popolo che ne produca i frutti – per continuare il suo progetto d’amore. Facciamoci una domanda e cerchiamo di darci una risposta: possiamo sentirci parte di questo popolo che Dio sceglie per collaborare al suo disegno d’amore? Siamo capaci, con il nostro “lavoro”, di produrre frutto? La nostra fede è salda tanto da poter “spostare le montagne”, trasformare anche il deserto in terra fertile, in modo che i semi piantati diventino alberi carichi di frutti? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un si pieno e convinto a queste domande è difficile darlo. Facciamo i conti ogni istante con la nostra “poca” fede. Forse nei momenti in cui ci sentiamo più sicuri, basta un attimo per cadere, “dimenticarci” del suo amore, mettere da parte le sue indicazioni per il nostro itinerario di santità. La nostra fiducia in Lui è molto instabile, a correnti alterne. Anche per questi motivi, il raccolto è sempre insufficiente, pensiamo che avremmo potuto fare una raccolta molto più abbondante. E questo porta a chiedersi: ma Dio continuerà a fidarsi di noi? Avrà pazienza della nostra fede che è sempre rasoterra e non riesce a volare? Si accontenterà all’infinito delle nostre mani cariche di pochi frutti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi consola quell’espressione: “Gli consegneranno i frutti a suo tempo”. Dio non misura il tempo come lo misuro io. Quando ho la sensazione che il tempo per riprovarci, per tentare ancora sia finito, sono certo che per Dio c’è ancora. Quando penso che ormai sia giunto il momento del giudizio, che ci sia soltanto la possibilità di presentarmi davanti a Lui con un risultato molto al di sotto delle aspettative, sono certo che mi fa capire che c’è ancora la possibilità della “rivincita”. Certo, tutti questi pensieri non possono essere una scusante per rimandare sempre. Però, dopo che ti sei impegnato e non sei riuscito a mietere tutto il frumento che volevi e, umanamente, hai la sensazione che il tempo sia scaduto, Dio ti viene incontro con il “cronometro” del suo amore, e ti dice che non è stato fermato, ma ancora scorre ... ancora c’è tempo ... Se non fai nulla per alimentare la tua fede, il tempo avanza e non potrai più recuperarlo ... se vivi la tua fiducia in Lui con tutto il cuore, l’anima e le forze, dopo l’analisi dei primi risultati, spesso scarsi, ti accorgi che c’è ancora un po’ di tempo ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-788022505079428261?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/788022505079428261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=788022505079428261&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/788022505079428261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/788022505079428261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/ce-ancora-tempo.html' title='C&apos;E&apos; ANCORA TEMPO ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5FDEEO7VgI/AAAAAAAAAC8/E0blHMCJrwc/s72-c/Clessidra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-6121783274659820898</id><published>2010-03-04T14:29:00.000-08:00</published><updated>2010-03-04T14:30:58.595-08:00</updated><title type='text'>PASSI SCELTI Momenti di adorazione in preparazione alle processioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5A0mEYJnBI/AAAAAAAAAC0/AR0WbBrtPQU/s1600-h/Ges%C3%B9+tunica+rossa.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 107px; height: 143px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5A0mEYJnBI/AAAAAAAAAC0/AR0WbBrtPQU/s400/Ges%C3%B9+tunica+rossa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444909778105637906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meditazione sul secondo segno: la veste regale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vangelo di Luca cap. 23 vv. 1-12&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutta l'assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: "Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re". Pilato allora lo interrogò: "Sei tu il re dei Giudei?". Ed egli rispose: "Tu lo dici". Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: "Non trovo in quest'uomo alcun motivo di condanna". Ma essi insistevano dicendo: "Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui". Udito ciò, Pilato domandò se quell'uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l'autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme. Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell'accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cammino della nostra vita ...&lt;br /&gt;Pilato, dopo un primo colloquio con Gesù, lo manda da Erode. Un gesto di “furbizia politica”, un’attenzione tutta dettata da interessi personali. Grazie a questo gesto l’inimicizia che prima c’era stata tra i due si trasforma in amicizia. Chiaramente non un legame sincero, reso forte dalla potenza dell’amore, ma totalmente opportunistico, sottoposto ad un vantaggioso scambio di favori. Una nuova strategia comune atta a rinforzare la propria sete di potere e di guadagno. Queste sono le logiche di fondo che spingono ad agire Pilato ed Erode. Questo è il modo con cui esercitano la loro regalità (anche se, a dire il vero, entrambi non sono dei veri e propri re – Pilato è un governatore, Erode un tetrarca). Il popolo, le persone che sono chiamati a governare, non sono il fine di tutti i loro sforzi, perché ognuno possa raggiungere il bene personale in armonia con quello della comunità, ma il mezzo per arrivare alla soddisfazione di interessi prettamente personali. Gesù, prima della sua passione, aveva già espresso questo pensiero ai suoi apostoli: “Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono” (Mt 20,25). Se pensiamo alla figura del re, chi ci viene in mente? Non avendo nella nostra Italia più il re, pensiamo al presidente della repubblica, al presidente del consiglio, ai presidenti di camera e senato, ai governatori di regione, ai presidenti di provincia, ai sindaci. A tutti coloro che sono stati chiamati, attraverso il voto, a lavorare per il nostro bene, per la serenità del nostro presente, ma soprattutto del futuro. Quante volte possiamo sperimentare che non lavorano al servizio della gente, ma agiscono soltanto in base a logiche di interesse personale? Questo ha fatto nascere in ognuno di noi una certa sfiducia. Quando pensiamo al “re”, istintivamente, pensiamo più ad un personaggio negativo che positivo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla scuola del Vangelo ...&lt;br /&gt;Gesù, dopo aver parlato del modo di agire dei re della terra, continua: “Tra di voi non sarà così; ma chi vuol diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mt 20,26-28). Ci può essere un altro modo di essere “re”, di stare a capo di una comunità, di una nazione. Il vero re è colui che si mette a servizio del suo popolo, che quando infuria la battaglia combatte in prima linea, che nel tempo della sofferenza è il primo a lenire le ferite e portare coraggio. Il vero re è Cristo, che si fa arrestare, si lascia portare prima da Pilato e poi da Erode, accetta anche di farsi prendere in giro – la veste che Erode gli dona è un gesto di beffa – pur di amare il suo popolo, di offrirgli una strada per mettersi alle spalle i propri peccati. Cristo è il re che, invece di restarci incollato, scende dal trono per aiutare i suoi figli a sentirsi parte della sua grandezza, della meraviglia del suo amore. E noi, oltre ad essere destinatari del suo servizio, possiamo diventare suoi collaboratori. E imparare a servire come il nostro re ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sperimento nella mia quotidianità la bellezza di essere figlio di Dio, mio Re? Mi sento da lui servito? Provo ad essere suo collaboratore, a vivere servendo come ha fatto lui? &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-6121783274659820898?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/6121783274659820898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=6121783274659820898&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/6121783274659820898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/6121783274659820898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/passi-scelti-momenti-di-adorazione-in_04.html' title='PASSI SCELTI Momenti di adorazione in preparazione alle processioni'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5A0mEYJnBI/AAAAAAAAAC0/AR0WbBrtPQU/s72-c/Ges%C3%B9+tunica+rossa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7294019270074307616</id><published>2010-03-04T14:25:00.000-08:00</published><updated>2010-03-04T14:28:23.268-08:00</updated><title type='text'>PASSI SCELTI Momenti di adorazione in preparazione alle processioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5Az-bVK0QI/AAAAAAAAACs/ihwQBheQv9E/s1600-h/gallo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5Az-bVK0QI/AAAAAAAAACs/ihwQBheQv9E/s400/gallo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444909097072382210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meditazione introduttiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho scelto questi versi di Henry David Thoreau, scoperti attraverso il bellissimo film “L’attimo fuggente”, per accompagnare i primi passi del mio sacerdozio. Erano scritti sull’immagine-ricordo che fu distribuita a tutte le persone presenti alla mia prima Eucarestia presieduta nella mia parrocchia d’origine, “S. Maria delle Grazie” in Massa Lubrense. Li ricordo con gioia prima di tutto a me stesso, per rilanciarmi con spirito sempre nuovo nella grandiosa avventura del presbiterato. Li dono a voi questa sera, perché sono convinto che possano aiutarci ad aggiungere un altro pezzo al “puzzle” di una partecipazione consapevole e convinta ai riti della settimana santa. Le processioni non possono non essere che un cammino per trovare la vera saggezza, cioè la capacità di “spendere” il proprio tempo nei “fatti essenziali” della vita. Il cammino esteriore – il passaggio per le strade della nostra parrocchia con i segni della passione tra le braccia o le note degli inni della passione pronti ad uscire dalle nostre gole – è soltanto uno strumento per compiere un cammino interiore, per entrare in quel “bosco” che è il tuo cuore e mettere a fuoco, tra tutti gli alberi, quello che ti ha ridato la vita. E’ l’albero della croce, come ci ricorda un bellissimo inno della celebrazione del venerdì santo: “O croce di nostra salvezza, albero tanto glorioso, un altro non v’è nella selva, di rami e di fronde a te uguale. Per noi dolce legno, che porti appeso il Signore del mondo!”. Una volta trovato l’albero della nostra salvezza, ci renderemo conto che esso è anche una scala per il cielo, per rispondere alla chiamata di Dio che tutti ci vuole intorno alla sua mensa. Questo è il passaggio fondamentale che siamo chiamati a compiere: dalla processione esteriore al cammino verso Dio, passando per una sincera processione interiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hai scoperto dentro di te l’albero della croce? Hai trovato in esso sostegno ed incoraggiamento?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meditazione sul primo segno: il gallo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vangelo di Luca, cap. 22 vv. 54-62&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. 55Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. 56Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: "Anche questi era con lui". 57Ma egli negò dicendo: "O donna, non lo conosco!". 58Poco dopo un altro lo vide e disse: "Anche tu sei uno di loro!". Ma Pietro rispose: "O uomo, non lo sono!". 59Passata circa un'ora, un altro insisteva: "In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo". 60Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. 61Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte". 62E, uscito fuori, pianse amaramente.&lt;/em&gt;Nel cammino della nostra vita ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fa il gallo? Tutti spontaneamente rispondiamo: “Canta!”. Il canto del gallo, nella lingua italiana, è un espressione idiomatica per indicare l’alba, cioè quando il buio della notte comincia a lasciare spazio al chiarore delle prime luci del giorno e l’orizzonte “si tinge” di un bellissimo colore rosaceo. In questo lasso di tempo, spesso anche prima, il gallo comincia a cantare. E’ un suono che diventa sempre meno familiare ai nostri orecchi. Chi vive in campagna o ha la fortuna di avere un po’ di spazio dove poter allevare polli, può fare riferimento anche ad un’esperienza quotidiana. Per la maggior parte di noi il canto del gallo è stato sostituito dai suoni elettronici delle nostre sveglie che, sempre troppo presto, ci avvisano che una nuova giornata sta per incominciare. Ci alziamo, ci prepariamo, usciamo di casa per le diverse attività che ci aspettano, facciamo i salti mortali per dare una risposta a tutte le nostre esigenze e a quelle delle persone che ci sono accanto. La giornata, volente o nolente, deve iniziare. Ma è iniziata davvero? E’ suonata quella “sveglia interiore” che mi chiama ad un nuovo giorno da vivere con la creatività del mio amore? Ho sentito la bellezza e la responsabilità di dover dare senso ad un nuovo giorno? Il canto del gallo, o il suono della mia sveglia, mi coglie pronto a plasmare l’argilla di un nuovo giorno oppure si scontra con la mia stanchezza, impreparazione, sfiducia? Quando il gallo canta il nostro cuore dovrebbe sussurrare sempre, ogni mattina: “Mi sono addormentata, ma veglia il mio cuore!” (Ct 5,2)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla scuola del Vangelo ...&lt;br /&gt;Quando il gallo canta, Pietro finalmente si sveglia dal sonno. Si accorge di essersi allontanato dal cuore del suo Signore, si essersi perso nelle tenebre dell’autosufficienza, dell’incapacità di fidarsi. Aveva seguito Gesù “da lontano”. Non “da vicino”, come aveva fatto in tutti gli anni del ministero pubblico di Gesù, sempre pronto a seguire i suoi passi, a farsi portavoce degli apostoli per chiedergli chiarimenti e delucidazioni, addirittura per dirgli cosa era giusto fare e cosa non fare. Ma adesso, dopo aver visto Gesù dirigersi decisamente verso Gerusalemme,  il suo arresto nell’orto degli ulivi, il suo netto rifiuto da parte sua di far ricorso alle armi per sfuggire alla cattura, non riesce a “stargli dietro”. Si allontana. E così perde anche consapevolezza della sua vera identità. Intorno ad un fuoco, viene incalzato dalle domande di persone che lo riconoscono. Risposta dopo risposta, si inoltra nel buio del peccato, si “addormenta”, chiude gli occhi alla vera luce. Prima nega di conoscere Gesù, poi di essere uno dei suoi discepoli, infine addirittura di essere un galileo. Come già preannunziato da Gesù, arriva alle sue orecchie il canto di un gallo. E finalmente si ridesta, sente il contrasto tra quel canto e la condizione del suo cuore, che è ancora abitato dalle tenebre. E piange. Quel torrente di lacrime apre nuovi varchi nel suo cuore, gli fa comprendere tante cose: la grandezza del sacrificio di Gesù, il suo essere “sole che sorge” per gli uomini di ogni tempo, la necessità di farlo diventare “punto di appoggio” per la “leva” della nostra vita. Quel canto è il segno di una nuova epoca, che chiede di essere vissuta con un cuore nuovo. “Il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire” (Ct 2,12). E’ urgente risvegliarsi dal sonno, andare verso di Lui: “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!” (Ct 2,13).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ogni mattino, sento soltanto la mia sveglia (una nuova giornata inizia!) oppure anche quella del Signore (un nuovo giorno per amare!)? Sento il contrasto tra il mio “dormire”, il mio “stare nelle tenebre” e la voce del Signore che mi chiama ad essere sveglio per donare, ad essere figlio della luce?&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7294019270074307616?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7294019270074307616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7294019270074307616&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7294019270074307616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7294019270074307616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/passi-scelti-momenti-di-adorazione-in.html' title='PASSI SCELTI Momenti di adorazione in preparazione alle processioni'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S5Az-bVK0QI/AAAAAAAAACs/ihwQBheQv9E/s72-c/gallo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-9179345700046036695</id><published>2010-03-04T03:36:00.000-08:00</published><updated>2010-03-04T03:39:00.563-08:00</updated><title type='text'>La gioia di averti accanto ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S4-bfnn6IzI/AAAAAAAAACk/YPmfINfXoGY/s1600-h/Ges%C3%B9+insegna.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 98px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S4-bfnn6IzI/AAAAAAAAACk/YPmfINfXoGY/s400/Ges%C3%B9+insegna.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444741442028839730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4 marzo 2010, giovedì della 2° di Quaresima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Luca cap. 16 vv. 19-31&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù disse ai farisei: &lt;br /&gt;«C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. &lt;br /&gt;Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma". &lt;br /&gt;Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi". &lt;br /&gt;E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro". E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hanno Mosè e i profeti”. Questa frase, usata da Abramo nei confronti del ricco che, dopo aver sempre vissuto in un lusso esagerato non prendendosi mai cura di un povero, Lazzaro, che mendicava alla sua porta, in questo contesto ha un forte contenuto polemico. Il ricco vorrebbe una “ambasciata speciale” rivolta ai suoi fratelli, per incitarli caldamente a cambiare strada. Abramo dice non soltanto che non è possibile, ma che sarebbe inutile e superfluo. Inutile, perché comunque non basterebbe a provocare un netto cambiamento di rotta della loro vita. Superfluo perché Dio ha già rivolto a tutti gli uomini l’appello alla salvezza, ha già comunicato la strada da percorrere, ha già assicurato la sua costante presenza, il suo incoraggiamento, la condivisione di qualsiasi nostro vissuto. “Hanno Mosè e i profeti”. Noi cristiani possiamo dire ancora di più: “Abbiamo Mosè e i profeti e soprattutto Colui che da loro è stato annunciato e prefigurato, Cristo Gesù”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Staccandoci per un attimo dal contesto “giudiziario”, prendiamo questa frase per arricchire il nostro ringraziamento quotidiano, per poter esprimere a Dio la nostra gioia per averlo, da sempre e per sempre, come Padre, Fratello e Amico. Proviamo ad essere orgogliosi – perdonatemi il termine – del nostro Dio. Egli ci propone ogni giorno un progetto per il quale ci offre una assistenza completa. Soprattutto nell’ascolto della Scrittura e nella condivisione del suo Corpo, siamo spinti con grande forza ad andare avanti. Sì, le sfide che ci aspettano ci sembrano troppo grandi per le nostre forze. Ed è vero. Però è tutta un’altra cosa sapere di averLo accanto, che Egli sta combattendo al nostro fianco e non ci lascerà soli, indifesi in mezzo alla battaglia. Come ci ricorda un verso del magnifico salmo 91: “”Si, mio rifugio sei tu, o Signore!”. Tu hai fatto dell’Altissimo la sua dimora: non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le sue vie” (vv. 9-11). Oggi, prima di pensare a cosa fare per Lui – questo modo di pensare dovrebbe diventare quello di ogni giorno -, proviamo a gustare tutta la contentezza di avere Dio al nostro fianco, il nostro orgoglio di creature di avere un Dio che non ha paura di scendere al nostro livello, di farsi nostro servo ... con questa gioia alimentiamo il deposito della nostra fede ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-9179345700046036695?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/9179345700046036695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=9179345700046036695&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/9179345700046036695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/9179345700046036695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/4-marzo-2010-giovedi-della-2-di.html' title='La gioia di averti accanto ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S4-bfnn6IzI/AAAAAAAAACk/YPmfINfXoGY/s72-c/Ges%C3%B9+insegna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-3607034176307900959</id><published>2010-03-02T09:32:00.000-08:00</published><updated>2010-03-02T09:33:48.861-08:00</updated><title type='text'>Bellezza interiore ed esteriore</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S41L9ukmqmI/AAAAAAAAACc/7HdpjYxJU3o/s1600-h/rosa.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 99px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S41L9ukmqmI/AAAAAAAAACc/7HdpjYxJU3o/s400/rosa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444091048406461026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;2 marzo 2010, Martedì della 2° di Quaresima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo secondo Matteo cap. 23 vv. 1-12&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: &lt;br /&gt;«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. &lt;br /&gt;Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente. &lt;br /&gt;Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. &lt;br /&gt;Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il culto dell’apparenza, più o meno, contagia tutti noi, influisce sul nostro modo di pensare, fare scelte, tessere relazioni. Si insinua nel nostro cuore e ci fa credere che è meglio occuparsi prima dell’ESTERNO, della facciata, e poi dell’INTERNO, del nostro mondo interiore. E’ più importante sfuggire al giudizio degli altri, che subito porta a sentenze anche durissime sulla base della sola “facciata”, che mettersi seriamente in discussione, rinvigorire la terra del nostro animo, utilizzando le giuste tecniche di coltivazione, predisponendo un soddisfacente impianto di irrigazione, facendo uso di specifici fertilizzanti. La prima preoccupazione è quella di impedire a qualunque persona – amico o nemico – di imprigionarci in una “nominata”, come si dice nel nostro caro dialetto, dalla quale, come una cella in un carcere duro su un’isola deserta, è quasi impossibile sfuggire. Di tutto questo modo di fare, cos’è che non funziona? Qual è il punto debole di questo castello di pensieri, che è fragile da buttare giù come un castello di carte o di sabbia? La presunta disconnessione tra bellezza interiore ed esteriore. Il pensare che interno ed esterno siano come due mondi separati, da curare con modi diversi ed in tempi diversi. Ed invece ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù ci ricorda che la vera bellezza esteriore non può che essere il frutto di una bellezza interiore cercata, voluta, conquistata giorno per giorno. Chi parla di bellezza esteriore, slegata da qualsiasi impegno di purificazione del cuore, sta parlando in realtà di semplice apparenza, come un guscio vuoto, come una tomba di un uomo ricco, grande e piena di ornamenti, ma al suo interno piena di ossa come tutte le altre. La bellezza esteriore, invece, non può che essere lo sbocciare di un fiore piantato in un terreno fertile, l’emissione di un florilegio di note da uno strumento musicale, lo scorrere di un torrente che nasce da una fonte ad alta quota. Il terreno fertile, lo strumento musicale, la fonte ad altra quota sono la cura della bellezza interiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora ci troviamo ad un bivio: curare prima la nostra “apparenza”, per difenderci dal giudizio degli altri, e poi, se c’è tempo e voglia, mettere mano alla cura dell’animo, oppure iniziare dalla purificazione del cuore, correndo anche il rischio di apparire male, pur di far emergere una bellezza esteriore vera, non soltanto effimera ma duratura? Gesù, con convinzione, ci consiglia la seconda strada ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-3607034176307900959?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/3607034176307900959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=3607034176307900959&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3607034176307900959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3607034176307900959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/bellezza-interiore-ed-esteriore.html' title='Bellezza interiore ed esteriore'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S41L9ukmqmI/AAAAAAAAACc/7HdpjYxJU3o/s72-c/rosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7342792806139448024</id><published>2010-03-01T09:19:00.000-08:00</published><updated>2010-03-01T09:21:16.995-08:00</updated><title type='text'>Amando te, fratello, riscopro di essere amato (da Lui)!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S4v3hlW3prI/AAAAAAAAACU/LkeO1bSGoGk/s1600-h/coppia+gabbiani.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 108px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S4v3hlW3prI/AAAAAAAAACU/LkeO1bSGoGk/s400/coppia+gabbiani.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443716730943153842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1 marzo 2010, lunedì della 2° settimana di Quaresima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vangelo di Luca cap. 6 vv. 36-38&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: &lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.&lt;br /&gt;Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. &lt;br /&gt;Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero che prima di tutto l’ASCOLTO di Dio, la capacità di leggere i suoi tanti appelli nella nostra quotidianità  - il sole che sorge ogni giorno, il dono del tempo, la bellezza dell’amicizia, un povero che tende la mano, la gioia di una giornata vissuta nell’amore, il chiarore delle stelle - , ci permette di fare SCELTE veramente evangeliche. Perché il vangelo è prima di tutto una carica positiva da incamerare, custodire tra le cose più care, e poi da “rimettere in gioco” nelle tante pieghe della nostra storia. Il cristiano è un creativo nel senso che, ascoltato il messaggio di fondo da Dio, riesce a comunicarlo attraverso l’originalità del suo carattere, dei suoi talenti, delle sue capacità comunicative. Ma non può esserci autentica creatività se non come risposta al suo continuo creare amore dentro di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ però anche vero che la pratica della “bella notizia” mette in condizione di comprendere meglio cosa Dio fa e può fare per ciascuno di noi. Vivere il vangelo significa trovare, o almeno cercare, in ogni momento un modo per scorrere come amore nella vita dell’altro. Facendo così, ti accorgi di quanto puoi essere importante per altro. Il tuo apporto non è trascurabile ma fondamentale. Ti rendi conto che l’altro, attraverso la tua cura, diventa migliore, si rialza se è caduto, viene incoraggiato a raggiungere i suoi obbiettivi, si apre ad orizzonti che non aveva mai immaginato. Il tuo sforzo di comunicazione del Vangelo lo rende capace di meglio sentire tutta la profondità della vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tu, uomo piccolo e fragile, che sei stato “fatto poco meno di un dio” (Sal 8,6), puoi fare tanto per la vera gioia di un tuo fratello, immagina quanto può fare, anzi fa, Dio per te. Se un tuo gesto di misericordia aiuta un fratello a non sprofondare nel gorgo dello sconforto, pensa quanto la misericordia del Padre può tenerti a galla nelle situazioni più difficili. Se la tua “sospensione del giudizio” permette ad un tuo fratello di non essere marchiato a fuoco come un condannato senza possibilità di ripresa, pensa quanto il non-giudicarti negativamente di Dio ti mette in condizione di ricominciare sempre, anche dopo errori madornali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amore donato ai fratelli, le cose grandi che in loro riesci a fare, ti fanno capire quante cose ancora più grandi Dio ha fatto e farà in te ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7342792806139448024?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7342792806139448024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7342792806139448024&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7342792806139448024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7342792806139448024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/03/amando-te-fratello-riscopro-di-essere.html' title='Amando te, fratello, riscopro di essere amato (da Lui)!'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S4v3hlW3prI/AAAAAAAAACU/LkeO1bSGoGk/s72-c/coppia+gabbiani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-1884286534369834917</id><published>2010-02-04T12:21:00.000-08:00</published><updated>2010-02-04T12:23:42.516-08:00</updated><title type='text'>VANGELO GIOVANE      1° puntata: ipod</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S2ssq8K0xuI/AAAAAAAAACM/ICe8vVdpsgA/s1600-h/ipod.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 111px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S2ssq8K0xuI/AAAAAAAAACM/ICe8vVdpsgA/s400/ipod.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434486491570292450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta sono apparso sul mercato mondiale il 21 ottobre 2001. Da allora ho fatto tanta strada, sono diventato il compagno fedele di molti, giovani in particolare. I numeri parlano chiaro e dicono, senza ombra di dubbio, la grandezza del mio successo: secondo una stima fatta nel settembre 2008, dal momento del mio esordio sul mercato, sono stato venduto 160 milioni di volte. Posso dire, senza poter essere accusato di presunzione, di essere il lettore MP3 più famoso e venduto al mondo. &lt;br /&gt; Le ragioni di questo grandioso exploit sono soprattutto due: praticità e grandissima offerta musicale. Praticità: occupo pochissimo spazio, sono leggerissimo. Per questo do la possibilità, a qualsiasi intreccio di note di qualsiasi genere, di essere gustato in ogni momento, anche quando si fanno altre cose. Grandissima offerta musicale: ho una memoria formidabile.  Nella mia libreria possono essere depositati, a seconda della grandezza del mio hard-disk, centinaia e centinaia di brani. Conosco tanti che, veri amanti della musica, negli anni hanno collezionato molti compact-disc. Grazie a me, tutta questa ricchezza può essere portata sempre con sé ed ascoltata in qualsiasi momento, può diventare il sottofondo di qualsiasi esperienza.&lt;br /&gt; Ma la ragione della mia fortuna è anche un'altra. Potendo ascoltare la loro musica preferita dappertutto – per strada, sul motorino, forse anche a scuola se la lezione è noiosa - i giovani possono scegliere per un certo tempo di isolarsi dal mondo esterno. Mettono a tacere le voci ed i rumori, spesso assordanti e confusi, della nostra società e così entrano più in profondità nel loro mondo interiore, per viaggiare, sulle ali di combinazioni armoniche di suoni, in quella galassia che è il proprio cuore. Certo, in questo modo corrono il rischio di isolarsi, di uscire dal mondo reale per vivere in un mondo tutto loro ma irreale, entrando in una pericolosa condizione di alienazione. Ma è anche vero che a volte, forse almeno un po’ ogni giorno, c’è bisogno di mettere a tacere le voci di fuori e invece ascoltare qualcosa o Qualcuno che possa nutrire veramente l’anima. Non per evadere dal mondo, ma proprio per imparare a viverci meglio, cercando di cambiare quello che non va e di accrescere il positivo. &lt;br /&gt; Di Gesù si racconta: “Al mattino presto si alzò quando era ancora buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava”. C’erano tante persone da ascoltare, incoraggiare, curare. Dove trovare la forza? Se ne andava per contro proprio, cercava luoghi isolati e silenziosi per ascoltare la musica del Padre, per sentire sulla pelle tutte le vibrazioni di quella Voce che lo spingeva a darsi completamente in ogni circostanza, fino alla fine. &lt;br /&gt; E’ fondamentale per tutti voi, cari giovani, avere dei momenti in cui, con il mio aiuto e l’aggiunta di un paio di auricolari, sospendere la corsa di ogni giorno ed ascoltare qualcosa che sia veramente nutriente per l’anima. Che cosa mettere nella vostra libreria? Mi viene in mente il verso di una canzone cantata da Adriano Celentano scritta da Mogol: “Ascolta sempre solo musica vera e cerca sempre, se vuoi, di capire ...”. Musica vera, oltre ad essere la musica che nasce da un cuore veramente innamorato, è anche la voce di Dio, che nulla vuole togliervi ma, semplicemente, ridonarvi a voi stessi, farvi conoscere le vostre ricchezze interiori che forse ancora ignorate, aprirvi una strada per i vostri piedi bisognosi di coprire distanze per raggiungere importanti traguardi ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-1884286534369834917?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/1884286534369834917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=1884286534369834917&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1884286534369834917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1884286534369834917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/02/vangelo-giovane-1-puntata-ipod.html' title='VANGELO GIOVANE      1° puntata: ipod'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S2ssq8K0xuI/AAAAAAAAACM/ICe8vVdpsgA/s72-c/ipod.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-4496127909245809805</id><published>2010-02-03T08:14:00.000-08:00</published><updated>2010-02-03T08:17:29.015-08:00</updated><title type='text'>NUOVA RUBRICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S2mhkJ90wAI/AAAAAAAAAB8/TyNR5RcmcK8/s1600-h/vangelo+giovane.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 116px; DISPLAY: block; HEIGHT: 107px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434052067921805314" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S2mhkJ90wAI/AAAAAAAAAB8/TyNR5RcmcK8/s400/vangelo+giovane.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da domani e poi ogni giovedì, cari navigatori che amate fermarvi al "porto" del nostro sito, per tutti voi una nuova rubrica: VANGELO GIOVANE ... perché nonostante oltre duemila anni di storia, la vita e le parole di Gesù dicono ancora tanto alla nostra vita! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-4496127909245809805?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/4496127909245809805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=4496127909245809805&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/4496127909245809805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/4496127909245809805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/02/nuova-rubrica.html' title='NUOVA RUBRICA'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S2mhkJ90wAI/AAAAAAAAAB8/TyNR5RcmcK8/s72-c/vangelo+giovane.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-8257003239286076711</id><published>2010-01-20T11:28:00.000-08:00</published><updated>2010-01-20T11:29:22.387-08:00</updated><title type='text'>La povertà di un cuore "paralizzato" ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1dZhnK_x0I/AAAAAAAAAB0/PAde42f02Tk/s1600-h/cuore+di+pietra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428906309804083010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 117px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1dZhnK_x0I/AAAAAAAAAB0/PAde42f02Tk/s400/cuore+di+pietra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 3 vv. 1-6&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“L’uomo vede l’apparenza ma il Signore vede il cuore”. Questo adagio, citato nel primo libro di Samuele – lo abbiamo incontrato ieri nella prima lettura della Messa del giorno – a proposito della scelta di Davide come re d’Israele al posto di Saul, è ancora utilissimo oggi per lasciare che i semi di questo vangelo possano depositarsi nella terra santa del nostro cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo da una domanda: tra i protagonisti di questo episodio raccontato da Marco, chi è il più povero di tutti, il più “sfortunato”? Semplice: colui che ha la mano paralizzata, tanto che Gesù si impietosisce per la sua condizione e lo guarisce nonostante la contrarietà di farisei ed erodiani. Con questa risposta, però, non abbiamo superato il velo dell’apparenza. Se invece andiamo all’essenza delle cose, o meglio al cuore dei personaggi coinvolti, salta fuori tutta un’altra realtà, che Gesù con il suo “miracolo” fa emergere in tutta la sua chiarezza. C’è una paralisi molto più grave di quella di una mano: è quella della volontà di amare. Coloro che dopo si riuniranno in consiglio per uccidere Gesù, hanno un cuore “paralizzato”, la volontà di amare “bloccata”, il fiume del loro bene completamente disseccato. Sono FERMI, incapaci di qualsiasi reazione positiva. Il testo ce lo fa capire molto bene: “Stavano a vedere ... essi tacevano”. Si muovono soltanto per riunirsi e decretare la sentenza di morte contro di Lui, si mettono in movimento soltanto per costruire altro male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece l’uomo dalla mano paralizzata, chiamato da Gesù, si mette nel mezzo, tende la mano. Il suo cuore non è paralizzato, è aperto alla meraviglia dell’amore, alla potenza di Dio a cui nulla è impossibile. Ha un limite fisico, ma un cuore capace di affidarsi a Colui che, se lo lasci “lavorare” dentro di te, ti aiuta ad avere pazienza, a fare cose grandi attraverso la tua fragilità, anche a guarire, addirittura a spostare le montagne se la tua fede è almeno quanto un granellino di senapa. E’ povero all’apparenza, ma in sostanza ha trovato il suo tesoro, ha costruito la sua povera casa sulla roccia. Invece farisei ed erodiani, “apparentemente” dotati di tutto, hanno perso la funzionalità del vero motore della loro vita, il loro cuore ...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-8257003239286076711?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/8257003239286076711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=8257003239286076711&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8257003239286076711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8257003239286076711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/la-poverta-di-un-cuore-paralizzato.html' title='La povertà di un cuore &quot;paralizzato&quot; ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1dZhnK_x0I/AAAAAAAAAB0/PAde42f02Tk/s72-c/cuore+di+pietra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-1699109762445492929</id><published>2010-01-19T09:11:00.000-08:00</published><updated>2010-01-19T09:12:27.071-08:00</updated><title type='text'>Il tuo riposo come immagine del mio ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1Xn8i7clWI/AAAAAAAAABs/PfdPz9ITGOw/s1600-h/Creazione+dell%27uomo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428499953219310946" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 127px; CURSOR: hand; HEIGHT: 89px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1Xn8i7clWI/AAAAAAAAABs/PfdPz9ITGOw/s400/Creazione+dell%27uomo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 2 vv. 23-28&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato».&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il primo capitolo del libro della Genesi ci racconta come, in sei giorni, Dio abbia creato la terra, le piante, gli animali ed infine l’uomo. Il secondo capitolo inizia così: “Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando” (vv. 1-3). Dio ci viene descritto come un abile ed instancabile artista, che dopo aver lavorato con grande sforzo e passione, sente il bisogno di riposarsi per recuperare le energie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Dio ha veramente bisogno di riposarsi? Sente anche lui la stanchezza come noi uomini? E’ chiaro che quest’immagine di Dio che si riposa serve all’autore sacro per far comprendere ai suoi lettori qualcosa di importante per il loro itinerario spirituale. Dio non ha bisogno di riposarsi, anche perché la creazione è un evento “continuo”. Egli ci “conserva” nell’esistenza, il suo amore sostiene il nostro respiro, l’azione dei nostri sensi, il nostro pensare ed il nostro amare. Se, per assurdo, Dio smettesse di crearmi adesso, io non sarei più nulla, la mia vita totalmente azzerata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se allora Dio non si riposa mai, il suo amore è sempre attivo nel tenermi in vita – come un cuore che non può permettersi di fermarsi altrimenti muore tutto il corpo -, cosa vuole dirmi parlando, nel testo sacro, del suo riposo? Sta chiedendo a me di riposarmi, di fermare la corsa del mio FARE per ammirare, sorprendermi di quello che Lui ha FATTO per me. Per fare tutto questo mi ha indicato anche un giorno a settimana, il sabato per gli ebrei, la domenica per noi cristiani, che viviamo nella luce che tutto rinnova della resurrezione del suo Figlio Gesù. Un giorno a settimana ricomprendere il senso del mio andare, verificare se la strada percorsa è quella giusta, ritrovare il giusto entusiasmo per il cammino futuro, correggere questi aspetti della persona che hanno condotto a fare errori, prendere cadute. Un tempo di cui tutti noi possiamo servirci per crescere nella fede, per sprigionare tutto quell’amore che, se resta dentro, come un cibo non consumato, rischia di marcire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutti questi motivi Gesù non accetta la critica che viene mossa a lui e ai suoi discepoli perché, il giorno di sabato, passano per i campi di grano e mangiano il grano contenuto nelle spighe. Non accetta una contestazione che riguarda la “forma”, o meglio l’apparenza, e non la sostanza. Rispettare il sabato non è questione di cammino a piedi da non fare o grano da non mangiare. La sostanza è l’effettivo mettersi “faccia a faccia” con Dio per sviluppare con Lui una comunicazione positiva che attivi in noi tutte le facoltà positive. Il riposo delle braccia e delle gambe è solo una norma in funzione di tutto questo. Il non-rispetto della norma, in un caso particolare – anche come il citato caso di Davide con i suoi compagni -, non equivale necessariamente al tradimento della “sostanza”, cioè della tensione del cuore verso di Lui per ascoltarlo e sapere cosa fare ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio non vuole da me solo rispetto di norme, ma soprattutto apertura del cuore ... il rispetto delle norme non implica, automaticamente, coinvolgimento del cuore ... il coinvolgimento del cuore, in casi particolari, può esserci anche trasgredendo la norma ...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-1699109762445492929?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/1699109762445492929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=1699109762445492929&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1699109762445492929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1699109762445492929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/il-tuo-riposo-come-immagine-del-mio.html' title='Il tuo riposo come immagine del mio ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1Xn8i7clWI/AAAAAAAAABs/PfdPz9ITGOw/s72-c/Creazione+dell%27uomo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-3816043951490869067</id><published>2010-01-18T09:50:00.000-08:00</published><updated>2010-01-18T09:53:02.591-08:00</updated><title type='text'>Digiuno? Per "mangiarti meglio", caro Gesù ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1Sf-BaTJOI/AAAAAAAAABk/M58ftpLehtI/s1600-h/DSC_4887.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428139338767738082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1Sf-BaTJOI/AAAAAAAAABk/M58ftpLehtI/s400/DSC_4887.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 2 vv. 18-22&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Parola-chiave in questo brano è la parola “digiuno” (ed il suo corrispettivo verbo “digiunare”). Cosa intende dirci Gesù attraverso di essa? Qui due significati si incrociano, a volte si scontrano, altre si danno la mano. Si parla del digiuno come scelta di astenersi dal cibo, ma anche come assenza dello Sposo, Cristo Gesù. (“quando lo sposo sarà loro tolto ...). Partiamo dal digiuno inteso come assenza dello Sposo. In questo senso noi non siamo chiamati a digiunare: un cammino di vita spirituale altro non è che una “palestra quotidiana” per imparare a percepire la sua presenza in ogni cosa, sperimentare che Lui è l’orizzonte di ogni nostro pensiero e gesto: “in Lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (Atti 17,28). Il cantico delle creature, la preghiera più conosciuta scritta da Francesco d’Assisi, nasce da uno sguardo innamorato che sa vedere le tracce dell’Amante in ogni cosa, perché tutto è un raggio della sua luce, tutto è sgorgato dal suo cuore che è infinitamente grande ma sa farsi piccolo e donarsi in ogni cosa. Noi, riconoscendo questi segni della sua bontà, possiamo “risalire” a Lui, partecipare al “banchetto eterno”, stare con Lui per sempre godendo della sua luminosa presenza. Quindi, se parliamo di digiuno come assenza di Gesù, parliamo di una condizione che siamo chiamati a “fuggire”, perché Egli vuole che noi possiamo contemplare per sempre la bellezza del suo volto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il digiuno è anche l’astenersi per un certo tempo dal mangiare. Ci serve per il nostro cammino di conversione? E’ utile per alleggerirci dei nostri pesi? Si, se vissuto con lo spirito giusto. Non deve diventare mai un gesto puramente “tradizionale” (“lo faccio perché si è sempre fatto così!”) oppure di mera facciata (“se non lo facessi, visto che lo fanno tutti gli altri, farei una brutta figura”). Questo è forse l’animo con cui i farisei compiono il loro digiuno e per questo non sono imitati da Gesù e dai suoi discepoli. Deve essere invece una scelta “strumentale”, cioè in funzione di un altro obiettivo. Perché digiunare? Per “compatire”, cioè soffrire insieme, con i più poveri, coloro che veramente non hanno neppure il loro “pane quotidiano”. Per “capire” che l’abbondanza del cibo, o di tante altre cose, non è la cosa fondamentale della propria vita: non di solo pane vive l’uomo! Per “educare” alcune nostre pulsioni, che non ci spingono ad essere attenti e solidali alle esigenze degli altri, ma ci “impongono” di curare soltanto noi stessi, di trattare gli altri come “strumenti” della nostra felicità e non come persone con una loro dignità. In questo senso il digiuno è una “via favorevole” per arrivare a purificare il cuore dalle “emozioni superflue” e rimettere al centro la carica autentica di un amore che sa darsi completamente e senza condizioni ...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-3816043951490869067?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/3816043951490869067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=3816043951490869067&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3816043951490869067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3816043951490869067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/digiuno-per-mangiarti-meglio-caro-gesu.html' title='Digiuno? Per &quot;mangiarti meglio&quot;, caro Gesù ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1Sf-BaTJOI/AAAAAAAAABk/M58ftpLehtI/s72-c/DSC_4887.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-1730726104127442485</id><published>2010-01-15T11:01:00.000-08:00</published><updated>2010-01-15T11:03:11.188-08:00</updated><title type='text'>Compagno di tutti ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1C76du0NMI/AAAAAAAAABc/Wn0Ld6cUjJE/s1600-h/100_1213.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427044164069242050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1C76du0NMI/AAAAAAAAABc/Wn0Ld6cUjJE/s400/100_1213.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 2 vv. 1-12&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Spesso nel mio cuore, nei miei pensieri più profondi, si insinuano queste domande: “Riesco a fare il possibile per le persone che mi sono state affidate? Sono capace di essere per tutti, soprattutto per i più poveri, un segno concreto del suo amore? Offro la mia disponibilità al Signore, in modo che Lui la “utilizzi” per le sue “missioni” d’amore e di pace?”. La risposta arriva quasi immediatamente: “No. Non riesco a fare il possibile. Non sono per tutti un segno del suo amore totale. La mia disponibilità è ancora troppo limitata, incerta. La mia vita spesso non è uno “strumento” nelle sue mani per diffondere con abbondanza la sua misericordia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una risposta del genere potrebbe indurti quasi a mollare tutto, perché si è sempre “in ritardo” rispetto al traguardo che si dovrebbe tagliare ogni giorno. Oppure può convincerti ancora di più di una semplice constatazione: non tutto, nella vita di fede, sta nel “fare”. Molto si fa attraverso l’ESSERE, più specificamente l’essere con Gesù, cioè la vita di preghiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succede quando celebriamo l’Eucarestia? Tutti insieme, un unico corpo, ci RIPRESENTIAMO all’evento fondatore della nostra fede: la morte e la resurrezione di Gesù. Tutti, proprio tutti. Coloro che sono presenti, ma anche gli assenti. I poveri dei quali conosciamo il volto, ma anche coloro che non abbiamo mai incontrato. I defunti che sono stati importanti per la nostra vita ma anche quelli che non hanno mai sfiorato il tracciato della nostra esistenza. Le persone che siamo riusciti a servire ma anche quelli a cui abbiamo girato la faccia, che abbiamo trascurato, che non siamo stati capaci di aiutare veramente. In quel momento RIPRESENTIAMO tutti all’amore di Dio, affinché da esso siano inondati. Prendendo a prestito un’immagine di questo vangelo, quando siamo in Chiesa per essere un solo corpo intorno all’unica mensa, il tetto della Chiesa viene “scoperchiato”, tutti i poveri del mondo vengono “calati” sui loro letti di dolore, vengono presentati al suo sguardo amorevole. Non è fantasia, è verità. Non quello che si vede, che si sperimenta con i sensi. E’ il senso profondo di quello che succede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora posso, nonostante le mie incapacità ad amare, andare avanti. Ogni volta che mi troverò a celebrare l’Eucarestia, aiuterò tutti, sarò servo per ogni uomo, faciliterò ad ognuno il contatto con la fonte dell’amore eterno. Certo, non devo stancarmi di essere a disposizione, diventando ogni giorno docile strumento tra le sue mani. Però deve chiarirsi dentro me la certezza che Lui mi dà la possibilità di essere veramente compagno di tutti, attraverso la bellezza dei suoi sacramenti ...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-1730726104127442485?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/1730726104127442485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=1730726104127442485&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1730726104127442485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1730726104127442485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/compagno-di-tutti.html' title='Compagno di tutti ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S1C76du0NMI/AAAAAAAAABc/Wn0Ld6cUjJE/s72-c/100_1213.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7229165753325033619</id><published>2010-01-14T09:49:00.000-08:00</published><updated>2010-01-14T09:51:04.741-08:00</updated><title type='text'>Il duplice movimento dell'amore ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S09ZgRWMVQI/AAAAAAAAABU/4KWSONSY7R8/s1600-h/DSC_6085.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426654486951908610" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S09ZgRWMVQI/AAAAAAAAABU/4KWSONSY7R8/s400/DSC_6085.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 1 vv- 40-45&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina, dovendo “spezzare il pane” della Parola a quei fratelli che con me celebravano la grandezza e la bellezza dell’amore di Cristo nel sacramento dell’Eucarestia, la prima idea che mi è venuta in mente è stata questa: l’amore non può che infiammare il mondo secondo un duplice movimento, attivo e passivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Movimento attivo. Un lebbroso si avvicina a Gesù. Si inginocchia, lo supplica di guarirlo dal suo male. Un altro uomo si sarebbe allontanato immediatamente oppure lo avrebbe scacciato. Non Gesù, che è capace di “sfidare” anche le consuetudini del suo tempo. Per tutti un lebbroso è un peccatore, un “rifiutato” da Dio; la malattia esterna è il segno della suo interiore stato di peccato. Non si può, allora, non agire di conseguenza: se egli è lontano da Dio a causa del male commesso, allora deve essere escluso anche dal consesso umano. Per Gesù è invece un figlio, un fratello, un “povero” che, più degli altri, deve essere ascoltato, compatito, curato. Il lebbroso si avvicina a Gesù, che a sua volta riduce ancora le distanze. Lo tocca e lo purifica. Gli ridona la sua dignità, gli dà la possibilità di tornare a testa alta tra gli altri uomini, lo tira fuori dal suo stato di segregazione. L’amore si fa vicino – pochi giorni fa il vangelo ci ricordava che il Regno si è fatto vicino -, entra nella storia dei poveri, porta su di sé la sofferenza delle ferite, la guarisce con la sua forza di resurrezione. Amare significa, quindi, avvicinarsi, “farsi prossimo” a coloro che ne hanno più bisogno. Questo movimento può avvenire nella totale gratuità, non deve nulla pretendere né prima né dopo. L’amore ha una grandezza in se stesso, nel suo dispiegarsi, al di là dei risultati che può ottenere. Anche Gesù, in determinate occasioni, non è riuscito a vincere il cuore duro dei suoi ascoltatori, soprattutto coloro che poi hanno decretato la sua morte. Questo non toglie la luminosità del suo sacrificio, che resta splendore anche quando le tenebre non lo accolgono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Movimento passivo. Gesù ha vissuto un intenso apostolato. A volte, con i suoi discepoli, non ha avuto neppure il tempo per mangiare. Però non ha quasi mai trascurato i momenti di sosta, di preghiera intensa, in colloquio con il Padre. Dopo essere stato tra la folla, cercando di portare a tutti un po’ di bene, andava in luoghi solitari, per “ricaricarsi”, per ascoltare le indicazioni del Padre attraverso lo Spirito disceso su di Lui il giorno del suo battesimo al Giordano. La sua pace, spesso, non durava a lungo. Molte persone individuavano il luogo in cui si tratteneva a pregare e gli presentavano lo stesso le loro richieste. In tutto questo, è importante notare il movimento passivo dell’amore, la sua capacità calamitante. Chi ama davvero si avvicina agli altri, riduce la distanza con i propri passi. Ma è anche vero che l’amore porta gli altri a ridurre le distanze, a mettersi in cammino verso la fonte dell’amore. I santi, segni viventi dell’amore di Dio, si avvicinavano ai loro fratelli, ma dedicavano anche tanto tempo all’accoglienza di coloro che arrivavano attratti dal loro amore. L’amore è un agire premuroso verso gli altri, ma anche l’attivazione una forza che porta gli altri a ritornare a Dio, rispondendo al suo appello di conversione. La forza “passiva” dell’amore si attiva soprattutto attraverso la preghiera e il tempo, per molti considerato “perso”, dedicato alla meditazione della Parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amare non vuol dire soltanto “porre” gesti d’amore, ma anche, forse soprattutto, dialogare con l’Amore e rendere la nostra vita al suo servizio una forza calamitante ... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7229165753325033619?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7229165753325033619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7229165753325033619&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7229165753325033619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7229165753325033619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/il-duplice-movimento-dellamore.html' title='Il duplice movimento dell&apos;amore ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S09ZgRWMVQI/AAAAAAAAABU/4KWSONSY7R8/s72-c/DSC_6085.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7662123071069726294</id><published>2010-01-12T08:24:00.000-08:00</published><updated>2010-01-12T08:25:47.898-08:00</updated><title type='text'>Il Vangelo ... tracce di vita per il nostro tempo ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0yig6NaAQI/AAAAAAAAABM/-hxCo73RAgI/s1600-h/camposcuola+adulti+Acerno+16-20+agosto+2006+007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425890337339605250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0yig6NaAQI/AAAAAAAAABM/-hxCo73RAgI/s400/camposcuola+adulti+Acerno+16-20+agosto+2006+007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 1, vv. 21b-28&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La sfida che abbiamo davanti, come persone che ogni giorno si “sforzano” di credere al Padre rivelato da Cristo, è quella di mettere in evidenza i tanti collegamenti che ci sono tra la Parola, particolarmente il Vangelo, e la vita di tutti i giorni. In un certo senso, si tratta di “RISENTIRE” la stessa energia d’amore che, circa due millenni fa, sconvolse la vita di molti contemporanei di Gesù, proprio come abbiamo visto ieri con i primi quattro discepoli. Annunciare il vangelo, in tutte le sue forme possibili, significa far comprendere ad ogni uomo che il messaggio di Gesù è ancora valido per il nostro tempo, ha in sé un carattere di modernità che altri sistemi di pensiero non hanno. Oggi, forse più di ieri, il nostro tempo ha bisogno della “bella notizia”, perché troppe sue strade sono chiuse al mistero dell’amore e necessitano di essere riaperte con urgenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa può dire il vangelo di oggi al nostro presente? Come “far riaccadere” tutto l’episodio di Cafarnao ai nostri giorni? Forse è il simbolo di qualcosa che da sempre accade nell’intimo di ogni uomo, anche in questo momento ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù entra di sabato nella sinagoga per insegnare. Gesù chiede di entrare sempre nel mio cuore. Non è una richiesta occasionale, ma quotidiana. Non legata al caso, ma fortemente voluta, insistente, potrebbe sembrare addirittura inopportuna. Vuole entrare dentro di me non per darmi ordini, ma per parlarmi. Vuole spiegarmi le ragioni della sua “proposta”, ci tiene a raccontarmi la bellezza della sua via, che passa per la croce ma ha come obbiettivo finale la resurrezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente si stupisce del suo insegnamento perché, a differenza degli scribi, è autorevole. Se il mio cuore si mette in sintonia con il suo, se presto veramente attenzione al suo parlarmi, allora è naturale per me stupirmi, cioè provare un senso di meraviglia per qualcosa che satura l’equilibrio delle mie emozioni. E’ un incontro che mi consegna qualcosa di grande, che non si può misurare, inquadrare, catalogare: si può soltanto restare a bocca aperta, avere il cuore a mille, gioire per un dono totalmente inaspettato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sinagoga c’è un uomo posseduto da uno spirito impuro. Grida a Gesù tutta la sua rabbia, la sua opposizione alla sua presenza, alle sue parole. Dentro di me, oltre allo stupore, sento anche una forte opposizione alle sue appassionanti parole. Mi sento diviso: una parte di me vuole e spesso riesce a seguire i suoi insegnamenti; un’altra parte si oppone e, in più occasioni, mi allontana da lui portandomi sulla via degli empi. Non posso non ammettere che questa forza è mia, fa parte di me. Non potrò mai zittirla del tutto, estirparla dalla mia sensibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù grida allo spirito impuro di tacere ed uscire dall’uomo. Lo spirito gli obbedisce. Gesù viene ogni giorno in me per donarmi la sua parola, ma anche per stare dalla mia parte e combattere contro le “altre parole non buone” che vogliono diventare il centro del mio esistere. Si impegna con forza nella lotta, se è necessario alza la voce, mi “rifornisce” di armi sempre nuove e di preziose tecniche di autodifesa. Mi ricorda continuamente che con le forze del male non si scende a patti, non devono rimanere dentro neppure un istante, pena il loro stabilirsi per tempi molto prolungati. Mi incoraggia quando sono stanco oppure abbattuto per le sconfitte: “Hai perso una battaglia! Ma la guerra con me non la perderai!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente si chiede chi sia Cristo, capace di dare una parola autorevole e addirittura di comandare agli spiriti impuri. Quello che sperimento nel mio cuore, la presenza di Gesù, la sua battaglia al mio fianco contro il male, mi offre la possibilità di rispondere, sempre ogni giorno, alla domanda: “Chi è Gesù per me?”. Ogni giorno una risposta, forse anche di più. Tutte queste risposte, custodite nel cuore, si trasformano in tracce preziose per il mio cammino spirituale, diventano i pezzi del puzzle della mia fede ...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7662123071069726294?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7662123071069726294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7662123071069726294&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7662123071069726294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7662123071069726294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/il-vangelo-tracce-di-vita-per-il-nostro.html' title='Il Vangelo ... tracce di vita per il nostro tempo ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0yig6NaAQI/AAAAAAAAABM/-hxCo73RAgI/s72-c/camposcuola+adulti+Acerno+16-20+agosto+2006+007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-1460522007559805408</id><published>2010-01-11T05:01:00.001-08:00</published><updated>2010-01-11T05:02:42.649-08:00</updated><title type='text'>Contro la pigrizia che blocca il nostro ripartire ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0shZrmNq9I/AAAAAAAAABE/xaxEaPyhIa0/s1600-h/Fiori+e+paesaggi+023.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425466901181344722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0shZrmNq9I/AAAAAAAAABE/xaxEaPyhIa0/s400/Fiori+e+paesaggi+023.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Marco cap. 1, vv.14-20&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ripartire. E’ una delle cose più difficili da fare nella vita. Dopo aver raggiunto un traguardo, che magari ti ha donato molta gioia, perché hai visto i frutti di tanto lavoro, tanta passione messa in gioco, è veramente complesso recuperare le forze, mettere nello zaino della quotidianità tutto quello che serve, soprattutto il desiderio di crescere ancora, e puntare decisamente verso un nuovo orizzonte da fare proprio. Ci prende una certa “pigrizia”, perché forse una parte di noi vorrebbe, distaccandosi dalla realtà della vita, vivere senza impegnarsi troppo, crogiolarsi in un “beato far niente”, occuparsi soltanto delle cose più piacevoli lasciando fuori dalla porta tutte le altre. E’ chiaro che questa forza che “dorme” dentro di noi e che riemerge nel tempo del “ripartire”, deve essere combattuta. Ci allontana dal mondo reale e ci imprigiona in un mondo fantastico, che sarà anche in parte piacevole ma rischia di essere come uno gettarsi da un aereo senza paracadute. In che modo “combattere” questa strana pigrizia che in certi momenti tutti travolge (oggi, per esempio, archiviate definitivamente tutte le feste di Natale)? Come renderla marginale nel nostro cuore ed impedirle di diventare protagonista del nostro prendere decisioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra fede, come sempre, non è una soluzione magica capace di risolvere tutti i nostri problemi. E’ però un aiuto indispensabile, un “rafforzamento” della nostra volontà positiva, un alleato invisibile che combatte dalla parte delle nostre migliori aspirazioni. “Il Regno di Dio è vicino” ricorda Gesù all’inizio della sua missione; o meglio, “il Regno si è avvicinato”, l’amore del Padre, per sua stessa essenza, tende ad aderire alle nostre storie, plasmare il nostro futuro, riscaldare i focolari della nostra intraprendenza. La pigrizia del “ricominciare” possiamo combatterla soltanto noi, non possono entrare in gioco mercenari. Però una spinta non fa male, anzi a volte può essere decisiva. “Il Regno di Dio si è fatto vicino”, cioè Dio viene nella tua vita, ti spinge verso il meglio da conquistare. Conosce la tua pigrizia che, come un leone ruggente, può bloccare la tua forza interiore e impedire che tu ti spenda in futuri progetti d’amore. Ed allora si avvicina a te, come stella ti indica una rotta ma non solo: in ogni occasione, opportuna o meno opportuna, ti spinge verso la tua stella, ti ricorda che la forza nei muscoli ce l’hai, vuole farti comprendere che stare fermi è perdere del tempo che non si potrai mai più recuperare ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ tempo di RIPARTIRE. Non dobbiamo vergognarci di ammettere di aver bisogno da Lui una spinta. E con la sua forza, resistendo alle lusinghe della nostra pigrizia, andremo lontano ... come gli apostoli lasceremo quello che già è nostro e, salpati per sempre nuovi viaggi, cercheremo instancabili sempre nuovi porti ...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-1460522007559805408?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/1460522007559805408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=1460522007559805408&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1460522007559805408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/1460522007559805408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/contro-la-pigrizia-che-blocca-il-nostro.html' title='Contro la pigrizia che blocca il nostro ripartire ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0shZrmNq9I/AAAAAAAAABE/xaxEaPyhIa0/s72-c/Fiori+e+paesaggi+023.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-6117519252955935878</id><published>2010-01-06T08:37:00.001-08:00</published><updated>2010-01-06T08:37:47.327-08:00</updated><title type='text'>AVVICINATI ALLA SUA LUCE!</title><content type='html'>Dal Vangelo secondo Matteo cap. 2 vv. 1-12&lt;br /&gt;Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele"».Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei condividere con voi due semplici pensieri, o meglio “esperienze” che la “bella notizia” di oggi ci aiuta a mettere a fuoco: primo, la luce del Natale, cioè il meraviglioso evento di Dio che si fa carne, è destinata a tutti, è universale, è “cattolica”; secondo, non è per noi scontato, automatico, essere parte di questo “tutti”, è sempre indispensabile una effettiva apertura, una evidente disponibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dare forma alla prima “esperienza”, partiamo dai Magi, coprotagonisti insieme a Gesù di questo passaggio del vangelo di Matteo. Chi sono? La parola “Mago” può significare tante cose: sacerdote persiano, astrologo, detentore di poteri soprannaturali, propagatore di una nuova religione ed infine anche ciarlatano. Non possiamo arrivare ad una risposta certa. Una cosa però è chiara: non sono ebrei ma stranieri perché vengono dall’Oriente. La luce “calamitante” ha attirato a sé non soltanto ebrei – nel vangelo di Luca si parla dei pastori – ma anche stranieri, gente venuta da lontano, non inserita nell’esperienza di fede del popolo di Mosè. Allora è evidente che la luce del Natale è per tutti, destinata ad illuminare ogni confine della terra, a “riscaldare” ogni cuore, anche quello apparentemente irraggiungibile. Il mistero del Figlio, seconda Persona della Trinità, che si è fatto bambino, non è soltanto un fuoco di paglia, una luce abbagliante ma di breve durata, ma forte e costante, capace di superare qualsiasi barriera spazio-temporale, tanto “affascinante” da “mettere in movimento” tre sapienti dalle lontane terre dell’Oriente. Gesù bambino è allora il nostro vero ed unico “massimo” comune denominatore. Quando ci sembra di essere così diversi da non poter stare insieme, quando i punti di contatto ci sembrano così pochi da non poter neppure guardarci negli occhi, ci viene incontro la sua luce che ci ricorda: “Io sono la luce del mondo. Tutto il mondo è destinato ad avermi come stella nella notte. Chi ancora non mi ha riconosciuto come stella del suo cielo, potrà farlo in seguito, perché non si può camminare nel buio senza di me. E tu, che mi hai accolto come luce nella stanza sigillata del tuo cuore, devi avere la “santa inquietudine” di aiutare chi ancora non mi conosce ad avermi come sua luce. Vai incontro a coloro che non riesci ad amare e fonda su di me, luce del mondo, un nuovo rapporto. E così sarete, insieme, luce del mondo, specchio della mia grandezza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda “esperienza”: non è scontato ESSERE parte del “tutti” per cui splende la luce del Natale. Prendiamo il caso di Erode. E’ il re dei giudei. E’ un capo politico, ma dovrebbe essere chiaro in lui che, esercitare il potere, significa amministrare un regno, un insieme di persone, che prima di tutto è di Dio, l’unico e vero Re. Egli è “vicinissimo” a Gesù: è un ebreo come lui. Eppure, quando arrivano i magi con le loro domande, si impensierisce e con lui tutti gli abitanti di Gerusalemme. Ma come, non dovrebbe gioire per l’arrivo del Messia tanto atteso? Il suo cuore è chiuso, dentro di sé non vive la santa attesa dell’Inviato definitivo di Dio: tra l’altro non conosce le Scritture, deve chiedere agli scribi per sapere che Betlemme è la città in cui, secondo il profeta Michea, dovrà nascere il Messia. E poi cerca, con l’arma del sotterfugio, di sapere dov’è Gesù per poterlo eliminare; fortunatamente il tutto fallisce perché i magi vengono avvertiti in sogno. In altre parole, Erode è un uomo VICINO, ma CHIUSO nella sua sete di potere, CHIUSO al rivelarsi di Dio, alle promesse da Lui fatte al popolo. Per lui si realizza ciò che dice Giovanni nel prologo del suo Vangelo: “Venne fra i suoi e i suoi non l’hanno accolto”. Molti di noi possono definirsi VICINI a Gesù. Lo conosciamo da tanto tempo, facciamo da parecchio un cammino di fede, celebriamo il suo amore nella liturgia. Corriamo il rischio di sentirci “già dentro”, ma in realtà “siamo fuori”, perché non lo stiamo scegliendo giorno per giorno. Il nostro cuore, a differenza del cielo di Gerusalemme che “si chiude” alla luce della stella, deve essere sempre aperto ad accogliere tutti i segnali della sua presenza. VICINI non si è una volta per tutte, lo si diventa ogni giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo ordinario che sta per cominciare possa essere segnato da questa esigenza: “utilizzare” ogni attimo della nostra quotidianità per DIVENTARE sempre più VICINI alla sua luce ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-6117519252955935878?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/6117519252955935878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=6117519252955935878&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/6117519252955935878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/6117519252955935878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/avvicinati-alla-sua-luce.html' title='AVVICINATI ALLA SUA LUCE!'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-5553097269998929651</id><published>2010-01-04T12:16:00.000-08:00</published><updated>2010-01-04T12:31:28.014-08:00</updated><title type='text'>VIAGGIARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0JP7EJoYLI/AAAAAAAAAA8/Wgj6o6GG7A8/s1600-h/DSC_6405.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422984777452511410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0JP7EJoYLI/AAAAAAAAAA8/Wgj6o6GG7A8/s400/DSC_6405.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le feste stanno per finire ... dopo la "pausa" natalizia è tempo di "ripartire", riprendere la vita di tutti i giorni ... riprende la dimensione fondamentale della nostra esistenza: viaggiare ...&lt;br /&gt;Sto leggendo in questi giorni un romanzo di Walter Veltroni, "Noi". A proposito del "viaggiare" mi hanno molto colpito queste parole che adesso vi propongo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Guardare in su, cercare con gli occhi, esplorare e capire. Giovanni aveva questo desiderio di scoperta da quando era piccolo. Aveva imparato nella vita che solo il viaggio è reale, che i porti, con il loro carattere definitivo, sono miraggi, luoghi inesistenti. Che solo il viaggio della conoscenza rende la vita degna di essere vissuta. La conoscenza dei paesaggi, dei venti, delle albe, del colore del mare, della terra all'orizzonte, delle persone che incontri, dei cuori che ti seducono, dei silenzi improvvisi e delle parole che non ti aspetti. La conoscenza delle tue allegrie e delle tue tristezze, del piacere degli altri e delle storie degli altri. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cerca sempre, cerca ancora, sistema il tuo mezzo perché possa sempre ripartire, non avere paura dei danni e delle ferite; viene sempre il giorno in cui si riparano i primi e si chiudono le seconde. Non crederti il centro del mondo, perché il mondo non ha centri o ne ha miliardi. Non essere mai soddisfatto, non essere mai desolato. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cerca gli altri, troverai te"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-5553097269998929651?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/5553097269998929651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=5553097269998929651&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5553097269998929651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5553097269998929651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/viaggiare.html' title='VIAGGIARE'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/S0JP7EJoYLI/AAAAAAAAAA8/Wgj6o6GG7A8/s72-c/DSC_6405.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-2738304287057675688</id><published>2010-01-02T08:44:00.000-08:00</published><updated>2010-01-02T09:00:20.687-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animatori'/><title type='text'>Animatori in viaggio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/Sz97PoxozYI/AAAAAAAAAKU/tzGyECEEphs/s1600-h/30122009356.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " src="http://4.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/Sz97PoxozYI/AAAAAAAAAKU/tzGyECEEphs/s320/30122009356.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422187984951233922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Toc toc…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi è? .... Ah, salve amico! Si, siamo un gruppo di animatori… Siamo in partenza per Orvieto! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi è il 27 dicembre dell’anno ormai passato 2009 e torneremo il 30… Grazie…. Faremo buon viaggio…. Allora… Zaini in spalla … pronti per la partenza? …. Viaaaaaaaaaaa…..&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene si!!! Quale occasione migliore per stare un po’ insieme in allegria e imparare a conoscersi di più?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ritiro invernale animatori è ormai un appuntamento fisso! Ogni anno di questi tempi partiamo tutti insieme, ognuno portando con se il proprio bagaglio di allegria, risate, tristezze e speranze da condividere!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest’anno abbiamo voluto respirare un po’ d’aria pulita e per questo ci siamo rifugiati nel verde e nella tranquillità di un agriturismo! Fantasticoooooo!!! C’erano le mucche che pascolavano, gli insetti che volavano…  un po’ di pace dalla solita routine di “casa dolce casa”!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche ora di autostrada e poi siamo sbarcati ai piedi di un casale molto grande e dopo aver riposto gli zaini nelle stanze, ci siamo riuniti intorno al calore di un grande camino nella sala grande e lì, riscaldati da un piacevole tepore, abbiamo iniziato un viaggio più faticoso che percorre i sentieri dell’anima e del cuore…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eh, si…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mica gli animatori hanno già raggiunto un traguardo definitivo per la loro vita!!!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come tutti… anche loro sono sempre ed instancabilmente in cammino…. in cammino… si…. ma per dove?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non voglio anticipare il finale della nostra splendida avventura così che, raccontandovi il nostro viaggio, tutti voi, amici del web, possiate ritrovare una piccola luce!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il viaggio è iniziato tra il fango… ogni cosa inizia dal basso… Per questo, abbiamo perlustrato i meandri del nostro cuore ricercando e prendendo atto delle ferite che ci portiamo dentro, che ci condizionano e che ci impediscono di guardare avanti!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Quando vivere diventa un peso, quando nei sondaggi il tuo parere non è compreso, quando dire amore diventa sottinteso, quando davanti al sole la mattina non sei più sorpreso dillo pure che sei offeso…”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, quando una ferita brucia grida… non tenerti tutto dentro!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dillo che sei arrabbiato! Dillo pure che sei offeso!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente vi chiederete: e già… mica cambia qualcosa dopo? Arrabbiato ero ed arrabbiato resto!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eh, no! Riconoscere ciò che ci ha ferito è il primo passo per edificare la “cattedrale” della felicità. L’imponenza della cattedrale di Orvieto è l’esempio del lavoro da realizzare armandosi di tanta buona volontà e di perseveranza! Una volta giunti alle gotiche guglie si toccherà il cielo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è solo una cosa da fare per iniziare ad allestire il cantiere e mettersi all’opera: PERDONARE E PERDONARSI!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe un gesto tanto semplice, eppure è il passo più difficile da compiere!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Strano davvero considerando che c’è qualcuno dall’alto che ci perdona ogni istante della nostra vita!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il perdono ha il sapore della cioccolata calda bevuta insieme seduti al bar di Orvieto, ha la gioia delle colazioni preparate insieme per il mattino, ha la luminosità del sorriso delle suore del monastero che con tanta dolcezza ci hanno testimoniato la loro fede.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci mancava ancora qualcosa, avevamo bisogno ancora di alcune risposte e per questo, prima di tornare a casa, abbiamo fatto una piccola deviazione ritrovandoci così tra le stradine di Assisi per salutare alcuni amici di viaggio, Francesco e Chiara i quali, ormai da qualche secolo, ci testimoniano che l’essenziale per essere felici Dio ce l’ha già dato, basta aprire gli occhi o, in alcuni casi, mettersi gli occhiali in modo da vedere meglio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco… siamo in cammino… si…. in cammino per la pienezza del cuore!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Valentina I.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-2738304287057675688?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/2738304287057675688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=2738304287057675688&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2738304287057675688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2738304287057675688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/animatori-in-viaggio.html' title='Animatori in viaggio...'/><author><name>staffBlog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06474456840632402624</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SSQkBdYtPKI/AAAAAAAAAEI/AuUXKy2up-Y/S220/staff.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/Sz97PoxozYI/AAAAAAAAAKU/tzGyECEEphs/s72-c/30122009356.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-2294957175020453655</id><published>2010-01-02T08:18:00.000-08:00</published><updated>2010-01-02T08:22:32.809-08:00</updated><title type='text'>AUGURI! IMPARA A COLLEGARE ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/Sz9yvD0SyYI/AAAAAAAAAAk/ENTqf09OBGI/s1600-h/100_1418.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422178629181426050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/Sz9yvD0SyYI/AAAAAAAAAAk/ENTqf09OBGI/s400/100_1418.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal Vangelo secondo Luca cap. 2 vv. 16-21&lt;br /&gt;In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra ieri notte e questa mattina, quante volte abbiamo detto o ascoltato frasi di questo tipo: “Tanti auguri!”, “Buon anno!”. E’ importante, utile, bello scambiarsi gli auguri. A patto, però, che non siano parole e gesti dettati dalla circostanza, dall’abitudine – in questo giorno tutti si scambiano gli auguri ed è opportuno attenersi alle consuetudini -, ma espressione di un messaggio intenso e significativo. I veri auguri non possono che essere un appello alla coscienza, al cuore del mio fratello perché possa utilizzare il tempo futuro che ha davanti per essere migliore ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di solito ci diciamo a vicenda: “Buon anno, buon 2010!”. Ma forse sarebbe più opportuno dirsi l’un l’altro: “Sii buono in questo 2010”. Il tempo, in se stesso, non ha nessun valore, non è portatore di un determinato significato. E’ uno scorrere meccanico, una successione di secondi, minuti, ore, giorni ed anni. Quando, per esempio, passiamo un certo lasso di tempo senza avere nulla da fare, ci annoiamo, proprio perché lo scorrere del tempo, in se stesso, non ci dona nulla, non coinvolge la nostra vita. Abbiamo l’impressione di essere in una gabbia dalla quale voler uscire il più presto possibile. In casi del genere, abbiamo la sensazione che il tempo “rallenti” e quindi sentiamo sempre di più la pesantezza del suo passaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo invece noi, con le nostre scelte, che diamo significato al nostro tempo. Esso è come un orizzonte, un palcoscenico sul quale “mettere in scena” la nostra vita. Soltanto tirando fuori il meglio di noi, mettendo a disposizione la bellezza della nostra originalità a chi abbiamo accanto, possiamo rendere SIGNIFICATIVO il nostro tempo. Non sarà soltanto una semplice successione di attimi, ma uno “spazio” di rivelazione, un “trampolino di lancio” per ciò che siamo e desideriamo nel profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sii buono nel 2010!”. Rafforziamo il senso di questi auguri facendo riferimento a Maria che, ci ricorda il Vangelo a proposito di tutti gli eventi relativi alla nascita del suo figlio Gesù, “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Il verbo greco tradotto qui con “meditare”, si può tradurre anche con “collegare”. Maria “collega” tutte queste cose nel suo cuore, le mette insieme e dalla fatica di questo confronto impara sempre di più ad aderire alla volontà di Dio e quindi a rendere significativo il suo tempo. Anche noi, allora, dobbiamo imparare a “collegare”. Oggi, anche attraverso la rete, siamo tutti “collegati”. Cosa invece vuole proporci Maria, parlandoci di “collegamento” da fare nel cuore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci propone di fare due “collegamenti”. Prima di tutto, saper collegare tutti i “segni” che Dio “lascia” nella nostra vita per farci capire che ci vuole bene. E’ facile a volte collegare gli eventi negativi passati e dire che siamo stati sfortunati, non amati, lasciati soli anche da Dio. E’ invece importante collegare, mettere insieme le “parole d’amore” che Lui ci rivolgerà, i fiori che pianterà nel nostro giardino. E capire che sono i raggi di un unico sole, i segni di un unico amore, le mani di un volto misericordioso che per noi si è “azzardato” a mettere le tende in mezzo a noi ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi è altrettanto utile saper collegare i segni dell’amore di Dio alla nostra vita, perché possa essere trasformata e diventare, per tutti gli altri, un cantico della sua grandezza. Se sappiamo far interagire la nostra vita con la sua, allora anche noi, come Maria, faremo entrare Dio in noi e saremo capaci di “generarlo” per i fratelli che abbiamo accanto. Maria è Madre di Dio ma anche noi, per dono di Dio, possiamo “partecipare” della sua maternità e, nella Chiesa, trovare modi sempre nuovi per “generare” Gesù in coloro che sperano e sognano di incontrarlo ma ancora non ci riescono ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, tanti auguri! In questo 2010 impara a “collegare” i segni del suo amore, la tua quotidianità con questi segni e il tempo che vivrai diventerà SIGNIFICATIVO! Tira fuori tutto il bene che Lui ha messo dentro di te! Auguri!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-2294957175020453655?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/2294957175020453655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=2294957175020453655&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2294957175020453655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/2294957175020453655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2010/01/auguri-impara-collegare.html' title='AUGURI! IMPARA A COLLEGARE ...'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/Sz9yvD0SyYI/AAAAAAAAAAk/ENTqf09OBGI/s72-c/100_1418.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-5559408492279348970</id><published>2009-12-24T11:52:00.000-08:00</published><updated>2009-12-24T12:02:24.476-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/SzPIwLPygEI/AAAAAAAAAAc/93evom6QJLw/s1600-h/100_1480.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418895506635128898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/SzPIwLPygEI/AAAAAAAAAAc/93evom6QJLw/s320/100_1480.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cari amici "navigatori", che vi fermate nel "porto" del nostro sito, &lt;strong&gt;tanti auguri: buon Natale!&lt;/strong&gt; Anche Cristo ha scelto di "entrare" nel "mare" della storia, delle nostre storie. Oggi ricordiamo il "varo" della "nave" della sua vita, il giorno in cui, uscito dal "porto" dell'amore del Padre, si è messo in viaggio per cercare, uno ad uno, i "porti" delle nostre vite. E' importante accoglierlo con gioia, invitarlo alla "mensa" del nostro cuore, trovare in lui la "mentalità" con cui risolvere tanti nostri problemi, con noi stessi, di relazione con gli altri: scegliere senza indugio la via della semplicità, di un amore che non si impone ma si propone per essere accettato, scelto, vissuto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Condividiamo insieme la gioia di essere fratelli del nostro Dio che ha scelto di starci accanto per sempre! Vi abbraccio!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-5559408492279348970?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/5559408492279348970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=5559408492279348970&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5559408492279348970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5559408492279348970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2009/12/cari-amici-navigatori-che-vi-fermate.html' title=''/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/SzPIwLPygEI/AAAAAAAAAAc/93evom6QJLw/s72-c/100_1480.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7867629611855586220</id><published>2009-12-21T02:27:00.000-08:00</published><updated>2009-12-21T02:35:47.690-08:00</updated><title type='text'>INCONTRO PRENATALIZIO GIOVANI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/Sy9PKLT9imI/AAAAAAAAAAU/9njGNfVDYuk/s1600-h/images+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417635913003797090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 123px; CURSOR: hand; HEIGHT: 124px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/Sy9PKLT9imI/AAAAAAAAAAU/9njGNfVDYuk/s320/images+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tra pochi giorni ricorderemo ancora una volta la nascita di Gesù, il suo ingresso nella nostra vita, la sconvolgente scoperta di avere Dio come compagno di viaggio ... da tanto bussa alla nostra porta, ci ha inviato una &lt;strong&gt;richiesta di amicizia&lt;/strong&gt; ... accettiamolo tra i nostri amici, come l'Amico che è la sorgente di ogni vera amicizia ...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per questo ti aspetto all'incontro in preparazione al Natale per tutti i giovani della nostra parrocchia, &lt;strong&gt;mercoledì 23 dicembre 2009 alle 20 e 45 nella chiesa di s. Martino&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ti aspetto, non mancare!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7867629611855586220?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7867629611855586220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7867629611855586220&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7867629611855586220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7867629611855586220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2009/12/incontro-prenatalizio-giovani.html' title='INCONTRO PRENATALIZIO GIOVANI'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/Sy9PKLT9imI/AAAAAAAAAAU/9njGNfVDYuk/s72-c/images+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-5114924543454139341</id><published>2009-12-20T04:12:00.000-08:00</published><updated>2009-12-20T04:14:41.251-08:00</updated><title type='text'>"Maria andò in fretta ..." ... quale la fretta "giusta"?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dal Vangelo secondo Luca cap. 1 vv. 39-45 &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa ...”. Come un musicista quando compone la sua musica non deve scrivere soltanto le note ma anche la loro durata, soprattutto l’andamento dell’intero brano – largo, adagio, andante, moderato, allegro, vivace, presto – così anche Luca, quando scrive, o meglio trascrive, quella “bellissima musica” che è l’incontro tra Maria ed Elisabetta, ci tiene a mettere in evidenza il suo “andamento sostenuto”: i passi di Maria sono rapidi e consequenziali, viaggia “in fretta”. Cerchiamo semplicemente questa mattina di “costruire ponti” tra questa parola, FRETTA, e la nostra vita. Vediamo cosa “salta fuori” di utile per il nostro cammino umano e spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Andò in fretta ...”. Prima di tutto penso alla mia, alle nostre vite. Vissute nella fretta più totale. Appuntamenti l’uno dopo l’altro, a volte “matematicamente” incastrati tra loro in modo da non perdere neppure un attimo per fare tutto quello di cui c’è bisogno. Quali le conseguenze di questo modo di vivere? Sicuramente facciamo tante cose importanti, cerchiamo di cogliere tutte le occasioni a disposizione, utilizziamo tutto il tempo che ci è stato donato. C’è un grosso rischio: non avere più tempo per fermarsi e pensare, per capire cosa è meglio fare, dove è più saggio indirizzare la propria vita. Può essere “umiliata” la nostra facoltà di scelta, che ha bisogno di momenti di pausa, che necessita di “pit-stop” nei quali rifornirsi del necessario “carburante”. Una vita vissuta “in fretta”ma senza pause di riflessione, può ad un certo punto bloccarsi, per mancanza di idee, passione, motivazioni. Ed in più c’è il rischio anche di essere, alla fine, non pienamente contenti di quello che si è fatto o addirittura infelici o soltanto stressati ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Andò in fretta ...”. Mi vengono in mente le cose, le scelte che mi appassionano veramente. Quando hai un “fuoco dentro”, quando senti che la tua vita è un treno adatto a quel binario, non puoi perdere tempo: devi posizionarlo e farlo partire. Quando hai grandi sogni, il tempo che hai ha disposizione ti sembra poco. Ciò che devi costruire è grande, chiederà molte forze del cuore e della mente, sarà il punto finale di un itinerario fatto di successi, insuccessi, ripensamenti, errori, riprese, etc. Per tutto questo il tempo che hai davanti ti sembra poco. A. Einstein, per spiegare in parole semplici la sua “complicata” teoria della relatività, diceva: “Quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa rovente per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività." La bella ragazza citata dal grande scienziato può essere anche la metafora del nostro progetto di vita: quando in sua “compagnia”, quando “lavoriamo” per lui, il tempo si “restringe”, ci sembra sempre troppo poco rispetto a quello che dovremmo fare. Da questo punto di vista, allora la “fretta” non solo è auspicabile, ma è fondamentale: è un “modo di essere” per realizzare ciò che uno ama, è l’urgenza che viene dal sentire amore per qualcosa o qualcuno, è la “potenza” della passione che vuole bagnarsi in ogni momento nelle acque del suo desiderio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? Bisogna andare “in fretta” oppure no? Come sciogliere questo dilemma? Guardiamo a colei che “andò in fretta” da Elisabetta. In lei l’aspetto negativo della fretta viene a cadere, quello positivo vissuto, incarnato. Maria, prima di “andare in fretta” era ferma ad ascoltare l’angelo. Ha “dedicato” tempo all’ascolto. Il suo andare “in fretta”, non segue e non sarà seguito da un altro andare “in fretta”. La “fretta” è negativa se è circondata da altra fretta, se è l’unico andamento della nostra vita. Tornando all’immagine musicale, Luca ha messo sullo “spartito” del viaggio di Maria l’andamento “Presto”; il brano dell’annunzio dell’angelo, lo ha indicato con un “Adagio”, quello dell’incontro con Elisabetta con un “Allegro vivace”. La fretta di Maria è quindi conseguenza di una riflessione. Ed è positiva soprattutto perché espressione di un amore intenso ed autentico. Un amore che ti fa vedere il tempo che hai a disposizione sempre troppo poco, che ti spinge a correre: come dice Paolo, la carità di Cristo ci spinge, è un appello urgente alle nostre vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo a Dio, per intercessione di Maria, la capacità, come lei, di saper andare “in fretta” non come semplice reazione a quel “turbine travolgente” che è il nostro mondo attuale, ma come “sentiero autentico” per poter realizzare l’amore ...&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-5114924543454139341?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/5114924543454139341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=5114924543454139341&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5114924543454139341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/5114924543454139341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2009/12/maria-ando-in-fretta-quale-la-fretta.html' title='&quot;Maria andò in fretta ...&quot; ... quale la fretta &quot;giusta&quot;?'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-8855521736390118858</id><published>2009-12-17T09:04:00.000-08:00</published><updated>2009-12-17T09:16:42.933-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il Sito...'/><title type='text'>Il commento al post... un altro modo di essere presenti sul WEB!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un altro modo per interagire con il sito dell'Oratorio, oltre al nuovissimo forum, è rappresentato dal sistema dei commenti ed è un ulteriore strumento per manifestare la propria presenza nel WEB!!!!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SypnOx7DP3I/AAAAAAAAAKE/9mlRSMuiXgs/s1600-h/business_concept_wallcoo_com_21.jpeg"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SypnOx7DP3I/AAAAAAAAAKE/9mlRSMuiXgs/s320/business_concept_wallcoo_com_21.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416255005483286386" style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 320px; height: 223px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per lasciare un commento è semplice: basta cliccare sulla scritta "x commenti" sul fondo di ogni articolo in ciascun Blog!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SypmahaFKPI/AAAAAAAAAJ8/027nnI8gduA/s1600-h/comm.png"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SypmahaFKPI/AAAAAAAAAJ8/027nnI8gduA/s320/comm.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416254107696834802" style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 134px; height: 94px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si aprirà una finestra che permetterà di scrivere il commento e di firmarsi!!!!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa aspettate??? Correte a lasciare il vostro commento e ad esprimere la vostra opinione sul &lt;a href="http://sanmartino.forumfree.it/"target="_blank"&gt;forum&lt;/a&gt;!!!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-8855521736390118858?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/8855521736390118858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=8855521736390118858&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8855521736390118858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8855521736390118858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2009/12/il-commento-al-post-un-altro-modo-di.html' title='Il commento al post... un altro modo di essere presenti sul WEB!'/><author><name>staffBlog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06474456840632402624</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SSQkBdYtPKI/AAAAAAAAAEI/AuUXKy2up-Y/S220/staff.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SypnOx7DP3I/AAAAAAAAAKE/9mlRSMuiXgs/s72-c/business_concept_wallcoo_com_21.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-7007989380907329115</id><published>2009-12-15T06:40:00.000-08:00</published><updated>2009-12-15T06:55:54.179-08:00</updated><title type='text'>NOVENA DI NATALE 2009</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/SyejJy28KoI/AAAAAAAAAAM/y_blBecpwBc/s1600-h/Vacanza+Val+Casies+2007+030.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415476465602669186" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/SyejJy28KoI/AAAAAAAAAAM/y_blBecpwBc/s320/Vacanza+Val+Casies+2007+030.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Carissimi amici, vi ricordo che domani, mercoledì 16 dicembre, comincerà in parrocchia la novena in preparazione al Natale, alle 6 e 30 del mattino. Il Signore ci chiede un piccolo sacrificio, ma fondamentale per iniziare la giornata nel suo nome, aprire mente e cuore allo sconvolgente annunzio che il Natale porta con sé: Dio non ha lasciato nulla di intentato pur di aiutarci a ritornare nel suo abbraccio d'amore, ha scelto, facendosi bambino, di "scuoterci" con la semplicità e la tenerezza dei bambini. Ci faremo aiutare, per la nostra riflessione, da un testo ed una musica che, per tutti noi, sono sinonimo di Natale: "Tu scendi dalle stelle" di S. Alfonso Maria dei Liguori. Vi aspetto con gioia. Vostro, don Tonino&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-7007989380907329115?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/7007989380907329115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=7007989380907329115&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7007989380907329115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/7007989380907329115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2009/12/novena-di-natale-2009.html' title='NOVENA DI NATALE 2009'/><author><name>don Tonino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07718690022806523832</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Su4zbo-ZIt8/SyejJy28KoI/AAAAAAAAAAM/y_blBecpwBc/s72-c/Vacanza+Val+Casies+2007+030.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-3862977714345423023</id><published>2009-12-14T14:59:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T15:17:07.875-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Forum'/><title type='text'>Il Forum... Scambiamoci opinioni sul WEB!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle novità del sito è la presenza di un Forum. Per chi non lo sapesse tale è un ottimo strumento per la condivisione di idee, pensieri, opinioni e rappresenta un modo creativo ed istruttivo di essere presenti in rete.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SybEr8XllHI/AAAAAAAAAJs/dn6PRC2LepQ/s1600-h/01.jpg"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SybEr8XllHI/AAAAAAAAAJs/dn6PRC2LepQ/s320/01.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415231861178078322" style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 320px; height: 193px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma come fare allora per usare questo servizio? E' semplice: per prima cosa dovrete recarvi sul sito del forum e registrarvi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Collegatevi al sito dell'oratorio &lt;a href="http://www.oratoriosanmartino.com/" target="_blank"&gt;www.oratoriosanmartino.com&lt;/a&gt; e cliccate sul pulsante "Forum".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SybFl9LyOII/AAAAAAAAAJ0/Xgo56sa3Xpk/s1600-h/02.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SybFl9LyOII/AAAAAAAAAJ0/Xgo56sa3Xpk/s320/02.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415232857829423234" style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 230px; height: 122px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto si aprirà il sito del forum (raffigurato nella prima immagine). Nella sezione "Registrazione" in alto inserite i dati richiesti (mi raccomando all'indirizzo e-mail corretto) e confermate tramite l'apposito pulsante. Riceverete una e-mail con un link: dovrete aprire tale link per confermare la registrazione. A questo punto potete interagire con il forum lasciando messaggi, avviando discussioni....&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Mi raccomando: registratevi in tanti e manteniamo vivo questo modo alternativo di comunicare dal quale potremo trarre tutti vantaggio!!!!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciao a tutti!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-3862977714345423023?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/3862977714345423023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=3862977714345423023&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3862977714345423023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/3862977714345423023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2009/12/il-forum-scambiamoci-opinioni-sul-web.html' title='Il Forum... Scambiamoci opinioni sul WEB!'/><author><name>staffBlog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06474456840632402624</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SSQkBdYtPKI/AAAAAAAAAEI/AuUXKy2up-Y/S220/staff.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SybEr8XllHI/AAAAAAAAAJs/dn6PRC2LepQ/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-568938668948612572.post-8978099086126597185</id><published>2009-12-10T07:18:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T07:31:59.847-08:00</updated><title type='text'>BENVENUTI</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Carissimi amici internauti, un grande abbraccio a tutti voi! &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Finalmente ci incontriamo nuovamente sul sito del nostro oratorio, rinnovato nella grafica e nei contenuti... un mondo di idee e notizie che spero vorrete scoprire, ogni giorno, insieme a noi!&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Questo "spazio virtuale" vuole essere anche un modo per riscoprire la bellezza dello "stare in rete col cuore", cioè della vera amicizia, che ha il suo punto di forza in Gesù, il nostro Dio che continua a starci accanto e a "fare il tifo" per noi, affinchè la nostra vita sia piena e felice!&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; Ciao a tutti!&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Don Tonino&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/568938668948612572-8978099086126597185?l=livetogethersm.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://livetogethersm.blogspot.com/feeds/8978099086126597185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=568938668948612572&amp;postID=8978099086126597185&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8978099086126597185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/568938668948612572/posts/default/8978099086126597185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://livetogethersm.blogspot.com/2009/12/benvenuti.html' title='BENVENUTI'/><author><name>staffBlog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06474456840632402624</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_Rbft3ttYDK0/SSQkBdYtPKI/AAAAAAAAAEI/AuUXKy2up-Y/S220/staff.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
